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15 Novembre 2019

La protesi nel suo reale cotesto: quello della salute del paziente

AIOP dedica il suo 38° Congresso nazionale alla protesi come strumento riabilitativo per la salute generale dell'individuo ma anche sociale. Il presidente Poggio ci racconta il perché della scelta

M.Boc.

Il presidente dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica (AIOP), Carlo Poggio, illustra i momenti fondamentali, le motivazioni e le "ambizioni" di fondo del 38° Congresso in programma a Bologna dal 21 al 23 novembre. 

Nei due giorni del Congresso il focus sarà la protesi nel contesto della salute generale del paziente. Oggi sempre più spesso assistiamo ad un’odontoiatria ricostruttiva un po’ virtuosistica in situazione con scarsissima necessità di intervento, dove si riconduce l’attività del protesita ad una sfera meramente estetica. Viceversa a Bologna un panel di relatori internazionali tratterà in tre sessioni di relazioni tra terapia protesica e salute generale, tra protesi e salute parodontale, tra protesi e benessere psicosociale.  Abbiamo previsto inoltre una serie di sessioni parallele dedicate ad alcuni argomenti che appartengono alla sfera del trattamento protesico, dall’adesione all’occlusione passando per il digitale. L’elenco di relatori è lungo e prestigioso, da nostri illustri soci ad alcuni massimi esperti mondiali.
Come di consueto il congresso AIOP anche quest’anno prevede un corso precongressuale con un ospite noto, Gerald Chiche, accompagnato dal tecnico Aram Torosiam in una giornata sui nuovi materiali e i flussi digitali. 
 Chiche è l’unico relatore probabilmente ad essere invitato per la terza volta a tenere un corso precongressuale. I nostri soci che lo hanno già ascoltato 7 anni fa e 14 anni fa ricorderanno la sua competenza protesica associata ad un livello di eccellenza straordinario.
A Bologna vedremo dunque un clinico esperto e un tecnico dal background straordinariamente solido di lunga esperienza che affrontano le opzioni disponibili oggi in tema di materiali e tecnologia digitale. Con Vincenzo Castellano, Dirigente della Sezione Odontotecnica, abbiamo visto negli Stati Uniti  il materiale del Corso rimanendo impressionati dalla qualità e rigore razionale della presentazione. 
 


Un momento clou è la Tavola rotonda di venerdì alle 12, significativa per "spessore" di partecipanti, ma soprattutto per il tema ispirato dall'invecchiamento generalizzato e dalla "fragilità" dei pazienti. Due aspetti sociali meritevoli di ampia riflessione, sul quale il presidente si sofferma volentieri  

Abbiamo creato lo spazio per una tavola rotonda con i vertici nazionali a livello ordinistico e associativo per parlare delle esigenze di cura dei pazienti più fragili ed avere uno spazio di riflessione condivisa nella professione su questo tema protesico così importante. Crediamo doveroso per una società scientifica oltre alla promozione di un aggiornamento continuo di qualità anche la promozione di azioni concrete per migliorare la salute complessiva della popolazione. Collegare la terapia protesica alla salute del paziente è un passaggio obbligato in una società con fasce sempre più ampie di popolazione “senior” con aspettative di qualità di vita e comfort sempre più elevate. 
Se da un lato il paziente protesico “standard” sta diventando sempre di più un soggetto di età più avanzata, spesso con situazioni di terapie mediche generali in corso ma con esigenze di comfort, estetica e funzione una volta associate solo a fasce di età più giovani, dall’altro esistono sempre più pazienti con situazioni mediche critiche. Tali pazienti più fragili ci pongono interrogativi e sfide nuove di cui farci carico. Il problema è spesso che non sono in grado di recarsi presso studi odontoiatrici.   
Altro problema dei pazienti fragili è garantire loro un livello di salute orale adeguato perchè una cattiva salute orale non diventi un fattore aggravante per tutto l’organismo.  
In alcuni casi le terapie dovrebbero essere rivalutate con maggior attenzione alla capacità del paziente di effettuare una manutenzione minima nel tempo. L’utilizzo di impianti ad esempio, risorsa preziosissima dal punto di vista protesico, va considerato con attenzione data la complessità della manutenzione in pazienti con difficile manualità. Nella sessione sulla terapia dei pazienti con problematiche di salute è previsto l’intervento di Frauke Muller, dell’Università di Ginevra, esperta mondiale sulla terapia dei pazienti fragili e di Sree Koka, presidente dell’International Congress of Prosthodontics, sul punto di vista del paziente che necessità di terapia protesica estesa.


Nel congresso, un autorevole intervento è dedicato alla "nuova" classificazione delle patologie e delle condizioni parodontali e perimplantari. Di qui la necessità di chiarire meglio in cosa consista la "novità”.   

La protesi fissa va spesso a interagire con i tessuti parodontali. Storicamente queste relazioni sono state ampiamente esplorate già dagli anni ’60: pensiamo a tutte le discussioni sul tema della cosiddetta “ampiezza biologica”….. Nell’ambito del Congresso è prevista una sessione su tali relazioni: la novità è un intervento sulla recente classificazione delle malattie parodontali.
La nuova classificazione fa ampi riferimenti al ruolo della terapia protesica per gli stadi più gravi e avanzati di malattia parodontale. Di qui la relazione di Maurizio Tonetti, eccellenza italiana nel mondo e fra i principali artefici dello sviluppo della  nuova classificazione; nella stessa sessione Carlo Ercoli presenterà tra l’altro, i lavori che hanno portato ad  una nuova definizione di “ampiezza biologica”, uno fra i temi più dibattuti negli anni. 
  

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