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11 Aprile 2019

Trasferimento da un ordine ad un altro del direttore sanitario, per ora la “migrazione” è minima. Iandolo: infondate le accuse di voler rallentare

Noberto Maccagno

Da fine aprile i direttori sanitari delle strutture odontoiatriche accreditate dovranno essere iscritti all’Ordine della provincia dove la struttura opera. A prevederlo è il comma 536 della Legge di Bilancio 2019 indicando che “tutte le strutture sanitarie private di cura sono tenute a dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’Albo dell’Ordine territoriale competente per il luogo nel quale hanno la loro sede operativa entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”. Da ricordare che la Legge Concorrenza del 2017 prevede che il direttore sanitario può assumere l’incarico in una sola struttura.

Norma contenuta nella Legge di Bilancio da subito contestata dai rappresentanti di ANCOD anche per la possibilità che la domanda di trasferimento possa subire “rallentamenti” per creare problemi alle strutture. Timori che sono arrivati fino in Parlamento visto che il Sen. Gilberto Pichetto Frattin ha presentato una interrogazione al Ministro della Salute chiedendo provvedimenti.

“Se il Senatore è a conoscenza di specifiche situazioni le comunichi, verificheremo al più presto caso per caso”, dice ad Odontoiatria33 il presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo (nella foto).

“Non mi piace questo generalizzare in modo da voler fare passare che gli OMCeO provinciali lavorano contro le società di capitale, siamo un Ente sussidiario dello Stato e lavoriamo per garantire la salute del paziente e non contro qualcuno”.

Sui tempi necessari per evadere le domande di trasferimento il presidente Iandolo ricorda che questi sono legati al fatto che la richiesta deve essere approvata dal Consiglio dell’OMCeO che si riunisce solitamente una volta al mese, poi si devono fare le verifiche sui carichi pendenti e se l’iscritto ha regolarmente versato i contributi ENPAM.

“E’ chiaro che come tutte le norme di nuova attuazione anche per questa c’è bisogno di un periodo di transizione. Certamente gli OMCeO provinciali non saranno dal primo maggio a sollecitare i controlli nelle strutture e saremo sicuramente disponibili a valutare ogni singola questione e criticità”.

E tra le criticità che possono rallentare o impedire il trasferimento c’è il caso in cui l’iscritto è sottoposto ad un procedimento disciplinare. In questo caso, ricorda il presidente Iandolo non è possibile effettuare il trasferimento fino a quando non si è concluso il procedimento e se l’iscritto ha subito una sanzione a cui si è opposto ricorrendo alla CCEPS il procedimento risulta aperto.

“E’ quanto prevede il regolamento ad oggi in vigore. Nel caso ci sia la necessità, cercheremo di porre la questione e trovare una soluzione”, dice Iandolo.

Ma in questi primi tre mesi (la norma è stata pubblicata in GU a fine 2018) sono stati molti gli iscritti costretti a chiedere il trasferimento

Dai dati rilevati da Odontoiatria33 chiedendo agli Ordini più numerosi per iscritti non sembrerebbe. 

  • Roma (5.851 iscritti): sono stati registrati negli ultimi 3 mesi 10 odontoiatri arrivati daaltre altri OMCeO mentre 3 si sono trasferiti a quello di Roma.
  • Milano (3.916 iscritti): sono stati autorizzati 13 trasferimenti mentre sono arrivati da altri Ordini 17 odontoiatri. 
  • Napoli (3061): in questi primi tre mesi sono state presentate 2 domande di trasferimento (accolte) mentre nessuno è arrivato da un altro Ordine.
  • Torino (2.813): ha autorizzato 14 trasferimenti mentre quelli che sono arrivati da altro Ordine sono stati 10.
  • Bologna (1437): dall’inizio anno ha autorizzato il trasferimento ad altro Ordine di 13 iscritti mentre ha registrato l’arrivo di 11. 

A questo link un nostro approfondimento sui passaggi necessari per chiedere il trasferimento. 

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