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13 Gennaio 2014

Contro l'attacco alla professione serve un progetto comune e condiviso a livello europeo

L'anno che verrà. Le considerazioni di Giuseppe Renzo presidente nazionale CAO

Non credo di essere troppo allarmista se affermo che siamo di fronte ad un attacco concentrico alla nostra professione che, quale attività intellettuale, è stata da noi sempre vissuta in una logica di responsabilità e di interesse per il primario diritto della tutela della salute.

Questa impostazione è oggetto ora di un fuoco concentrico che vuole trasformare il modo stesso di intendere la professione medica ed odontoiatrica facendole divenire attività di impresa equiparandola quindi a qualsiasi altra attività commerciale avente come unico obiettivo la ricerca del profitto.

Sappiamo che non è così ma è molto difficile farlo comprendere a tecnici e a burocrati che sulla base di un quadro normativo derivante da impostazioni aziendalistiche della legislazione comunitaria tutto vuole sottomettere alla "divinità" della legge della domanda e dell'offerta.
Proprio questo modo di vedere la nostra professione ha portato il sostanziale superamento del numero programmato per l'accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, il riconoscimento "ministeriale" dell'autonomia dell'igienista dentale quale libero professionista e l'apertura dell'istruttoria dell'Antitrust nei confronti della Federazione per presunte violazioni di alcune norme del Codice Deontologico rispetto alla tutela della libera concorrenza.

Come non vedere in questi ultimi provvedimenti, nei tentativi di mercificare anche il diploma di laurea, di creare un "piccolo dentista", di paragonarci alle imprese (ma si potrebbe aggiungerne altri argomenti sempre puntualmente raccontati dal vostro giornale) un vero e proprio attacco alla professione. Un attacco, non complotto, ma frutto di retro pensieri, cattiva immagine, lassismo e incapacità .
Una  miscela esplosiva (nel nostro contesto già ampiamente pletorico) e nel contesto generale dove tutto viene omologato e tutto viene tradotto in semplicistiche affermazioni: diritto allo studio e rottura degli schemi posti a tutela di privilegi eretti dalle corporazioni.

Ho già comunque avuto modo di commentare le singole questioni ed a quegli scritti vi rimando per approfondire.

Per invertire questa tendenza bisogna alzare lo sguardo ed andare alla fonte di tutte le nostre tematiche. I tempi, credo, sono maturi anche a livello di diritto comunitario, perché  si riesca a modificare il quadro normativo riconoscendo le peculiarità delle professioni intellettuali garantendo finalmente la necessaria armonia fra l'interesse primario della tutela della salute e l'interesse indubbiamente subordinato della difesa ad ogni costo della libertà di concorrenza. Per questi motivi la CAO Nazionale ha già iniziato un'opera di intervento sulle Autorità istituzionali europee per portare direttamente nelle sedi comunitari questi problemi. E la recente decisione di organizzare una prossima Assemblea CAO in una sede Istituzionale della Comunità Europea va in questa linea.

Infine, sempre in tema di strumenti efficaci per promuovere e sostenere la nostra professione, non posso non citare l'esperienza degli Stati Generali della Professioni promossi ed organizzati dalla CAO ai quali hanno aderito le principali componenti Sindacali, Universitarie e Culturali della professione portando interessanti contributi a partire dalla volontà di ridefinire le regole partendo dall'inizio: modificare l'esame di abilitazione per vedere, anche in questo settore, la presenza garantistica dei rappresentanti degli Ordini considerando anche che spetterà agli Ordini stessi assumersi la responsabilità dell'iscrizione agli Albi dei nuovi professionisti garantendo di fatto il loro livello culturale di fronte ai cittadini e alle Istituzioni.

Un lavoro, quello svolto all'interno degli Stati Generali dell'Odontoiatria, proficuo che dimostra come solo attraverso un progetto comune e condiviso, e l'assenza di protagonismo, permetterà di raggiungere il nostro primario obiettivo: garantire una salute orale di qualità ai cittadini italiani.
Fedeli al nostro compito istituzionale anche in questo 2014 tutti noi presidenti CAO ci batteremo per questo.

Giuseppe Renzo: Presidente Commissione Nazionale Albo degli Odontoiatri.


 

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