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20 Luglio 2015

Stati Generali dell'Odontoiatria. Prof. Gherlone: uno strumento per tutto il settore che parte da lontano ed ha dimostrato di essere efficace

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Durante il mandato del Ministro della Salute Ferruccio Fazio i tanti provvedimenti attivati a supporto del settore dentale nacquero grazie alla volontà del prof. Enrico Gherlone, allora consigliere del Ministro con delega per l'area odontoiatrica, di attivare un confronto tra le componenti più rappresentative del settore dentale per proporre soluzioni condivise.
Con il cambio del "titolare" del dicastero della Salute, e dei suoi collaboratori, questo modo di lavorare si è perso. Non sarà certo un caso che, di fatto, sulle questioni che interessano il settore, il settore non è più stato coinvolto nelle decisioni che contano costretto a subire decisioni prese da altri.
Le linee guida sulla Legionella ne sono state una dimostrazione.

Con l'istituzionalizzazione degli Stati Generali dell'Odontoiatria sembra si sia voluto cercare di riproporre uno strumento che potesse ripercorre le positività di quella stagione, è così prof. Gherlone?

Essere riusciti a riunire il settore in un'unica rappresentanza grazie agli Stati Generali dell'Odontoiatria mi sembra una decisione storica che potrà dare una nuova vis a quei risultati positivi raccolti durante il periodo di cui lei parla che aveva un denominatore comune: parlare la stessa lingua accordando tutta la componente odontoiatrica, ma anche successivamente questo avvenne sull'onda lunga di quello che già era stato fatto.
Quello che mi fu subito chiaro è il principio fondamentale che senza il consenso sinergico di Ordine, associazioni di categoria, Collegio dei Docenti, società scientifiche non si andava da nessuna parte ed anche attualmente sono fermamente convinto del principio.
Posso sicuramente affermare che gli Stati Generali dell'Odontoiatria sono il passaggio finale di un processo iniziato da molti anni in cui tutta la componente odontoiatrica ha capito che con le divisioni, gli interessi personali legittimi o meno, non si arriva a nessuna soluzione e solo un attività sinergica coordinata da un unica rappresentanza che conta oltre 60.000 iscritti in cui si siedono attori democraticamente eletti e per questo veri rappresentanti dei loro iscritti od associati, poteva fare sentire la propria voce, sia verso le istituzioni che al cittadino; sia esso paziente o studente nell'interesse pubblico sia della formazione che della tutela della salute.

Ma gli Stati Generali dell'Odontoiatria sapranno interessare istituzioni e le altre componenti della sanità?

Che l'interesse fosse e sia generale lo ha dimostrato la presenza alla riunione di venerdì scorso del presidente ENPAM Alberto Oliveti che guarda caso, nel suo intervento, ha toccato gli stessi argomenti d'interesse sia per tutelare la salute del cittadino che i mezzi per ottenerla.
Qualsiasi componente della sanità non può e potrà mai "fare i conti senza l'oste" questo ce lo insegna sia la politica che la storia recente e passata.

La formazione è stato uno degli argomenti toccati durante la vostra riunione. Ma è veramente il problema principale del settore?

Certo. La formazione dei futuri odontoiatri è un tema fondamentale e mai come su questo argomento si è riscontrata la convergenza di tutte le componenti, quella accademica, quella ordinistica e quella sindacale e delle società scientifiche. Per poter cercare di ottenere qualche risultato positivo a livello europeo come numero programmato e preparazione degli studenti era ed è necessaria un'azione generale che non può non prevedere la convergenza di intenti comuni.
Anche dal punto di vista previdenziale, e quindi sul futuro dei professionisti oggi in attività, riuscire a governare la formazione dei futuri odontoiatri e il loro ingresso nel mondo del lavoro è fondamentale.

Però la richiesta è chiudere dei corsi. Come si pone l'Università italiana in merito?

L'accademia era rappresentata sia dal Collegio dei Docenti di discipline odontostomatologiche, con il sottoscritto come Presidente del Collegio dei Docenti e la prof.ssa Antonella Polimeni past-president del collegio e vicepresidente vicario dell'intercollegio; entrambi avevamo sul problema in questione mandato del prof Marco Ferrari, che non ha potuto presenziare, ma in quanto Presidente della conferenza nazionale permanente dei corsi di laurea in odontoiatria ha condiviso l'obiettivo del miglioramento della qualità dell'insegnamento impartito nei vari atenei con la posizione recentemente espressa dalla Conferenza nella recente riunione nazionale svoltasi ad Aprile cui erano presenti praticamente tutti i Presidenti di Corso.
Questa posizione dell'accademia è stata portata al recente Tavolo Tecnico Interministeriale appena concluso e guarda caso converge con la voce della libera professione, dell'Ordine e delle Società scientifiche.

Le critiche che sono arrivate, anche ad Odontoiatria33, dopo che abbiamo dato la notizia della istituzionalizzazione degli Stati Generali sono state sul fatto che non contemplano tutte le componenti del settore

Gli Stati Generali dell'Odontoiatria sono composti dai presidenti delle principali e più rappresentative per numero di iscritti associazioni e sindacati del settore, unitamente alle istituzioni accademiche ed ordinistiche fino a giungere agli studenti di odontoiatria.
I loro vertici , come già rimarcato, sono stati eletti dalle singole realtà, professionali, accademiche ed associative e non sono portatori di interessi amichevoli o meno dell'amico di turno. Questo permette al nuovo organismo di rappresentare l'intero comparto consentendo, una volta condivise le posizioni, di parlare, come ha giustamente detto il presidente CAO Giuseppe Renzo, a nome e per conto di tutta la componente odontoiatrica italiana.
Naturalmente le porte non sono chiuse per nessuno, anzi è esattamente il contrario, proprio quello che vogliamo combattere. Se ci sono, se ci saranno delle realtà che non erano presenti ma che sia per numeri che per idee sono propositive e si identificano nel progetto, ben vengano.
Importante che si sia avviato l'iter, costituiti gli Stati Generali che vedono anche il criterio numerico oltre che naturalmente qualitativo e siano già presenti, consentitemi di dirlo, le realtà maggiormente rappresentative.
Poi come tutti sappiamo ci troviamo in regime di democrazia, ognuno è giusto che metta a disposizione le proprie competenze. L'importante è che non si "urli nel deserto", come ultimamente spesso avviene.
Guardi, la mia maggiore soddisfazione sono state le recenti elezioni ENPAM dove la componente odontoiatrica ha dimostrato che uniti si vince. Mi rivolgo ai vostri lettori: divisi dove si va? Date una risposta guardando il passato, questo lo hanno insegnato i vecchi maestri ed è ancora attuale.

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