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03 Novembre 2017

I vantaggi delle tecniche rigenerative in implantologia e l'avvento del Cad.Cam passando dalla perimplantite. A colloquio con il prof. Merli


La ricerca scientifica legata alla rigenerazione ossea, e al controllo delle perimplantiti aumentano le indicazioni all'utilizzo degli impianti nella pratica quotidiana.

Quali scelte affrontare? Come orientarsi nella pratica di ogni giorno?

Per dare una risposta a questi quesiti abbiamo intervistato il prof. Mauro Merli (nella foto) odontoiatra, Socio attivo SIdP, AIOP e docente di Parodontologia presso l'Università Politecnica delle Marche. Recentemente vi abbiamo informato della collaborazione con un team di ricercatori Europei che stanno lavorando alla diagnosi di perimplantite con l'utilizzo della gomma da masticare.

Prof. Merli, le tecniche rigenerative oggi, dove ci consentono di arrivare?

Le procedure rigenerative risultano efficaci sia nei difetti orizzontali che in quelli sicuramente più complessi quali i verticali.
Questa tecnica può essere applicata nei soggetti edentuli parziali o in quelli edentuli totali. In particolare, nel caso di soggetti edentuli totali le procedure rigenerative consentono di rendere ambulatoriali, in anestesia locale associata a sedazione intravenosa, tecniche prima attuabili solo in anestesia generale.

L'implantologia: sono aumentate le indicazioni degli impianti grazie alla rigenerazione ossea?

Sicuramente il contributo offerto dalla GBR ha ampliato le indicazioni all'implantologia. Va tuttavia segnalato che anche impianti di diametro ridotto e impianti corti possono essere considerati come soluzioni alternative alle procedure rigenerative, al fine di ridurre l'invasività chirurgica oltre ai costi biologici ed economici.
La scelta andrà effettuata considerando, fra i vari parametri, la possibilità di inserire l'impianto in posizione protesicamente adeguata. Da qui l'importanza di effettuare una corretta valutazione diagnostica del rapporto tra cresta ossea residua e futuro profilo di emergenza protesico.
Da questo punto di vista la pianificazione virtuale rappresenta un indubbio valore aggiunto.

La perimplantite, perchè 10 anni fa praticamente non esisteva ed oggi tutti ne parlano: cosa fare per prevenirla e per curarla?

In realtà è sempre esistita, ma è stata sottovalutata per carenza di dati, per eccessivo ottimismo, per miopia scientifica.
I dati di prevalenza e di incidenza della perimplantite, allo stato attuale delle nostre conoscenze, è allarmante, ma non si deve drammattizare sminuendo l'enorme efficacia terapeutica che l'implantologia ha offerto e offre a milioni di pazienti migliorandone la qualità di vita. Probabilmente, l'equivoco di fondo è nato quando un messagio forviante si è diffuso nella comunità odontoiatrica ovvero "la terapia implantare è più semplice della terapia parodontale e/o endodontica" e si è erroneamente ritenuto che fosse più efficace.
In realtà, la terapia implantare non è più semplice né più efficace rispetto alla terapia che è possibile mettere in atto per recuperare un elemento dentale compromesso.

Il CAD-CAM in implantologia, ci semplifica la vita? Dove siamo arrivati?

Il CAD-CAM ha semplificato sensibilmente le procedure protesiche in implantologia riducendo spesso i tempi e i costi di realizzazione.
Tuttavia, è necessario sottolineare che questa soluzione non va ritenuta in assoluto più precisa rispetto alle procedure analogiche. Aggiungo che il workflow digitale contribuisce nel suo complesso, se correttamente impiegato e utilizzato, a ridurre la curva di apprendimento migliorando le performance cliniche della terapia implantare.

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