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03 Luglio 2018

“Il lavoro dell’ASO richiede conoscenze specifiche e preparazione”

Fulvia Magenga (SIASO) polemica con il neo Segretario Sindacale ANDI


Gentile Direttore

Come Segretario del sindacato delle ASO, il SIASO, mi permetta di intervenire sulle affermazioni poste dal Segretario Sindacale ANDI, dott. Corrado Bondi sul bollettino associativo, attraverso il quale riferisce di lamentele e preoccupazioni che altri dentisti fanno e che lui condivide pienamente. 

“Faccio miei questi malumori"….. “non so se è il caso di dire che la nostra categoria si è trovata tra capo e collo la gestione del profilo delle ASO”, così inizia quanto scritto.

Dottor Bondi, la Vostra categoria non si è affatto trovata tra capo e collo la gestione del profilo delle ASO. ANDI ha partecipato a tutti i tavoli tecnici, per anni, per la definizione del profilo e del percorso di studi, al Ministero della Salute, insieme ad AIO e alla CAO, quindi perché “tra capo e collo”?- poi aggiunge che “molti colleghi si lamentano per non potere scegliere liberamente chi assumere”. 

E questo è proprio ciò che si prefigge il legislatore: che a fare un lavoro che richiede conoscenze specifiche e preparazione, ci siano persone che abbiano conoscenze specifiche e preparazione. Forse è bene ricordare che queste persone devono lavorare a contatto con i cittadini e devono essere in grado di gestire la linea di sterilità, di assistere l’odontoiatra, ecc. 

E poi, perché, dottor Bondi i Suoi colleghi non possono scegliere liberamente chi assumere? Il profilo consente di scegliere chi assumere per i successivi 24 mesi dall’entrata in vigore del DPCM (06/04/2018). La persona assunta può essere sprovvista di titolo. Il nuovo datore di lavoro dovrà però “provvedere” alla formazione. E provvedere alla formazione non insegnando le quattro cose che servono in quel momento all’odontoiatra ma frequentando un corso di studi uniforme sul territorio nazionale che dia una adeguata base culturale.

La news continua: “penso a familiari piuttosto che conoscenti”. Leggendo queste considerazioni si pensa al bottegaio che risuola la scarpa, non ad un medico che dovrebbe promuovere la formazione degli ASO, essendo questa condizione imprescindibile per un servizio di qualità erogata al cittadino-paziente.

Poi continua: “altri ancora sono preoccupati del fatto che dovranno rinunciare alla collaborazione di uno o più dipendenti...”. Perché? Il profilo professionale dell’ASO ed il relativo percorso di studi garantiscono una migliore collaborazione all’odontoiatra, e dovrebbero essere vissuti come una opportunità per migliorare il proprio lavoro, facendo formare il proprio lavoratore-dipendente, anche pagandogli il corso.

Il dottor Bondi continua ad esplicitare le proprie preoccupazioni e, alla fine, emerge il capolavoro: “infine qualcuno sostiene che questa nuova categoria si organizzerà sindacalmente e porrà in essere vertenze di carattere economico e col tempo avanzerà richieste di emancipazione”. 

Bene dottor Bondi, questa affermazione è davvero vergognosa. La categoria ASO ha un suo sindacato dal 2007 che si chiama SIASO Confsal. Qualcuno Le dovrebbe ricordare che quando, molti anni fa, il SIASO Confsal ha voluto incontrare ANDI, lo ha fatto perché voleva aprire un dialogo costruttivo e si è visto sbattere la porta in faccia. 

Qualcuno dovrebbe informare il dott. Bondi che la schiavitù è finita molto, molto tempo fa. E il lavoro in miniera è stato regolamentato da decenni e che, in Italia, anche le donne possono votare.Il dott. Bondi in sole 12 righe ha riassunto una intera visione del passato, regalandoci un brivido di raccapriccio, pensando che, una volta, era realmente così. Guardate che, nel frattempo, c’è stata la rivoluzione francese!

Fulvia Magenga, Segretario Generale SIASO Confsal 

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