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05 Maggio 2016

Profilo dell'odontotecnico. Maculan (ANTLO), le decisioni spettano alle Istituzioni non agli odontoiatri


Molti i temi toccati durante il Convegno organizzato da ANTLO al Ministero della Salute "La questione odontotecnica oggi". Per cercare di approfondirne alcuni, abbiamo posto al presidente Massimo Maculan alcune domane.

Dal convegno emerge una vicinanza del Ministero alle problematiche degli odontotecnici. Solo cortesia politica o reale interesse a risolvere le questioni?

Da un paio di anni abbiamo instaurato con il Ministero un proficuo rapporto, non solo con il Ministro Lorenzin ed il Gen. Condò ma con tutte le Direzioni Generali competenti sulle tematiche di nostro interesse. Ricordo, oltre ai vari incontri con il Ministro, anche la partecipazione del Gen. Condò alle nostre iniziative: dal Convegno alla Camera dei Deputati del giugno 2014, ai Congressi Nazionali ANTLO di Montesilvano del 2014 e 2015, senza dimenticare la manifestazione del maggio dello scorso anno con il relativo incontro fra delegazioni degli odontotecnici e del Ministero e conseguente comunicato congiunto. Desidero inoltre far presente i continui incontri, praticamente settimanali, per affrontare nel merito tematiche e problemi. Non si arriva ad un Convegno come quello del 29 aprile, alla presenza del Ministro e alle conclusioni del suo Consigliere per l'odontoiatria senza un grande, pressante lavoro alle spalle. Credo che ci sia un reale interesse a risolvere le questioni.

Le polemiche sulla mancata presenza di ANDI e con la CAO sui dati chiesti sembra che abbiano comunque segnato un'ulteriore divisione tra le rappresentanze. ANTLO può portare avanti le istanze e sperare di ottenere i risultati senza il conforto con la componente odontoiatrica?

L'assenza ANDI è stata un atto di scortesia nei confronti di ANTLO e dello stesso Ministero. Un'assenza pretestuosa nelle motivazioni. Fallimentare dal punto di vista politico. Ci avrebbe ovviamente fatto piacere la loro presenza, ma visti commenti e risultati dobbiamo ringraziarli per l'assenza. Sui dati CAO dei prestanome sanzionati ci penserà il Ministero a richiederli. Sia comunque chiara una cosa: qualcuno deve considerare chiusa una stagione ventennale di strumentalizzazione dell'illegalità in odontoiatria con dati "farlocchi" sugli abusivi e complice silenzio sulle illegalità di casa propria. Argomenti utilizzati per garantirsi visibilità e permanenza in posizioni di potere i cui risultati, come dimostrato, hanno nuociuto innanzitutto ai propri rappresentati oltre che a tutta la filiera e al livello di salute orale del Paese, visti i dati del crollo degli accessi alle cure. Se dovessimo utilizzare gli stessi parametri usati contro il profilo e gli odontotecnici potremo strumentalizzare la correlazione diretta fra il crollo degli accessi alle cure e quelli drammatici sui casi di tumore del cavo orale. Ma la nostra etica ci impedisce di utilizzare certi argomenti, al contrario di quanti arrivarono perfino ad affermare nel 2001 che in caso di approvazione del profilo sarebbero aumentati i casi di AIDS. Rispondo al quesito posto: non cerchiamo alcun conforto da parte di nessuno. E poi a chi richiederlo, a chi si rifiuta di partecipare all'ultimo momento ad un semplice convegno?

Però non mi ha risposto. Pensate di riuscire a "portare a casa" le vostre istanze anche senza un confronto con gli odontoiatri?

Ho risposto e comunque ribadisco argomentando. Non mi sembra che gli odontoiatri chiedano agli odontotecnici il conforto di un loro parere quando sono in discussione normative specifiche che li riguardano. E comunque gli interlocutori sul profilo sono sempre state le Istituzioni ed alle Istituzioni intendiamo rivolgerci.

Raccontando il vostro evento, tra le richieste che avete avanzato, abbiamo sintetizzato quella dell'esclusività della costruzione della protesi. Ci spiega cosa chiedete?

Il termine esclusività della costruzione della protesi non è corretto. Ripeto quanto esplicitato nella relazione del Convegno. Abbiamo da tempo riscontrato una grave carenza nelle disposizioni comunitarie e nazionali per la regolamentazione di delicati passaggi delle fasi attraverso le quali si fabbrica un dispositivo su misura in campo odontoiatrico, una grave carenza che non consente di garantire sino in fondo i RESS all'utilizzatore finale. Abbiamo avviato da più di due anni uno specifico, faticoso confronto con le DG del Ministero individuando nella formulazione di linee guida lo strumento per colmare le carenze individuate. Un lavoro che in Europa non è stato compiuto da nessun Paese e che, portato a compimento, darà anche lustro all'Italia. Contemporaneamente, anche grazie ad un approfondito esame interno e a autorevoli pareri esterni, abbiamo individuato precisi profili di illeicità delle cosiddette "circolari Marletta" con la possibilità quindi di adire le apposite sedi giudiziarie. Il Ministero, come affermato dal Gen. Condò nelle conclusioni del nostro Convegno, esperite le necessarie verifiche interne, si è detto disponibile a evitare questo nostro ricorso ed aprire un tavolo di confronto.

