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14 Marzo 2016

Il paziente italiano preferisce il dentista tradizionale ma le possibilità economiche sono sempre una discriminante. I dati da una ricerca UniSalute


Italiani attenti alla prevenzione, fedeli al proprio dentista "privato" ma condizionati nelle cure dalla situazione economica.

Può essere questa la sintesi della nuova ricerca dell'Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, condotta nel 2015 su di un campione di circa 500 soggetti rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età (over 30), sesso ed area geografica.

"Non è il timore di stendersi su quel noto lettino a tener lontani i pazienti", spiegano da UniSalute, "ma le difficoltà economiche". Analizzando i dati a dichiarare di non poter essere andato dal dentista perché "non potevo affrontare al spesa" è stato il 28% del campione sentito per l'indagine mentre un ulteriore 2% dichiara di aver rinunciato alle cure per poter mandare i figli "perché non avevo i soldi per tutti".

Ad andare dal dentista negli ultimi 12 mesi è stato il 71% del campione e ci è andato prevalentemente per effettuare una visita di controllo o una seduta di igiene (53%), oppure per necessità (48%). Chi non è andato lo ha fatto perché convinto "di non averne bisogno", o perché non aveva tempo, mentre il 28% per problemi economici.

La scelta del dentista a cui il campione si è affidato per effettuare visita o cure è quella del dentista privato di fiducia (88%) mentre a scegliere una struttura pubblica è stato il 5%. Ad ammettere che non ha un dentista di riferimento ma cambia "secondo le offerte che trovo, preferendo quelle a minor costo" è il 6% del campione.

"Nonostante nel corso degli ultimi anni siano cresciute le offerte di cure dentistiche low-cost, grazie a sconti proposti da aggregatori di offerte piuttosto che promozioni da parte di catene di studi dentistici o tariffe molto competitive offerte da studi dentistici all'estero, il 42% degli italiani preferisce non affidarsi perché non si fida della qualità di questo tipo di offerta", commentano da UniSalute.

Ricerca che conferma, anche, come il turismo odontoiatrica sia un fenomeno marginale: solo 1% di coloro che sono stati interpellati ha ammesso di essere andato all'estero per le cure.

Come confermato anche da altre indagini, i dentisti italiani da tempo non aumentano le proprie tariffe. Alla domanda: il dentista a cui ti rivolgi ha aumentato le tariffe negli ultimi 12 mesi gli intervistati hanno così risposto:

· Le ha mantenute invariate: 68%.

· Le ha aumentate: 23%.

· La ha abbassate: 5%.

· Non saprei perché ho una copertura assicurativa per le cure odontoiatriche: 5%.

"I dati degli ultimi anni evidenziano come quelle dentistiche siano tra le prime prestazioni a cui gli italiani rinunciano, molto spesso a causa di costi non sostenibili per le famiglie" afferma Fiammetta Fabris, Direttore Generale di UniSalute. "Nell'ambito di questo scenario credo che il mercato della sanità integrativa possa offrire soluzioni personalizzate, a costi contenuti, anche per le spese odontoiatriche. Sta crescendo infatti l'attenzione verso polizze individuali, mono prestazione che consentono di accedere a strutture odontoiatriche di qualità a basso costo".

Norberto Maccagno

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