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16 Settembre 2020

I numeri della ripresa di studi e laboratori attraverso i consumi

Se è stato un post lockdown da record, che autunno potrà essere? Rosso (Key-Stone): dati contrastanti da nuove visite e preventivi accettati 


Gli studi erano ancora in lockdown, ma dalle colonne di Odontoaitria33 Roberto Rosso (presidente dell’istituto di ricerca Key-Stone) aveva rassicurato gli studi odontoiatrici italiani, preoccupati, che al momento della ripartenza il “tesoretto” di cure lasciate in sospeso sarebbe stato importante, ed avrebbe garantito una certa tranquillità almeno per i mesi futuri. Ma i dati sembrerebbero dare indicazioni ancora più positive di quelle previste.

Nei mesi di luglio ed agosto abbiamo registrato valori di crescita da record per i consumi dei dentisti, trend di sviluppo mai visti in almeno un ventennio di misurazione del mercato da parte di Key-Stone, ma c’era da aspettarselo”, dice ad Odontoiatria33 Roberto Rosso (nella foto).

Come avevamo previsto e anticipato stimando il valore delle cure da terminare per l’interruzione di oltre 1,2 miliardi di euro e in circa 52 giornate di lavoro, gli studi dentistici italiani hanno lavorato a pieno ritmo per smaltirle”, ricorda Rosso.E sono proprio i consumi dei dentisti e dei laboratori ad indicare con chiarezza quali siano i trend di mercato, “soprattutto in un periodo in cui l’ultima cosa che possa venire in mente è quella di fare grandi scorte: si acquista ciò che serve e si consumano prodotti sulla base della domanda di prestazioni”, dice Rosso.



Cresce (ovviamente) il monouso mentre cala l’implantologia 

Già nei primi due mesi dell’anno (Pre Covid-19) Key-Stone aveva osservato un forte aumento delle vendite di prodotti per l’igiene, dispositivi di protezione individuali e monouso in genere.

Ciò probabilmente poiché già era presente una forte sensibilità al problema e quanto forti sarebbero state le speculazioni, soprattutto in Asia (regione primaria di approvvigionamento di molti prodotti) con conseguenti aumenti dei prezzi. Successivamente questa categoria di prodotti ha registrato una crescita straordinaria, ma direi fisiologica, del 63% durante la fase di Lockdown (marzo-maggio) e del 114% nel Post Lockdown, ossia da giugno ad agosto. Nel totale dei primi otto mesi questi prodotti hanno avuto un aumento delle vendite a valore che sfiora il 70%, “senz’altro si tratta, di fatto di un aumento dei costi per gli studi dentistici”, spiega.

Ma questo ambito di consumo non è certo un indicatore delle performance degli studi dentistici, poiché ciò che conta è valutare l’andamento del “Resto del consumo” che nella prima fase dell’anno presentava una piccola crescita del 3%, per poi crollare del 64% durante il Lockdown e ricrescere del 6% rispetto alla performance degli stessi mesi di giugno, luglio e agosto (sommati) del 2019.

Nel totale, comunque, il calo è del 25% (escluso il monouso), che possiamo considerare in linea non tanto con i ricavi, quanto con la produzione effettiva degli studi dentistici in questi surreali primi otto mesi dell’anno”, specifica Rosso.

Ma è l’Implantologia a risentire maggiormente di questa grave congiuntura, con un anno che era iniziato stagnante rispetto al 2019, che ha visto un calo del 71% durante il Lockdown e che solo nei mesi successivi fa segnare un recupero, anche in questo caso del 6%. “Il totale degli otto mesi è quindi del meno 30%. Una situazione difficile che fa ritenere questo ambito specialistico in grave difficoltà a causa della crisi in atto, con minori possibilità di recupero in una seconda parte dell’anno che presenta forti incertezze, sia dal punto di vista sanitario che economico, con un forte impatto sulla propensione e capacità di spesa delle famiglie”.

Certamente i mesi di luglio e agosto hanno presentato performances del tutto inaspettate, particolarmente agosto, mese nel quale anche i giorni di apertura degli studi è stata mediamente più ampia che negli anni passati. Si pensi che il “resto del consumo” nel mese di luglio ha fatto registrare un +16% e agosto (che tradizionalmente pesa però molto poco) un +58%. Anche l’Implantologia ha avuto ottime performances in questi due mesi (mediamente +30%) ma insufficienti a recuperare le perdite precedenti che, anche a giugno, erano del -11%”.Chiaramente –continua il presidente Key-Stone- questi trend degli ultimi due mesi fanno ben sperare in un pronto recupero del settore, ma occorre tornare alle considerazioni iniziali: moltissimo lavoro era rimasto bloccato durante il Lockdown generando una vera e propria ‘coda’ di lavori in corso e per molti pazienti la scelta di sottoporsi a trattamenti era già stata presa”.

 Non dimentichiamo, inoltre, che la ricerca sviluppata da Key-Stone su incarico della SIdP alla fine del Lockdown indicava come oltre 10 milioni di italiani avessero avuto problemi a denti e gengive durante il periodo di chiusure degli studi.  

Per Rosso, “l’indicatore più importante per valutare le possibilità di recupero di ogni studio non è, quindi, da ricercarsi nella produzione attuale, ma in due parametri fondamentali da confrontarsi con gli omologhi mesi del 2019, ossia il numero di nuove visite e l’ammontare dei preventivi accettati (e quindi dei lavori che concretamente iniziano), sia dal punto di vista numerico che di valore economico”.

È fondamentale per lo studio tenere sotto controllo questi indicatori, poiché possono consentire di realizzare delle previsioni sulla seconda parte dell’anno e, soprattutto, su un 2021 che si aprirà all’insegna dell’incertezza e con la necessità che ci si debba impegnare in una lunga fase di “resistenza finanziaria”, per poter superare indenni questa catastrofe sanitaria ed economica”.


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