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16 Ottobre 2014

Intervista al neo presidente ADA. Gli obiettivi del prossimo mandato: migliorare i servizi per i soci e facilitare l'accesso alla professione


Il 14 Ottobre la Convention del American Dental Association (ADA) svoltasi a San Antonio nel Texas  ha proclamato il suo 151 esimo Presidente nazionale, la dottoressa Maxine Feinberg: paradontologa laureata presso la New York University College of Dentistry che lavora a Cranford, New Jersey. 
La dott.ssa Feiberg, eletta un anno prima come prevede lo statu dell'associaizone, è la seconda donna ad essere eletta presidente nella storia dell'ADA.    
Odontoaitria33 l'ha sentita alla vigilia del suo insediamento.

Maxine  come hai deciso di abbracciare la professione?

Sono  cresciuta in una famiglia di avvocati (la mamma due zii e una cugina) e sembravo predestinata agli studi legali. Due persone mi hanno indirizzata verso la professione di dentista. Il mio dentista di famiglia che amorevolmente mi ha  curata sin dalla prima infanzia per le carie da biberon e l'insegnante di biologia del liceo che ha visto la mia  predisposizione per le materie scientifiche.
Al liceo quando ho manifestato l'intenzione di iscrivermi alla dental school mio zio ha tentato di dissuadermi e cosi ha fatto mio fratello maggiore accompagnandomi in auto al test di ingresso mi ha detto " Maxine  hai ancora due settimane di tempo per cambiare idea e iscriverti alla facoltà di legge!"
Sono stata la prima nella mia famiglia ad accedere a professioni sanitarie, mio padre aveva 11 fratelli e lavorava come operaio in fabbrica, quando è riuscito a prendere il diploma di scuola superiore. Mio fratello ed io siamo stati i primi laureati della sua famiglia. Non nego che il gene dell'avvocato che ho  ricevuto dai miei zii materni mi abbia molto influenzata. Trascorrevamo  ore ed ore intorno ad un tavolo a discutere di politica. Ho imparato  a portare avanti le mie idee e ad argomentarle in modo logico.

Raccontaci della   tua  formazione universitaria e professionale.

Mi sono laureata nel 1980 al New York University College of Dentistry. Ho lavorato per un anno al Mount Sinai Hospital come anestesista e successivamente ad un programma di dental nursing della città di New York: trattavamo pazienti di famiglie a basso reddito nei quartieri  su di "dental van"  (ambulatotio mobile). E' stato un periodo meraviglioso della mia vita. Curare persone che hanno enormemente bisogno è al tempo stesso gratificante e frustrante ma è una esperienza unica. In quel periodo indossavo sempre un blaser che adoravo, e spesso, vista la mia giovane età venivo scambiata per una  assistente dentale.  Nel 1981 non erano molte le donne dentista. Quella esperienza mi ha fatto comprendere l'importanza di sostenere le persone più vulnerabili come Action for Dental Health il progetto che ADA sta mandando avanti a tutela delle fasce deboli in collaborazione con il Governo Federale.
Per quattro anni ho lavorato nello studio di due importanti paradontologi di riferimento della NY University come collaboratrice e poi ho deciso che dovevo diventare il "padrone di me stessa" fare il salto e creare uno studio mio. Ero senza pazienti e senza soldi. Come donna nell'1984 ho avuto molte difficoltà ad avere il finanziamento dalla banca per iniziare la mia attività. Nessuno mi dava credito, nemmeno la banca di cui ero correntista insieme a mai mamma da oltre 15 anni. Dopo svariati tentativi  un amico mi ha suggerito una banca del New Jersey con un giovane direttore che operava nel settore medico. Mi ha concesso il credito ma ha preteso la firma di un garante uomo, messa da mio marito John Wynne, in calce al contratto. Iniziai a lavorare ad Elisabeth (NJ) la mia città natale.
Fortunatamente dopo 10 anni, quando trasferii lo studio nella sede attuale a Cranford, per la concessione del mutuo non è stata necessaria la firma di un uomo.
Sono felice che oggi le neo dottoresse non devono più affrontare simili problemi.

