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26 Aprile 2012

Strumenti e vantaggi clinici nel carico immediato

Densità ossea e stabilità primaria: possiamo leggerle e correlarle?

di Danilo A. Di Stefano


L'adeguata preparazione del sito implantare e il grado di stabilità dell'impianto sono momenti condizionanti il successo delle procedure implanto-protesiche. Ciò è particolarmente vero nel caso di carico immediato, dove la stabilità primaria dell'impianto è precondizione per il successo. Può quindi risultare importante poter sapere la tipologia di osso con la quale ci confrontiamo nella specifica area chirurgica.
La radiologia Tc è in grado di esprimerci un dato statico relativamente preciso sulla classe ossea, ma non è in grado di dare dati oggettivi dinamici intraoperatori. Tutto ciò, si rende possibile grazie a un motore chirurgico in grado di effettuare una lettura intraoperatoria della densità ossea sfruttando con un apposito algoritmo l'attrito che un'utensile (fresa di lettura) registra all'interno di un foro pilota nella compagine ossea mineralizzata.

La sede ossea
Poiché il tutto avviene nella sede ossea del futuro impianto, c'è la possibilità di decidere l'eventuale grado di sottopreparazione del sito piuttosto che una diversa macromorfologia implantare.
Ma anche la possibilità di classificare per livello di frequenza una determinata tipologia ossea in una determinata sede dei mascellari. I dati che possono essere estratti sono: nella zona della sinfisi mentoniera, la frequenza di osso da d1 a d4, forza di inserimento, per sapere se abbiamo raggiunto un certo torque, ma sopratutto di come e quando l'abbiamo raggiunto, se è solo una piccola parte della superficie implantare a generare quel tipo di compressione sull'osso o molti millimetri della superficie stessa.

Il torque
Maggiore superficie inserita col torque voluto equivale a maggiore certezza di stabilità implantare
. Su queste tematiche ho in corso due interessanti protocolli di studio con l'università di Chieti, uno in vitro e uno in vivo, e con l'Irccs San Raffaele Milano. L'idea è di correlare e dimostrare in modo oggettivo e non soggettivo la tipologia ossea dove andrà inserito un impianto.
E ancora fornire dei valori in grado di garantire parametri appropriati di stabilità implantare fondamentali per le tecniche di carico immediato: valori non solo legati al picco espresso in NW, ma alla distribuzione del contatto osso-impianto sull'intera superficie dello stesso (matematicamente l'integrale del grafico tra ascisse e ordinate che esprimono la forza e la lunghezza), l'espressione genica dell'osso sottoposto a un certo valore di compressione, la densità ossea come momento condizionante le scelte clinico-chirurgiche implantari.

Leggi anche:
Spaccato sulla professione: implantologia in crescita

GdO 2012;5:6

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