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30 Luglio 2015

Il test a medicina ed odontoiatria "porta" oltre tre milioni di euro nelle casse delle Università. Valgono più delle tasse universitarie


Calcolatrice alla mano sembra difficile pensare che l'istituto dei test di accesso ai corsi di laurea a numero programmato possa venire abbandonato. Per i singoli atenei stanno diventato una "entrata" importante e, forse, è per questo che molti hanno deciso di aumentare la tassa d'iscrizione.

Sono stati 60.639 i candidati che si sono iscritti alla prova per entrare a medicina o odontoiatria del prossimo 8 settembre spendendo in media 55 euro a testa. Oltre 3,3 milioni di euro la cifra che entrerà nelle casse degli Atenei italiani sede di coso di laurea: in media quasi 100 mila euro ad ateneo.

E nel business test bisogna poi aggiungere quello generato dai privati per i corsi di preparazione, i manuali, le simulazioni etc.

Considerando che uno studente iscritto ad odontoiatria paga circa 2mila euro all'anno di tasse universitarie, il valore della tassa d'iscrizione al test è pari a quanto pagherebbero in tasse universitarie 50 studenti, senza considerare che, a differenza di quella dei test, solo una parte di quanto versato con le tasse universitarie finisce nelle casse dell'ateneo.
 
La situazione, però, cambia a seconda dell'Ateneo non solo perché il numero di iscritti ai test varia da sede a sede ma anche perché, nonostante il test sia nazionale, la quota d'iscrizione varia da università ad università: si passa dai 10 euro di Milano Bicocca ai 100 della tanto contestata Salerno.

Secondo l'analisi dei costi pubblicata dal sito Skuola.net l'ateneo con la tassa di iscrizione ai test più bassa è quello di Milano Bicocca (10 euro) seguito da Cagliari (22 euro), Sassari (25 euro), Padova (27 euro), Roma Tor Vergata e L'Aquila (35 euro). Servono invece 100 euro per iscriversi a Napoli Federico II e Salerno, a Messina 90 euro.

Norberto Maccagno

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