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03 Ottobre 2016

Tensione tra CAO Nazionale e OMCeO di Milano. Rossi e Senna, noi tendiamo la mano


A portare agli onori della cronaca la tensione tra il presidente della CAO nazionale e l'OMCeO di Milano è lo stesso presidente Giuseppe Renzo quando nel resoconto dell'Assemblea dei presidenti CAO di Verona ha parlato di "attacco mosso al Presidente e alla CAO nazionale e a tutte le CAO. Attacco grave, visto che da Milano si è messa in discussione la rappresentatività esterna alla FNOMCeO".

Una questione, crediamo, importante visto che, da quanto hanno raccontato ad Odontoaitria33 alcuni presidenti CAO presenti a Verona, l'argomento ha impegnato buona parte dei lavori dell'Assemblea.

In realtà, prima di questa esternazione nulla era trapelato, almeno in maniera ufficiale, ed allora abbiamo cercato di ricostruire.

Tutto nasce dalla richiesta di commissariamento di ENPAM avanzata il 3 agosto ai ministeri competenti dal presidente dell'OMCeO di Milano. Tale richiesta fa seguito ad una delibera votata all'unanimità da tutto il Consiglio, membri odontoiatrici compresi, in cui si dava mandato al presidente e al legale dell'Ordine di proseguire in Consiglio di Stato nell'azione di ricorso contro il nuovo statuto, di fare tutto ciò che sarebbe stato giudicato necessario per eliminare superfetazioni societarie di ENPAM.

A metà settembre il presidente CAO di Milano Andrea Senna riceve una lettera, indirizzata anche agli altri componenti della CAO di Milano, dal presidente Renzo in cui gli viene chiesto chiarimenti sulla posizione dei consiglieri odontoiatri che avevano votato la delibera giudicando l'iniziativa "di estrema gravità".

Il presidente Senna affida, allora, la risposta al legale della OMCeO di Milano. Legale che argomentando il motivo per cui il presidente CAO di Milano don avrebbe dovuto rispondere, mette in dubbio la rappresentanza del Presidente Renzo per conto della FNOMCeO, rappresentanza che secondo il legale dell'OMCeO di Milano spetta solo al presidente della Federazione.

Da qui la reazione del presidente CAO Nazionale che si sente attaccato ingiustamente.

Ma presidente Senna, invece di fare scrivere dall'avvocato dell'Ordine non poteva rispondere al presidente Renzo di non aver nulla da motivare su quanto deliberato dal Consiglio dell'Ordine di Miano?

Presidente Senna: No. La richiesta avanzata dal presidente Renzo era una richiesta formale, arrivata su carta intestata della Federazione e inviata a tutti i consiglieri CAO di Milano. Le ricordo che il presidente Renzo può aprire nei miei confronti un procedimento disciplinare. Non trovando la richiesta corretta e nono volendo incorrere in sanzioni, abbiamo deciso di fargli rispondere ufficialmente dal nostro legale motivando le nostre perplessità. Peraltro come l'avvocato Pennasilico ha scritto al presidente Renzo, lui è parte in causa nella vicenda ENPAM, in quanto membro del CdA, e quindi quella sua richiesta poteva essere gravata da un conflitto d'interesse.

Superiamo la questione dei chiarimenti e dell'ENPAM. Presidente Rossi, credo che, giustamente, il presidente Renzo abbia voluto contestare il mettere in dubbio la sua rappresentanza in FNOMCeO, per le questioni odontoiatriche. Mi sembra giusto che sia lui a rappresentare la Federazione quando si parla di odontoiatria.

Presidente Rossi: Capisco che ce ne si possa aver avuto a male, ma cosa c'entra l'autonomia all'interno della FNOMCeO, anzi, semmai è proprio il miglior uso di questa autonomia che dovrebbe portare a risultati più incisivi e determinanti per la categoria odontoiatrica.

Però il vostro avvocato contesta al presidente Renzo il poter parlare per conto della FNOMCeO.

Presidente Rossi: La Legge impone che la rappresentanza legale dell'Ente sia del Presidente. In Italia vi sono due o tre Presidenti di Ordine che sono odontoiatri: questi Colleghi parlano anche a nome della componente medica, come è giusto. Non ci trovo nulla di disdicevole. Se il dott. Renzo non vuole che i due Albi convivano, faccia cambiare la Legge vigente.

Credo che questa proposta sia stata avanzata da tempo e non solo dal presidente Renzo, ma non considerata dalla Politica. A Milano come vengono gestite le problematiche odontoiatriche? Chi di voi si rapporta con Istituzioni ed Enti per rappresentare le problematiche della professione?

