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07 Febbraio 2019

Odontoiatria si conferma una professione di “anziani”. Il 53% degli iscritti all’Albo ha più di 55 anni

Norberto Maccagno

Una professione di "vecchi" oppure una professione per i giovani, ma tra qualche anno. Sono le due letture che si possono dare ai dati degli iscritti agli Albi degli odontoiatri al 31 dicembre 2018 forniti ad Odontoiatria33 dal CED FNOMCeO. 


Dei 62.428 iscritti, il 53% ha più di 55 anni di cui 11 mila sono over 65, mentre gli under 35 (8.219) sono il 13% degli iscritti. La “terra di mezzo”, ovvero quelli compresi tra i 35 ed i 54 anni sono il 34% degli iscritti (21.180). 

Si conferma il trend riscontrato da alcuni anni che vede crescere il numero dei camici rosa tra i giovani laureati. Il numero di iscritte con 24 anni o meno (44) è di poco inferiore ai colleghi maschi (48), ed anche se consideriamo gruppi di età più numerose per numero di iscritti, riscontriamo una percentuale maggiore di donne tra le giovani generazioni rispetto a quelle più anziane: le odontoiatre fino a 34 anni sono il 43%; tra i 35 e 44 anni il 42,6%; tra i 45 e di 54 il 31%; tra i 55 ed i 64 il 19,3%; oltre i 65 anni il 9,5%. 

Continua, inesorabile, il calo dei doppi iscritti (27.937) rispetto agli iscritti al solo Albo degli odontoiatri (34.493), ma non è detto che questi siano tutti laureati in odontoiatria. Stabile rispetto allo scorso anno il numero dei “cancellati” (444) che sottratti ai nuovi iscritti (1.206) portano ad un incremento degli iscritti all’Albo degli odontoiatri di 762 unità: di fatto chi ha lasciato la professione compensa l’ingresso dei laureati all’estero. Per l’anno accademico 2011-2012 il Miur aveva destinato 860 posti ad odontoiatria, quindi 6 anni dopo l’incremento di iscritti risulta leggermente inferiore. 

In totale gli iscritti agli Albi degli odontoiatri nelle varie OMCeO sono 62.428: Roma (5.821); Milano (3.916); Napoli (3.061) e Torino (2.813), quelli più numerosi.    

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