HOME - Inchieste
 
 
02 Maggio 2017

Autorizzazioni sanitarie, potrebbero essere a rischio l'80% delle società che esercitano l'odontoiatria


La circolare del MiSE, in risposta all'OMCeO di Bologna ed all'ANCOD, ha indicato chiaramente non solo che sul tema della registrazione delle società come "attività odontoiatrica" il Ministero non ha competenza ma che il "presupposto amministrativo per lo svolgimento dell'attività in questione è il possesso dell'autorizzazione di cui all'art. 8-ter del DLGS 502/1992".

MISE che precisa: quindi "sembra da ritenersi che ove questa sia presente (profilo amministrativo); ove l'attività denunciata sia non meramente replicativa di una tipica attività ordinistica, ma attinente ad una tipologia di prestazione caratterizzata da "maggiore complessità" (altro profilo amministrativo); ed ove l'oggetto sociale della società sia formulato in modo da renderlo non meramente sovrapponibile ad attività ordinistiche, ma anzi, idoneo a individuare la prestazione di servizi caratterizzati da maggiore complessità rispetto a quelli tipicamente ordinistici (profilo civilistico); non sussistano motivi per rifiutare l'iscrizione nel registro delle imprese o la denuncia di avvio dell'attività presentata al REA da società commerciali che soddisfino tali condizioni".

Come l'avv. Silvia Stefanelli faceva notare ad Odontoiatria33, "la circolare del MiSE lascia aperta la decisione esatta della complessità organizzativa che è di competenza del Ministero della Salute e dei soggetti che rilasciano l'autorizzazione sanitaria".

In realtà il Ministero della Salute e la Conferenza Stato Regioni, indicando le norme in materia di autorizzazione sanitaria all'esercizio delle attività sanitarie in ambito odontoiatrico, sembrerebbe aver indicato quali sono i requisiti per definire le "Strutture sanitarie ad elevata complessità organizzativa deputate all'erogazione di prestazioni odontostomatologiche".

Secondo quanto approvato nel giugno 2016, sono definite tali quelle strutture sanitarie aventi almeno uno dei sotto indicati requisiti:

• un numero di riuniti odontoiatrici superiore a cinque unità;

• un numero di professionisti odontoiatri, operanti stabilmente nella struttura con rapporto di lavorativo continuativo, superiore a tre unità.

L'accordo approvato nel giugno 2016 per diventare operativo deve essere ratificato dalle singole Regioni ed ad oggi sembrerebbe che nessuna Regione l'abbiamo ancora fatto.

Il testo non sembra prevedere la salvaguardia dei diritti acquisiti, ANDI nel presentare il ricorso al Tar contro il documento, tra le criticità, ha evidenziato anche questo aspetto, che costringerebbe tutti gli studi già autorizzati (anche quelli del singolo dentista) a rispettare le nuove regole.

Se questo fosse vero, le nuove regole per l'autorizzazione sanitaria comporterebbero problemi alle società e quindi anche alle Catene. Secondo i dati presentati dal presidente della Key-Stone Roberto Rosso in Expodental 2016, solo il 20% delle attuali 600 circa società riferibili a delle Catene avrebbe almeno 5 riuniti mentre diventa difficile capire quante siano quelle con un numero di professionisti operanti stabilmente nella struttura con rapporto di lavoro continuativo. Da capire invece cosa si intende per "operanti stabilmente".

Ed ancora peggiore potrebbe essere la percentuale delle società autorizzabili con le nuove regole se si considerano tutte le oltre 2 mila Srl che ad oggi esercitano con autorizzazione sanitaria come studio odontoiatrico.

Norberto Maccagno

Articoli correlati

Il TAR respinge il ricorso presentato dalla CAO La Spezia contro un Centro DentalPro e legittima l’esercizio anche delle società non STP. Sarà il Consiglio di Stato a chiarire definitivamente la...


Oltre 6mila le società odontoiatriche registrate, meno di 600 le STP iscritte agli Ordini. Intanto faranno discuterete le indicazioni di Infocamere


In accordo con l’Ordine di Roma, la Regione Lazio fornisce chiarimenti sul quadro normativo: consentito l’esclusivo esercizio delle professioni mediche e odontoiatriche in forma di STP


Carenza dei requisiti igienico sanitari, autorizzazione rilasciata ad un soggetto non autorizzabile e carenza dei requisiti del direttore sanitario tra le eccezioni contestate


A scoprirlo il NAS di Trento, avrebbe assunto la direzione contemporaneamente in tre strutture e non era iscritto all’Albo provinciale dove esercitano


Altri Articoli

La cronaca ci ha nuovamente regalato l’occasione per commentare, ancora una volta, un progetto legislativo dal punto di vista semantico. Che poi è la vera questione di tutte le Leggi che per...

di Norberto Maccagno


Elite Computer Italia, una delle aziende leader nello sviluppo di software e servizi informatici per il settore dentale, parte di Henry Schein One, presenta le ultime soluzioni nel...


Riguarda il Webinar con Daniele Cardaropoli per approfondire e confrontarsi sulle più attuali in tema di chirurgia parodontale.


Più sicuro se abbinato ad una registrazione analogica. L’esperienza di Costanza Micarelli: la tecnologia è un enorme aiuto ma solo se abbinata ad esperienza e conoscenze del clinico e del tecnico


Il Decreto-Legge 21 settembre 2021, n. 127  (DL Green Pass Lavoro) recante Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione...


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

ECM: abbiamo fatto il punto con Alessandro Nisio