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13 Maggio 2020

Covid-19: a confronto le misure “consigliate” in 11 Paesi

Le raccomandazioni per la riapertura degli studi odontoiatrici adottate nei singoli stati: una review delle fonti internazionali

Cristoforo Zervos

La pandemia da COVID-19 ha portato all’interruzione delle attività degli studi odontoiatrici e alla   riduzione delle cure dentistiche in tutto il mondo.
Molti Paesi, nell’ottica di una ripresa delle attività, stanno attualmente ricominciando ad operare o a pianificare una riapertura a breve delle prestazioni e delle cure dentali attraverso vademecum scientifici. In risposta all'urgente necessità di assistenza odontoiatrica da parte dei cittadini, è stato pubblicato un recap analitico delle principali raccomandazioni internazionali per la riapertura in tutta sicurezza degli studi dentistici, analizzando le pubblicazioni di 11 Paesi (Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Belgio, Norvegia, Danimarca, Malta, Stati Uniti, Canada, Australia). 

Ci sono alcuni punti chiave evidenziati dal documento che analizza le varie raccomandazioni:

  • risulterà di fondamentale importanza il triage telefonico del paziente prima di qualunque altra operazione; 
  • sarà necessario verificare la temperatura del paziente una volta arrivato nello studio dentistico.

La maggior parte delle fonti riporta che sarà fondamentale evitare il più possibile procedure che favoriscano la generazione di aerosol (AGP). Si consiglia in generale l’uso di schermi protettivi e mascherine di classe 2 (FFP2, equivalenti a N95) e solo una piccola minoranza delle raccomandazioni consiglia, invece, le mascherine FP3 (equivalenti a N99).

Quasi tutte le fonti raccomandano che, per ridurre il rischio da contagio da Covid-19, oltre ad utilizzare i DPI, saranno importanti collutori pre-operatori e sistemi di aspirazione efficaci ove sia possibile.

Tutte le fonti sottolineano:

  • la necessità di concentrarsi con attenzione sulle forniture di DPI senza rischiare di subire interruzioni nell’approvvigionamento;
  • una riorganizzazione degli studi dentistici: ripensare la collocazione degli arredi per favorire il distanziamento sociale, fornire comunicazioni costanti al paziente, dotare gli studi di gel disinfettanti e disinfettare bene gli ambienti, utilizzare bagni separati per personale e pazienti cercando di regolarne il flusso per poi operare la giusta disinfezione;
  • l’importanza dei DPI per il personale medico e non medico all’interno dello studio;
  • la disinfezione degli ambienti dopo ogni giornata di lavoro (recption, sale di attesa, maniglie, interruttori, bagni) e dopo ogni paziente per la sala operatoria.

Per la gestione della sala clinica, queste le raccomandazioni più diffuse: 

  • evitare, ove possibile, l’areosol; 
  • limitare al minimo le pratiche burocratiche;
  • limitare l’attrezzatura, che va sempre preparata in anticipo, a ciò che è realmente necessario; 
  • ventilare sempre lo studio almeno per 15 minuti dopo le cure al paziente, evitare aria condizionata di ricircolo; 
  • dopo ogni trattamento occorre la rimozione immediata di tutti i DPI dei pazienti e del personale in sala operatoria.

Questo recap analitico è stato redatto congiuntamente dal NHS for Scotland (Istituto di formazione del SSN scozzese), il Cochrane Oral Health (publisher scientifico odontoiatrico coordinato dall’Università di Manchester), il Servizio Sanitario Scozzese, lo Scottish Dental Clinical Effectiveness Program (gruppo di lavoro scientifico odontoiatrico scozzese), l’Università di Aberdeen, l’Università di Dundee e l’Università di Manchester.          



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