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15 Ottobre 2014

Tariffe per le prestazioni ortodontiche, tra Bari e Milano variano del 17%. Altroconsumo ha confrontato i prezzi in Italia


"È davvero necessaria l'ortodonzia? Perché costa così tanto? Che fare quando il dentista dice che nostro figlio deve mettere "l'apparecchio"?"
Sono queste alcune delle domande a cui l'associazione Altroconsumo a cercato di dare una risposta con l'inchiesta pubblicata sul numero di ottobre della rivista TestSalute.

"Ci siamo accorti che su internet, a differenza di quanto si trova per le altre prestazioni odontoiatriche, non si trovano informazioni sui costi di quelle ortodontiche e per questo abbiamo voluto approfondire", dice ad Odontoiatria33 Laura Filippucci (nella foto) curatrice dell'inchiesta.

Per realizzarla, come era già capitato per quella sui costi delle prestazioni odontoiatriche realizzata nel 2006, l'associazione dei consumatori nel maggio 2014 ha messo a confronto i prezzi medi degli apparecchi per bambini più diffusi in 117 studi odontoiatrici di sei città: Bari, Bologna, Roma, Milano, Napoli, Torino.
Gli studi scelti per l'inchiesta sono quelli che offrono abitualmente servizi di ortodonzia. In quasi tutti gli studi considerati, spiegano da Altroconsumo, c'è almeno un ortodontista ma in 8 casi su 10 non lavora in esclusiva per lo stesso studio, ma presta la sua opera in studi diversi.

Secondo quanto rilevato le differenze di prezzo per prestazioni considerate simili sono molto ampie. In generale Bari è la città meno cara, seguita da Bologna (che segna un costo più elevato del 2% rispetto a Bari) Roma (+12%), Napoli (15%), Torino (+16%), Milano (+17%).
"A incidere sul prezzo -spiega Altroconsumo- sono tanti fattori: il prestigio dello studio, la città, la zona dove si trova, la modernità delle attrezzature... non tutti hanno a che vedere con la qualità della
prestazione, tenetene conto".

Queste le prestazioni considerate (nellarticolo vengono anche "speigate") degli studi privati e di tre ospedali che forniscono il servizio a pagamento:

Studio del caso: tariffa media 190 euro. Tariffa minima rilevata 100 euro, quella massima 400 euro. San Paolo Milano 335 euro; San Raffaele Milano 180-374 euro; Fatebenefratelli Roma 150 euro.

Espansore del palato: tariffa media 1.100 euro. Tariffa minima rilevata 700 euro, quella massima 2.000 euro. San Paolo Milano 1.420 euro; San Raffaele Milano 1.613 euro; Fatebenefratelli Roma 800 euro


Apparecchio fisso classico: tariffa media 2.480 euro. Tariffa minima rilevata 1.500 euro, quella massima 5.000 euro. San Paolo Milano 2.930 euro; San Raffaele Milano 2.419 euro; Fatebenefratelli Roma 1.700 euro


Mascherine invisibili: tariffa media 4.100  euro. Tariffa minima rilevata 3.000 euro, quella massima 7.000 euro. San Paolo Milano 4.705 euro; San Raffaele Milano 5.241-8.241 euro; Fatebenefratelli Roma 2.400 euro

"La differenza di tariffe evidenziate dalla nostra ricerca -continua Laura Filippucci- è in parte giustificata dai differenti costi di realizzazione degli apparecchi e dalle differenti scelte organizzative dello anche se, a nostro parere, queste non giustificano scostamenti così accentuati. Certo c'è anche la difficoltà, da parte nostra, di omogeneizzare tariffe che in alcuni casi non prevedono certi tipi di interventi accessori ed altri invece sono omnicomprensivi. Per questo consigliamo ai cittadini di richiedere un preventivo in cui venga indicato, chiaramente, cosa comprende il costo della prestazione ma anche di richiedere le informazioni necessarie per capire se le proprie aspettative saranno soddisfatte e quali sono i rischi se, eventualmente, si decide di posticipare la cura".


La dott.ssa Filippucci di Altroconsumo sarà uno dei relatori della Tavola Rotonda organizzata da Odontoaitria33 venerdì 17 Ottobre in Expodental

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