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24 Gennaio 2017

Creare la casa comune della protesi, parlare al paziente e sostenere il Team odontoiatra-odontotecnico. Gli obiettivi dell'AIOP "targata" Paolo Vigolo


Paolo Vigolo è il nuovo presidente dell'Academia Italiana di Odontoiatria protesica per il prossimo biennio (2017-2018). La sua carriera professionale, laureato in Odontoiatria a Padova, si è svolta tra l'Italia e gli Stati Uniti, dove nel 1992 è risultato secondo classificato all'Annual Research Award de "The American Academy of Maxillofacial Prosthetics" e nel 2001 ha vinto il "Judson C.Hickey Award in the Clinical Science and Research Category" organizzato dall'Editorial Council of The Journal of Prosthetic Dentistry. Ha spaziato dall'attività clinica a quella scientifica e accademica: sempre a Padova è titolare dell'insegnamento "La protesi fissa con l'avvento delle nuove tecnologie: metodiche innovative e metodiche collaudate".

Dottor Vigolo, quali sono i suoi programmi e la sua "visione", all'inizio del suo mandato alla presidenza di Aiop?

Io e il dirigente della Sezione odontotecnica, Giuliano Vitale (entrambi nella foto), vorremmo da un lato rimarcare "l'orgoglio protesico" e l'importanza della sinergia della componente clinica dei soci con la componente tecnica, dall'altro consolidare le basi della cultura protesica. Siamo entrambi convinti che chi si occupa a vario titolo di protesi, fissa o rimovibile, su denti o su impianti, venga quotidianamente assillato da proposte di innovazioni tecnologiche e merceologiche. Questo rende la disciplina protesica la branca odontoiatrica più eccitante dei nostri giorni, ma rischia di disorientare i clinici ed i tecnici, oltre a implicare spesso investimenti ingenti di cui non sempre si vedono ritorni immediati in termini economici e qualitativi. Il doversi costantemente innovare, lasciando a volte alla tecnologia compiti che prima si basavano sull'artigianalità, rischia invece di far perdere sia ai giovani come ai più esperti i principi di base della biologia, della biomeccanica, della chimica e fisica dei materiali su cui si è sempre fondata la buona riuscita di un lavoro protesico. Il compito di un'Accademia è dare ai propri soci quanto di meglio ci sia relativamente alla formazione ed all'informazione, e in questa ottica l'Aiop, che segue con attenzione tutte le innovazioni vagliandone le effettive potenzialità, dedicherà il 2017 proprio alla rivisitazione dei principi culturali basilari per la protesi, nella loro essenza e nell'applicazione quotidiana.

Quali sono i programmi futuri dell'Accademia dal punto di vista formativo?

Dalle considerazioni precedentemente espresse scaturisce il tema portante del Meeting Mediterraneo di Riccione 2017 (7-8 aprile), che è espresso nel titolo dell'evento: "La forma dei denti: natura e tecnica a confronto". Nei due giorni congressuali di Riccione, clinici e tecnici avranno modo di riflettere sui principi anatomici e funzionali che determinano estetica, funzione e prognosi dei nostri lavori protesici, e di come questi possano essere applicati anche con le nuove tecnologie, ottimizzando la riuscita dei materiali oggi a disposizione. Con lo stesso spirito, tutte le sessioni del XXXVI Congresso internazionale di Bologna (16-18 novembre) avranno una valenza didattica già evidente dal titolo: "L'educazione all'eccellenza". Solo l'eccellenza, infatti, abbinata ai vantaggi operativi offerti dalle novità tecnologiche, può garantire ai clinici e ai tecnici una pratica professionale ricca di soddisfazioni, pur in un momento nel quale le difficoltà socio-economiche e la concorrenza dell'odontoiatria commerciale paiono ostacolare la ricerca qualitativa.

L'Aiop si caratterizza tradizionalmente per un forte impegno verso i cittadini. Ci può riassumere brevemente le iniziative fatte in questo ambito? Ci sono nuovi progetti in cantiere?

Durante la mia presidenza desideriamo rafforzare il rapporto con la popolazione: uno degli obiettivi dei Consigli direttivi uscenti è stato quello di far sì che il ruolo dell'Accademia venisse conosciuto e riconosciuto anche al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, giungendo alle istituzioni, alle università e soprattutto ai pazienti. Il nuovo Consiglio direttivo intende rafforzare il rapporto coi pazienti migliorando le pagine a loro dedicate del sito internet, utilizzando le opportunità offerte dai social media e dai media tradizionali e consolidando il rapporto con le associazioni di consumatori quali Altroconsumo.

Alla protesi mobile ricorrono soprattutto cittadini dalle limitate possibilità economiche. Ma questo non significa che la ricerca in questo ambito si sia fermata: che cosa offrono le nuove tecnologie, in particolare quelle digitali?

La protesi rimovibile, nelle sue diverse declinazioni, rappresenta storicamente la pietra angolare della disciplina protesica: l'interesse nei suoi confronti è sempre maggiore anche perché permette soluzioni di qualità in pazienti che per varie ragioni, biologiche ed economiche, non possono essere trattati con soluzioni di protesi fissa. In più, con l'allungarsi della vita media della popolazione, anche nei paesi più ricchi sta aumentando il numero dei pazienti edentuli. Aiop ha da sempre dato spazio a colleghi clinici e tecnici cultori della protesi rimovibile: negli eventi organizzati dall'Accademia, è stata creata una sessione, Aiop Dentures, nella quale la componente culturale relativa alla protesi rimovibile trova il palcoscenico ideale. Visto il successo riscontrato per questi argomenti, credo che il nuovo Consiglio direttivo intenda aumentare gli spazi all'interno degli eventi culturali dell'Accademia per la protesi rimovibile stessa, dando ampio spazio alle nuove tecnologie: già da alcuni anni le protesi totali realizzate con tecnologia Cad-Cam sono una realtà e ulteriori prospettive di evoluzione sono legate allo sviluppo delle stampanti 3D. Nella famiglia dell'Aiop abbiamo molti eccellenti cultori di questa branca protesica, sia tra i soci attivi che tra i soci ordinari, e sia nel versante clinico che in quello tecnico: vorremmo che Aiop diventasse la casa comune di tutti gli esperti nazionali in protesi rimovibile nelle sue vari accezioni, con l'intenzione di sottolineare l'importanza di quanto ci è venuto dal passato e di esplorare le possibilità che le nuove tecnologie ci prospettano.

Adelmo Calatroni

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