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09 Aprile 2020

Riapertura, Iandolo (CAO) frena: ci vorrà ancora qualche settimana

Ancora troppo poche le certezze per indicare strumenti e procedure scientificamente validate che possano garantire la sicurezza degli operatori 

Nor. Mac.

“Nonostante parlino in tanti, ci sono ancore poche certezze scientifiche che possano consentirci di dare delle chiare indicazioni su come gli studi dentistici possano riaprire in sicurezza”. 
E’ questa la risposta data ad Odontoiatria33 da Raffaele Iandolo (nella foto), presidente nazionale CAO, alla domanda che voleva capire quando saranno licenziati dal Tavolo di lavoro, costituito proprio dalla CAO, i protocolli che gli studi odontoiatrici dovranno seguire ad emergenza finita. 

Un tavolo, ricorda Iandolo, costituito da tutte le componenti del settore dentale, i sindacati in rappresentanza delle professioni coinvolte, l’Università, le Società scientifiche, l’Industria, la Previdenza ed ovviamente gli scienziati e gli esperti.
“Tutti insieme cercheremo di fare il più presto possibile ma non potremo farlo fino a quando non troveremo indicazioni certe e validate scientificamente che potranno garantire a tutto il team odontoiatrico di poter lavorare in sicurezza”. Indicazioni che il presidente Iandolo, ricorda, “dovranno poi essere visionate e validate dal Ministero della Salute”. 

Il tavolo si riunirà con cadenza settimanale per lavorare in tempi rapidi all’elaborazione di soluzioni sostenute da validazioni scientifiche, il presidente Iandolo non è in grado, oggi, di dare una indicazione su quando termineranno i lavori. 

“Il consiglio che posso dare ai colleghi in questo momento è quello di non comprare apparecchi o dispositivi spacciati come necessari per la sanificazione, o DPI particolari. Ad oggi non c’è nulla di certo, aspettate le indicazioni ufficiali”, dice Iandolo. 

“Sappiamo quali sono gli strumenti necessari per gestire in sicurezza il paziente malato di COVID-19, che sono quelli che utilizzano medici ed infermieri negli ospedali nei reparti Covid, ma con quelle protezioni possiamo trattare i nostri pazienti?”, si chiede Iandolo. “Noi non tratteremo pazienti malati ma dovremo considerare tutti i nostri pazienti potenzialmente portatori del virus, in attesa di un vaccino o di strumenti che consentano di capire con certezza se il nostro paziente è o non è un portatore sano”, dice Iandolo.  

“Il compito del Tavolo di lavoro è quello di individuare strumenti e procedure che consentano al Team odontoiatrico di lavorare in sicurezza. Da sempre garantiamo ai pazienti che recarsi in uno studio odontoiatrico è sicuro, ed anche quando ripartiremo lo sarà. Noi dobbiamo garantire che dentisti, personale di studio e collaboratori non contraggano il virus mentre sono a contatto con i pazienti e fino a quando non potremo dare tale garanzia non potremo riaprire a pieno ritmo”. 

Infine Iandolo ritorna sulla necessità di non farsi condizionare da informazioni non verificate o supportate da basi scientifiche. 

“Ha ragione il prof. Roberto Burioni quando nel webinar organizzato dal San Raffele ha detto che in questo momento si deve accettare di non avere risposte a tutte le domande che vengono poste, perché prima di darle si deve ancora studiare e verificare. Il consiglio che voglio dare ai colleghi è di dare ascolto solo alle informazioni istituzionali, che arrivano cioè dal Ministero, dalla stessa OMS e, per quanto riguarda l’Odontoiatria, dalla CAO”.   


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