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29 Ottobre 2018

Atrofia mascellare estrema, intervento innovativo d'implantologia



È stato eseguito uno dei primi interventi in Italia di implantologia mascellare su un paziente affetto da atrofia mascellare estrema, ovvero con una perdita d’osso.

Si è trattato di un approccio inedito per il territorio italiano, adottato dal dottor Marco Rinaldi (nella foto), chirurgo orale e specialista in odontostomatologia presso la Dental Unit di Clinica Privata Villalba di Bologna, con la collaborazione di Maurice Mommaerts, direttore dell’European Face Centre e professore presso l’Ospedale universitario di Bruxelles, inventore della metodica AMSJI (Addively Manufactured Subperiosteal Jaw Implant), chirurgia implantare indicata proprio per pazienti con atrofia mascellare di grave entità.

L’atrofia delle ossa mascellari è una conseguenza della perdita, traumatica oppure fisiologica, dei denti con il riassorbimento di tutti i tessuti di sostegno dove essi risiedono. Questa patologia comporta una paralisi quasi totale dell’osso mascellare, che dunque rimane bloccato, con gravi conseguenze sul piano alimentare, funzionale ed estetico.

“La metodologia utilizzata è talmente avanzata e precisa che l’intervento in sé non è risultato particolarmente complicato, ed è stato portato a termine in meno di due ore” ha commentato il dottor Rinaldi. “Il paziente non aveva denti e presentava un grado molto avanzato di atrofia ossea mascellare. In questi casi non c’è la possibilità di inserire normali impianti. Abbiamo perciò utilizzato questa nuova metodica di chirurgia implantare, chiamata AMSJI, che ha permesso al paziente di svegliarsi dall’anestesia con già la protesi fissata.”

L’AMSJI step by step
Per realizzare questo intervento, si parte dalla TAC e dal modello tridimensionale del mascellare per poi costruire una struttura personalizzata, da ancorare all’osso mascellare con viti da osteosintesi. La struttura viene realizzata in titanio utilizzando tecniche ingegneristiche e vengono simulate le forze di masticazione per 15 anni. La qualità delle strutture da impiantare è controllata e certificata.

L’AMSJI è costituito da due ali che sono fissate con viti da osteosintesi a parti stabili del cranio, sottoposte cioè a scarso riassorbimento osseo. Alle ali viene fissata poi una prima barra in titanio e a questa la prima protesi provvisoria lo stesso giorno dell’intervento. Dopo circa due mesi si potrà sostituire la protesi provvisoria con quella definitiva.

La protesi viene completamente personalizzata sul paziente, ottimizzata per adattarsi all’osso mascellare e costruita solo per lui. Rappresenta un cambio di direzione, infatti non è più l’osso del paziente che deve adattarsi agli impianti ma è l’impianto stesso che viene costruito ad hoc per il paziente. La tecnica chirurgica per installare l’AMSJI consiste nell’esporre l’osso mascellare, nel trovare la corretta posizione della struttura e fissarla con delle viti da osteosintesi.

Il paziente è entrato in sala operatoria edentulo ed è uscito con l’arcata dentaria fissa, che porterà per circa due mesi e che poi verrà sostituita con quella definitiva, più elaborata, dove inoltre si potranno ottimizzare i colori e le forme dei denti per ricercare la migliore estetica.

Nella foto sotto la simulazione del lavoro.

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