Presidente Rossi: A Milano si segue la Legge. Vi sono due Albi e un solo Ente. L'autonomia disciplinare e su alcune altre materie è rigorosamente gestita dalla rispettive Commissioni di Albo. Per il resto si decide assieme (di solito in Consiglio) chi va dove e chi fa cosa. Non vi sono mai stati problemi nel gestire i rapporti con le Autorità, perché quando si vuole condurre bene un Ente e si lavora non per mettere zizzania ma per costruire qualcosa, si trova sempre il modo di condividere le decisioni, nel reciproco rispetto.


Presidente Senna: A Milano le problematiche odontoiatriche vengono gestite dalla CAO che ha sempre avuto unanime sostegno della componente medica del Consiglio. I rapporti con Enti esterni vengono gestiti, come prevede la legge, dal Presidente dell'Ordine. Ma a Milano gli atti che coinvolgono argomenti di natura odontoiatrica vengono cofirmati dal Presidente dell'Ordine e dal Presidente CAO.
Va sottolineato però che la legge italiana prevede che l'unica figura che ha la rappresentanza esterna di un Ordine è il suo Presidente, l'unico che ha la rappresentanza esterna della FNOMCeO è il suo Presidente.
Per questo, e ritorno sulla vicenda, riteniamo che il Presidente CAO Nazionale non possa quindi attraverso un documento ufficiale, chiedere ad un Consigliere di Ordine Provinciale ragione del suo voto espresso all'interno di un Consiglio chiedendogli anche di indicare come hanno votato gli altri Consiglieri e non può sempre con atto ufficiale giudicare la libera espressione di un Consiglio di Ordine.
Sinceramente mi auguro che dopo avere chiarito i punti sopra esposti si possa tornare presto a collaborare insieme per il bene della Professione.

Presidente Senna, però i presidenti CAO presenti a Verona hanno dato piena fiducia al presidente Renzo. Peraltro lei non era presente. Quale è la posizione della CAO di Milano?

Presidente Senna: Non ero presente perchè impegnato a Milano in importante evento scientifico organizzato proprio nostra CAO ben prima della convocazione dell'Assemblea nazionale. A Verona la fiducia, come la chiama lei, è stata data sul sostenere il valore della rappresentatività degli Odontoiatri a livello di tutte le istituzioni odontoiatriche. La CAO di Milano è in prima fila in questo e auspica che in istituzioni quali ENPAM il numero dei rappresentanti odontoiatri aumenti fino a raggiungere la percentuale di rapporto medici/odontoiatri esistente in Italia (circa un sesto) e che l'Ente cambi simbolicamente nome in ENPAMeO analogamente a FNOMCeO.

Alla fine c'è un problema tra OMCeO di Milano e CAO nazionale?

Presidente Rossi: E' una domanda che bisognerebbe porre al dott. Renzo. Comunque, io vedo solo un incomprensibile e immotivato attacco "alzo zero" all'OMCeO Milano e alla CAO Milano in genere e al presidente della CAO di Milano in particolare. Mi viene allora in mente che tutto questo livore forse potrebbe essere causato dalla posizione (giustamente) intransigente assunta dall'Ente meneghino e da me in particolare nei confronti della politica previdenziale portata avanti dal nostro Ente Previdenziale, politica che, appunto, io considero del tutto sbagliata. Ho letto e sentito cose folli, e cioè che se si attacca l'ENPAM e il suo statuto si vuole minare la posizione raggiunta dagli odontoiatri nella guida della Fondazione. Niente di più falso. Non solo credo che il peso delle decisioni prese dovrebbe essere in proporzione al peso dei versamenti delle singole categorie di contributori (e quindi semmai sarebbe giusto aumentare e non certo diminuire, il peso della rappresentanza odontoiatrica). Ma mi chiedo perché gli odontoiatri che siedono in CdA e negli organismi decisionali della Fondazione non si siano mai battuti per cambiare il nome di ENPAM in ENPAMeO, così come è stato, giustamente, per la FNOMCeO. Non sembri solo un belletto, la forma, in questi casi, ha un importante peso sulla sostanza.

Presidente Senna: Da parte nostra, come già espresso c'è la volontà di collaborare con la CAO Nazionale e la FNOMCeO in generale. L'immaginare un nemico da combattere attribuendogli azioni o intenzioni non proprie non giova ad una Professione che sta attraversando momenti molto difficili. Mano tesa dunque nel rispetto dei rispettivi ruoli, doveri e funzioni.

Norberto Maccagno

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