Non trova che sulle nuove tecnologie si pensi troppo agli strumenti, per esempio fresatori, e poco alla professionalità che li guida? Non è lo scanner intraorale che prende l'impronta ma la professionalità del clinico. Allo stesso modo dovrebbe valere per le competenze dell'odontotecnico quando si parla di fresatori Cad-Cam. Mi sembra che spesso i tecnici se lo dimentichino.

E' una giusta domanda che però va rivolta altrove. Basta consultare i programmi degli eventi culturali nazionali e territoriali organizzati da ANTLO sull'intero territorio nazionale quasi in tutte le settimane dell'anno per riscontrare l'offerta formativa della nostra Associazione su questo terreno con la risposta alla domanda posta.

Dalla relazione del presidente Key-Stone è emerso il dato che vede la professione di odontotecnico "vecchia".Tra dieci anni sembrerebbe che il numero dei laboratori sarà più che dimezzato. Un problema o un vantaggio?

Una Associazione seria che ha a cuore i destini e l'avvenire della categoria e dell'attività inorridisce a considerare quello paventato un vantaggio. Noi ci dobbiamo interessare e prendere cura innanzitutto di chi non ce la fa a reggere le dure leggi del mercato. Il darwinismo imprenditoriale lo lasciamo agli sciacalli che ANTLO combatterà sempre.

Ipotizziamo che il referendum ad ottobre cambierà la Costituzione. Da quel momento il Ministero potrà approvare con decreto presidenziale il nuovo profilo professionale dell'odontotecnico. Cosa ci potrà essere scritto?

Proporrò all'Assemblea Nazionale ANTLO convocata nei prossimi giorni di aderire ai Comitati per il Si per il referendum di ottobre. Abbiamo seguito il dibattito parlamentare sulle riforme costituzionali negli ultimi due anni con un assiduo rapporto con parlamentari di maggioranza e opposizione, studiando nei particolari i vari documenti predisposti dai Servizi Studi di Camera e Senato. Come noto ANTLO ha tralasciato da tempo l'inconcludente impegno di rincorrere con inutili ordini del giorno questo o quel Consiglio Regionale, casomai per festeggiarne l'approvazione da Regioni che mai in questi 16 anni si sono dichiarate contro il profilo. Cogliamo l'occasione per informare che non esiste più la "legislazione concorrente" fra Stato e Regioni e quindi sono venuti meno i giochi e giochetti di qualche assessore regionale.
Quanto affermato al Convegno dal Gen. Condò sulla materia è stato molto esplicito. Per quanto ci riguarda si riprende da come ci siamo lasciati al Consiglio di Stato dell'aprile 2002. Direbbe un mio amico cultore di detti latini, "Heri dicebamus", come Benedetto Croce salutava la fine del fascismo dicendo che tutto deve riprendere dal punto in cui era iniziata la ventennale, nefasta parentesi della dittatura. Agli odontotecnici è andata "meglio": hanno aspettato solo 15 anni, sperando sempre che non ci si metta di mezzo un'altra volta il Diavolo, ma siamo attrezzati per ogni evenienza.
Al Convegno abbiamo fatto inoltre cenno anche al recente recepimento nella legislazione nazionale della Direttiva 2013/55. Approfondiremo la materia, ma ci sembra di cogliere interessanti opportunità.
Un'ultima considerazione: sembra che da parte di alcuni rappresentanti del mondo odontoiatrico si continui a considerare il profilo dell'odontotecnico l'Armageddon dell'Apocalisse. A questa considerazione si aggiunga quella sui dati "farlocchi" degli abusivi e si ha la plastica risposta del perchè l'odontoiatria si trova nelle condizioni attuali.

Ok, citato il liberismo di Croce torniamo ai contenuti del profilo. In quello del 2002 c'era la prova di congruità fuori del cavo orale. Su questo punto il Gen. Condò al vostro convegno mi è sembrato vago con quell'affermazione "la prove di congruità lasciamole appese". Come se volesse dire, normiamo il resto ma questo punto non lo affrontiamo.

Mi perdoni ma non risponde a verità il fatto che nel 2001 (non 2002) il CSS abbia licenziato un testo che prevedeva le prove di congruità al di fuori del cavo orale. Basta leggere quel testo. Non solo le prove di congruità ma anche l'ottimizzazione del dispositivo poteva essere compiuta all'interno del cavo orale. Nel 2007 il CSS licenziò un testo che salvaguardando le prove di congruità nel cavo orale, con un inciso fra due virgole, escludeva l'ottimizzazione del dispositivo nel cavo orale. Non siamo gli esegeti del Ministero e del Gen. Condò. Quando la competenza in materia tornerà al Ministero, questi farà ciò che riterrà opportuno. Noi siamo fermi al testo del CSS del 2007. Come dicevamo, parafrasando Croce: "Heri dicebamus.

Norberto Maccagno

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