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22 Ottobre 2021

Tecniche restaurative adesive e procedure chirurgiche integrate: a colloquio con Marco Veneziani

Con l’autore approfondiamo le tematiche trattate nel suo ultimo lavoro: nei due volumi vengono esaminate tutte le possibili soluzioni alle molteplici problematiche cliniche inerenti i restauri adesivi dei settori posteriori

Lorena Origo

Marco VenezianiMarco Veneziani

Professor Veneziani, le tecniche dirette si stanno evolvendo: può darci qualche spunto riguardo ai temi espressi nel suo nuovo lavoro "Solutions - Tecniche restaurative adesive e procedure chirurgiche integrate"?
La parte relativa alle tecniche adesive da restauro dirette viene trattata in modo innovativo. Nel Capitolo 2 vengono descritti nel dettaglio i sistemi adesivi smalto-dentinali, i materiali, gli strumenti specifici per l’operatività e le diverse sistematiche di matrici sezionali al fine di ottenere costantemente punti di contatto efficaci.

Le differenti soluzioni cliniche vengono invece ampiamente analizzate nel Capitolo 3, evidenziando la possibilità di utilizzare procedure differenti nelle diverse situazioni cliniche: quindi dai restauri preventivi alle tecniche di stratificazione a 3-4-5 incrementi per cavità di I e II classe di piccole-medie dimensioni fino ai restauri più estesi con tecniche a più incrementi a mano libera o guidate da mascherine in silicone (Silicon index guided technique).

Sono descritte anche tecniche di pressaggio di compositi flowable o in pasta (build-up e press tecnique) con un accenno all’utilizzo dei più recenti materiali one-shade o bulk-fill. Si analizzano i protocolli volti a preservare la vitalità pulpare in casi di prossimità o anche esposizione della polpa stessa. La parte veramente innovativa è quella relativa alle procedure chirurgico-restaurative integrate in una sola seduta per il trattamento di lesioni a margini subgengivali per carie o riassorbimenti esterni radicolari con la descrizione step-by step di tutte le procedure compresa la difficile fase di isolamento del campo intra- o post-operatorio che ho personalmente codificato.

Nel secondo volume un’ampia parte è dedicata ai restauri cementati adesivamente (RCA): esistono nuove indicazioni a riguardo e un nuovo disegno di cavità?
I restauri cementati adesivamente costituiscono l’opzione terapeutica di prima scelta nei restauri di ampie dimensioni riconducibili a lesioni cariose ampie e/o fratture coronali con o senza coinvolgimento del complesso di attacco, usura delle superfici dentali da abrasione meccanica (bruxismo, serramento notturno) e/o perdita di tessuto per causa chimica.

Nel libro vengono riviste – alla luce delle chiare evidenze cliniche e dello sviluppo dei materiali – le indicazioni classiche riportate dalla letteratura della metà degli anni Novanta (Scuola di Ginevra 1994), definendo quelle che sono le attuali indicazioni dei restauri cementati adesivamente sintetizzate in: cavità di II classe di ampie dimensioni a copertura cuspidale (di una o più cuspidi); ripristino di ampi tavolati occlusali persi per usura e/o bio-corrosione (erosione).

Si definiscono altresì i vantaggi che gli RCA consentono: modellazioni anatomiche ideali del tavolato occlusale con ottimale gestione dei punti di contatto e dei profili di emergenza e verifica dell’occlusione in articolatore; riduzione massima della contrazione da polimerizzazione del materiale; possibilità di utilizzare materiali ceramici tradizionali come la ceramica feldspatica, ma molto più frequentemente la vetroceramica rinforzata con disilicato di litio (pressofusa o CAD/CAM) e tutta una serie di più nuovi polimeri CAD/CAM rinforzati con ceramica.  

La terapia simultanea restaurativa e parodontale, di cui si tratta, è un suo cavallo di battaglia.
A mio parere, seppure un approccio interdisciplinare che coinvolga diversi professionisti sia indiscutibilmente la tendenza attuale, una conoscenza approfondita di tutte le tecniche conservative, endodontiche, chirurgiche, implantari, parodontali consente di poter valutare il piano di trattamento del paziente in maniera ottimale garantendo le soluzioni ai diversi problemi con un approccio multidisciplinare.

L’approccio mono-professionale multidisciplinare consente infatti di accorpare differenti procedure (endodontiche-ricostruttive-chirurgiche) in modalità “one-stage” con evidenti vantaggi da un punto di vista ergonomico e di ottimizzazione dei tempi operativi, ma anche e soprattutto da un punto di vista clinico rendendo possibili soluzioni adesive minimamente invasive, non altrimenti possibili con approccio differito e suddiviso fra differenti operatori.

Tutto questo apre nuovi scenari terapeutici altamente conservativi che consentono di cambiare il confine fra conservativa e protesi in un’ottica di sempre maggiore preservazione dei tessuti sani residui, non solo dentali, ma anche pulpari e parodontali.

L’autore ha selezionato alcune pagine rappresentative ed esemplificative dei contenuti del libro. Per sfogliarle ed ordinare il libro visita questo link.


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 29 Settembre 2021: Un webinar per conoscere le “soluzioni” in restaurativa di Marco Veneziani


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