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01 Marzo 2017

AGCM e questione pubblicità. Dall'incontro con la CAO Roma emerge la necessità di maggiore sintonia tra Ordine ed Autority


Nei giorni scorsi il presidente della CAO di Roma, Brunello Pollifrone (nella foto), è stato convocato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a seguito della sua denuncia nei confronti del messaggio pubblicitario di una clinica che lascerebbe intendere di un accordo con il Comune di Roma grazie al quale poter offrire impianti a prezzi particolarmente convenienti.

Abbiamo sentito il presidente Pollifrone per sapere cosa è emerso dall'incontro e quali saranno le mosse dell'AGCM sul tema e se si potranno aprire degli spiragli verso una nuova regolamentazione della materia.

Quale è stata la reazione dell'Autority alla vostra denuncia?

È stata la prima volta che l'AGCM ha ricevuto rappresentanti del nostro Ordine professionale e già questo rappresenta per noi un grande successo. La segnalazione che abbiamo inviato ha ricevuto grande attenzione da parte dei funzionari dell'Autority, che approfitto per ringraziare pubblicamente.

Quali saranno i tempi per arrivare ad una decisione?

Le procedure interne purtroppo sono abbastanza complesse, essendo previsto anche un passaggio formale presso l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Noi abbiamo fornito e protocollato tutta la documentazione richiesta e ci hanno rassicurato che l'iter avrà dei tempi certi ma non credo prima di 5 mesi.

Dal colloquio avuto con il dirigente AGCM, quale è stata la sua impressione sul modo di considerare questo tipo di pubblicità da parte dell'Antitrust?

Come l'Ordine dei Medici e Odontoiatri ha a cuore la tutela dei pazienti, così l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato deve tutelare i consumatori. Partendo da questo presupposto fondamentale, è normale che ci sia perfetta sintonia su qualsiasi comportamento che possa danneggiare i cittadini con informazioni scorrette e ingannevoli.

Lei ha proposto di creare un Osservatorio sulla pubblicità sanitaria. Come è stata accolta?

Molto positivamente. È stata un'iniziativa che ci siamo sentiti di proporre all'AGCM per avere soprattutto un'occasione di confronto su quali siano i comportamenti corretti e quali siano invece le comunicazioni pubblicitarie che possono risultare ingannevoli. La disponibilità è quella di confrontarci su casi concreti che servano poi da esempio per prevenire futuri comportamenti scorretti.

Entrando nel merito della pubblicità oggetto della denuncia avete indagato sul Centro che l'ha promossa? Quali azioni avete messo in campo come Ordine?

Abbiamo convocato i singoli odontoiatri coinvolti per verificare le circostanze e ricevere le opportune informazioni del caso.
Se dovessero risultare fatti che possano formare oggetto di procedimento disciplinare dovremmo attivare tutto l'iter amministrativo previsto dall'art. 39 del D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221.

Tra i vostri iscritti c'è anche il direttore sanitario del Centro odontoiatrico di Milano che promuove l'impianto ad un euro. Avete convocato anche lui per chiarimenti?

Assolutamente sì. Ringrazio sia il Presidente Renzo e il Dott. Senna per averci portato a conoscenza del problema. Sono fermamente convinto che una collaborazione tra tutti gli Ordini e con la Federazione Nazionale sia presupposto fondamentale per limitare comportamenti scorretti che possano comportare una lesione dei diritti fondamentali e un pregiudizio alla salute dei pazienti. Bisogna inoltre sottolineare come il Direttore Sanitario in questione abbia incarichi plurimi, in palese contrasto con il Decreto della Direzione Generale Sanità n. 8100/2004 della Lombardia che stabilisce che ogni laureato non può ricoprire il ruolo di Responsabile Sanitario in un numero di ambulatori monospecialistici superiore a due, contemporaneamente.

Voi siete il più grande Ordine d'Italia per numero di iscritti. Quale è la mole di lavoro che siete chiamati a svolgere per verificare l'attività dei vostri iscritti? In un mese quanti dentisti convocate, per quali motivi?

Riceviamo presso il nostro Ordine decine di iscritti settimanalmente per problemi inerenti l'art. 39 del DPR 221/1950 e tutti gli aspetti professionali di violazione del codice deontologico.
Inoltre i nostri colleghi hanno bisogno di essere seguiti, ascoltati e consigliati su molteplici argomenti come la responsabilità civile professionale, le procedure burocratiche autorizzative, le normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e ancora tanto altro.

Sulla pubblicità pensa di avere gli strumenti adatti per cercare ti tutelare i cittadini? Cosa dovrebbe cambiare?

Purtroppo abbiamo le armi spuntate dopo l'approvazione del Decreto Bersani nel 2006 che ha abolito di fatto l'approvazione preventiva alla pubblicità da parte degli Ordini. Noi però non ci arrendiamo e cercheremo di contrastare qualsiasi pratica informativa sanitaria che leda e danneggi i diritti dei pazienti/cittadini.

Nor.Mac.

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