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23 Ottobre 2020

Andare dal dentista è sicuro: anche un'indagine USA conferma che le precauzioni adottate sono efficaci

Un sondaggio fra gli odontoiatri USA indica che le attuali misure adottate contro Covid-19 possono essere sufficienti contro il propagarsi dell’infezione

Cristoforo Zervos

I dati pubblicati ieri da Odontoiatria33 che indicano come sia ancora alto il numero di italiani che ha paura di contrarre il Covid-19 dal dentista, e per questo è disposto a rinunciare alla cure, confermano come ci sia ancora da lavorare per convincerli che, invece, non c’è nulla da temere.
Dopo il sondaggio realizzato dall’Ordine dei dentisti spagnolo, a confermare che le procedure e protezioni adottate giornalmente dai dentisti sono efficaci arriva un lavoro pubblicato su JADA (house organ dell’American Dental Association) ha dimostrato che le raccomandazioni contro il Sars-Cov-2 fin qui comunicate sono riuscite a limitare le infezioni fra i dentisti e all’interno degli studi degli odontoiatrici.

Come avvenuto in Italia con le indicazioni ministeriali anche negli USA, quasi immediatamente dopo l’inizio della pandemia, sia i CDC (Centers for Disease Control and Prevention) che l’ADA (American Dentist Association) hanno rilasciato linee guida, aggiornate periodicamente, per dare aiuto e consigli agli odontoiatri americani per una migliore gestione delle cure all’interno negli studi privati ed ospedalieri. Sulla base di queste, un gruppo di ricercatori dell’ADA e di alcune fra le più importanti Università statunitensi ha pubblicato uno studio fattuale sulla prevalenza dell’infezione da Sars-Cov-2 negli studi dentistici pubblici e privati degli Stati Uniti. 

Lo studio

Gli autori hanno invitato i dentisti statunitensi autorizzati a praticare in uno studio privato o pubblico a partecipare ad un sondaggio su piattaforma web nel mese di giugno del 2020. Dentisti di ogni Stato hanno risposto a domande sui loro eventuali sintomi associati al nuovo coronavirus, agli eventuali problemi psicologici ad esso correlati, alle condizioni di salute fisica generali e alle procedure di controllo preventive utilizzate nei loro studi.

Tra l'8 giugno ed il 12 giugno 2020, 5.479 dentisti hanno ricevuto l’invito a partecipare al sondaggio. Hanno risposto in 2.195 in rappresentanza di tutti i 50 Stati, compresa l’isola caraibica di Porto Rico, con un tasso di risposta del 40%. L'età media dei dentisti che hanno risposto è stata di 54 anni. Nel complesso, la maggior parte degli intervistati è risultata di sesso maschile (59,9%), di razza bianca non ispanica (79,2%), praticante in uno studio privato (96,6%) e con un focus sull'odontoiatria in generale (83,6%).Circa un quarto degli intervistati (24,4%) presentava patologie pregresse e quindi più a rischio nello sviluppare una forma grave di infezione da Sars-Cov-2. Le più comuni tra le patologie pregresse sono risultate l'asma (7,3%) e l'obesità (7,6%). 

Tra gli intervistati, la percentuale più elevata aveva un’età compresa tra i 40 e i 69 anni, mentre c’è stata partecipazione molto bassa sotto i 39 anni e sopra i 70. 

La maggior parte dei dentisti (82,2%) ha riferito che, nel mese precedente al sondaggio, non ha sviluppato sintomi, mentre il 16,6% ha risposto di essere stato testato per SARS-CoV-2.

Fra questi ultimi il 3,7% è risultato positivo al tampone faringeo, il 2,7% al test sierologico e nessuno al test salivare. Tra tutti i dentisti che non hanno effettuato il test solo lo 0,3% ha ricevuto da parte di un medico una probabile diagnosi di infezione da Sars Cov-2. In tutto solo 20 dei 2.195 intervistati sono risultati positivi al Covid-19. Inoltre, ci sono stati intervistati che hanno dichiarato di aver riportato sintomi di depressione (8,6%) e ansia (19,5%).  

Dal sondaggio emerge che i controlli e le procedure per prevenire l’infezione da Sars Cov-2 sono state implementate nel 99,7% degli studi dei dentisti. Le pratiche più comuni sono state: la disinfezione degli ambienti, i questionari di screening sui sintomi all’entrata dei pazienti, il distanziamento e l’uso massiccio di DPI. La maggior parte dei dentisti (72,8%) hanno utilizzato i DPI seguendo la guida dei Center for Disease Control and prevention (CDC). 

In conclusione, la percentuale di diffusione dell’infezione da Covid-19 e i tassi di positività ai test sono risultati molto bassi tra i dentisti intervistati. Questo indica che le attuali raccomandazioni per il controllo del propagarsi dell’infezione possono essere sufficienti mezzi di prevenzione contro Sars Cov-2. 


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