Quando sei entrata in ADA? Che importanza ha per te lavorare per i colleghi mettendoti al servizio della professione?

Sono entrata in ADA appena aperto il mio primo studio nel1985. Alla sezione locale occorreva un volontario per uno screening di prevenzione da eseguire in strada nella mia città. Ho sempre lavorato come volontaria in tutte le iniziative della mia associazione. All'epoca le donne in ADA erano pochissime. Sono diventata  presidente ADA del New Jersey nel 2002.  Nel corso degli anni mi sono resa conto che si impara qualcosa da ogni attività svolta. Nessun lavoro è troppo umile. A poco a poco, ho assunto nuove responsabilità e imparato qualcosa da ogni attività svolta. In ogni ruolo, si creano nuove relazioni si fanno nuove amicizie e si impara a crescere.
Lavorare  in una Associazione richiede impegno e fatica ma ripaga enormement. Ho ricevuto moltissimo dal mio coinvolgimento, più di quanto ho dato. Cerco sempre di far capire ai colleghi il valore del nostro impegno associativo che è un investimento sulla nostra professione e che rimane come crescita personale. Quando sei un partecipante attivo e sei coinvolto in un cambiamento, legislativo o di quant'altro impari che la voce dell'odontoiatria può essere ascoltata.

Una priorità del tuo prossimo anno di presidenza?

Sicuramente la formazione universitaria e la ricerca di modo collaborativo per risolvere i problemi degli studenti. Primo fra tutti "lo student debt" (il finanziamento concesso agli studenti di famiglie a basso reddito) oggi è troppo oneroso, il numero chiuso per l'accesso all'università è troppo rigido, la preparazione clinica può essere migliorata, i costi delle Dental School troppo elevati.  L'assetto attuale della formazione risale al Rapporto  Gies del 1926.
Oggi dobbiamo chiederci: ci sono nuovi approcci possibili alla didattica? Come possiamo ridurre i costi dello student debt ? Come possiamo ridurre i costi della formazione pratica nelle Dental School? Per risolvere tutto questo ci vuole uno sforzo di collaborazione, e voglio continuare il dialogo con tutte le componenti della comunità dentale istituzionale.

L'ADA la più grande e antica associazione dentale del mondo è una amalgama di numerose società dentali locali. Puoi dare ai nostri lettori qualche informazione su come opera, e cosa intendi fare  Tu per  l'Associazione durante il tuo mandato.

L'American Dental Association è la più grande (155.000 membri) e antica associazione dentale del mondo. Fondata nell' agosto 1859, a Niagara Falls New York , da ventisei dentisti che rappresentavano varie società dentali negli Stati Uniti. E' suddivisa in 55 Unità Stato/Territoriali  e 545 società dentali locali. Ha sede a Chicago ove vi lavorano 400 dipendenti. Promuove la salute orale dei cittadini e rappresenta la professione odontoiatrica. Nel campus Universitario del National Institute of Standards and Technology (NIST) a Gaithersburg nel Maryland, ha sede il prestigioso Istituto di ricerca ADA (Centro di Ricerca del Paffenbarger PRC) che conduce studi nel campo della ricerca clinica, chimica dentale, chimica dei polimeri e cariologia. L'ADA ha stabilito le linee guida rigorose per la verifica e la pubblicità dei prodotti dentali . Dal 1931 fornisce il prestigioso Sigillo di Accettazione assegnato a 1.300 prodotti di qualità del settore dentale.
Stiamo  lavorando in collaborazione con le Unità Statali e le Società Locali per Uniformare i servizi di prima classe che offriamo ai dentisti. Insieme ci stiamo sforzando per eliminare la duplicazione delle offerte ed arginare il calo di iscrizioni ad ADA. Servizi di punta che cercherò di implementare sono la formazione clinica (Member Service University )e quella manageriale (Leadership Academy ). Offriremo inoltre gratuitamente alle organizzazioni statali e locali "Aptify"  il software per la gestione associativa.
Ogni dentista è per noi una parte del futuro della nostra  professione.

A cura di: Davis Cussotto , odontoiatria libero professionista Twitter @DavisCussotto

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