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09 Giugno 2017

Pazienti ed impianti. Luci ed ombre in tema di comunicazione ma il costo è la discriminante


Pazienti informati, abbastanza consapevoli che l'impianto non è per sempre e convinti che siano una buona soluzione clinica ma il principale motivo per cui scelgono il non intervento è il costo.

Possono essere questi, in sintesi, i punti salienti dell'indagine condotta da Odontoaitria33 sui lettori di Dica33 il portale di Edra dedicato all'informazione sulla salute. I dati sono stati presentati durante l'evento organizzato in Expodental Meeting dal titolo: "Implantologia tra clinica, merceologia, richieste dei pazienti ed etica".

Grazie alla presenza del prof. Enrico Gherlone, presidente del Collegio dei Docenti, il presidente AIOP Paolo Vigolo, Laura Filippucci di Altroconsumo e la presidente AIDI Antonella Abbinante, si sono analizzati i dati emersi. Moderatori dell'evento il prof. Massimo Gagliani coordinatore scientifico area odontoiatrica del Gruppo Edra e Norberto Maccagno direttore di Odontoiatria33.

Questo il quadro emerso dalle risposte date dai cittadini.

Il campione

Attraverso un questionario inviato via mail ai lettori registrati al portale Dica33 sono tate somministrate una serie di domande con il fine di capire le conoscenze di cittadini italiani sul tema degli impianti, valutando le impressioni e gli eventuali timori dei pazienti che avevano subito un intervento. Campione composto per il 53% da donne equamente distribuito sul territorio italiano con una scolarizzazione superiore alla media nazionale (88% è diplomato o laureato). Come speso capita per i sondaggi sui cittadini realizzati attraverso il web, il target è più sbilanciato verso il pensionato, il 32% dei partecipanti hanno dichiarato di esserlo.

Chi è il loro dentista?

Dal nostro campione la conferma che è sempre il dentista tradizionale a curare la maggioranza dei cittadini, l'87% ha dichiarato di rivolgersi ad uno studio tradizionale, mentre molto staccate le Catene (poco più del 6%), l'Asl/ospedale (meno del 4%) e gli studi all'estero (1%).

Ma il dato può ingannare in quanto si deve considerare la numerosità degli esercenti. L'87% dei pazienti che si rivolgono al dentista tradizionale deve essere "spalmato" per i circa 35 mila studi in attività mentre il 6% dei pazienti che dicono di rivolgersi ad una clinica in un negozio il cui marchio è presente in più città (questa era la domanda posta), si rivolgono a meno di 700 studi. Peraltro chi si rivolge alla Catene, stando alle nostre precedenti indagini svolte sullo stesso campione, risulta in aumento (1,5% è l'incremento rilevato rispetto ad una analoga fatta nel novembre 2015), probabilmente anche per via delle recenti aperture.

Pazienti che hanno detto di essere andati dal dentista negli ulti 6 mesi (64%), nell'ultimo anno (18%), entro due anni (6%) oltre 2 anni (10%).

Quale situazione clinica

Per capire lo stato di edentulia del nostro campione, e l'eventuale necessità di una riabilitazione con impianti, abbiamo chiesto quanti sono i denti naturali ancora presenti spiegando che le corone erano da considerare denti mancanti: in media i denti naturali presenti sono 9,8 mentre l'8% del campione è totalmente edentulo. Il 55% del campione ha almeno una corona o un ponte su dente naturale, mentre il 21% ha una protesi totale o parziale rimovibile.

Hanno impianti?

Al 64% del nostro campione nel corso della vita gli è stato proposto ameno una volta un intervento implantare. La discriminante se accettare o meno la terapia implantare è data dal costo (56%), paura dell'insuccesso (27%), pura di patire dolore (9%), tempi troppo lunghi (8%). Il 54% del campione ha dichiarato di avere almeno una corona o un ponte su impianti, mentre il 18% una protesi parziale o rimovibile ancorata su impianti.

Ad inserire gli impianti è stato prevalentemente il proprio dentista (73%), uno specialista che opera nello studio del proprio dentista (20%), mentre il 7% ha dichiarato di essere stato inviato dal proprio dentista nello studio di uno specialista.

Impianti e problemi

Stando a quanto ha dichiarato il nostro campione, il successo percepito della riabilitazione implantare è buono visto che a dichiarare di aver avuto problemi è stato il 20%. Prevalentemente i problemi hanno riguardato la protesi (30%), sia con la protesi che con l'impianto (20%), mentre il 22% ha detto che continua ad infiammarsi la zona dell'impianto ma si può andare avanti, al 16% si è infiammata la zona dell'impianto ma poi è stato risolto il problema mentre ha avuto un rigetto l'11%.

Comunque il 77% di coloro che hanno almeno un impianto, se fosse necessario, si sottoporrebbero nuovamente ad un intervento.

Comunicazione

Forse la vera sorpresa, positiva, dell'indagine è proprio sull'informazione: i pazienti sono informati, merito anche del proprio dentista.

Il 66% ha confermato che prima di inserire l'impianto il dentista gli ha spiegato i rischi mentre subito dopo l'intervento il 36% è stato contattato telefonicamente per sapere come andava. Il 45% del campione ha ricevuto indicazioni sulla dieta da seguire nei giorni successivi all'intervento ed l'80% ha ricevuto istruzioni sui farmaci eventualmente da assumere. Il 78% ha ricevuto informazioni sull'igiene orale dedicata.

Informazioni date anche sulla marca dell'impianto utilizzato, il 52% le ha ricevute.

Tra le domane poste vi era anche quella che indagava se gli era stata consegnata la dichiarazione della conformità della protesi e dell'impianto, ben sapendo che la normativa non obblica il professionista a consegnarla ma impone di informare il paziente sul fatto che è a disposizione se si desidera. Il 46% ha detto di averle ricevute.

Quanto dura l'impianto?

Per cercare di capire quanto il paziente è a conoscenza di cosa sia realmente l'impianto abbiamo posto alcune domande scomparendo che il 92% sa che l'impianto è realizzato in titanio ed è un dispositivo medico. Più confuso è sulla durata dell'impianto e sulla necessità di mantenerlo sano. Se l'89% sa che l'impianto richiede la stessa cura di un dente naturale, alla domanda di quanto dura un impianto il 48% ha risposto dipende da caso a caso, il 41% ritiene che se si effettuano regolari visite di controllo dura per sempre, mentre l'11% è convinto che se non ha dato subito dei problemi subito, l'impianto dura per sempre.

Quanto dovrebbe costare un impianto?

Se per il nostro campione dovrebbe essere uno specialista in implantologia (72%) ad inserire l'impianto e non il dentista laureato (15%) o il chirurgo maxillo facciale (11%), abbiamo volto anche capire quanto per il cittadino dovrebbe costare un impianto e corona.

Alla domanda quanto pensi di dover pagare per un impianto ed una corona il 17% del nostro campione ha indicato meno di 500 euro, il 22% meno di mille euro, il 23% meno di 1.500 euro, il 15% meno di 2.000 euro, il 24% oltre 2.000 euro.

Per il 24% per una corona ed un impianto sarebbe corretto pagare 500 euro, per il 34% di coloro che hanno partecipato al nostro sondaggio meno di 1.000 euro, per il 20% meno di 1.500 euro mentre per il 14% meni di 2.000 e per l'8% più di 2mila euro.


Norberto Maccagno


Per approfondire leggi anche:

26 Maggio 2017: Dentisti ed implantologia. Una ricerca ha fotografato le scelte: da quelle cliniche e tecniche fino alle tariffe praticate

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