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19 Febbraio 2019

Indennità per invalidità per dentisti e medici. Alcune precisazioni del dott. Mele


Egregio Direttore,  

la notizia dell’entrata in vigore della “indennità per invalidità assoluta temporanea” per il liberi professionisti ENPAM non è di quelle che passano inosservate perchè, a fronte di casi che si spera limitati, andrà a coprire situazioni di disagio economico legate a lunghi periodi di inattività per gravi problemi di salute.
Tanto importante che per i colleghi degli altri Fondi ENPAM esiste praticamente da sempre. Altro elemento che dimostra l’importanza di questa nuova tutela è l’inizio della corsa a prendersene il merito. Fenomeno decisamente umano, ma possibilmente senza troppo stravolgere la realtà, neanche in un clima evidentemente preelettorale.
Quando la Consulta approvò il mio progetto affermai che condividevo volentieri con i colleghi il merito di questa conquista (anche se in verità si trattava di cancellare una disparità di trattamento), ma da questo a lasciare che qualcun altro se ne prenda il maggior  merito ce ne corre.
Dalle pagine di Odontoiatria33 il dottor Pasquale Pracella ostenta grande entusiasmo per un risultato al quale avrebbe lavorato per ben 19 anni. Peccato che la storia sia un’altra e che non abbia dimostrato altrettanto entusiasmo quando chiesi la sua adesione alla mia iniziativa di indire una riunione straordinaria della Consulta per proporre all’ENPAM un mio progetto dettagliato su tale tutela per i sanitari liberi professionisti, tutela che non era mai stata affrontata in passato.
La riunione si svolse ugualmente solo grazie all’adesione di altri colleghi, molti dei quali non fanno più parte della nuova Consulta. In quella sede il dottor Pracella avanzò forti dubbi sulla mia proposta, a causa di possibili interferenze, se non addirittura ostacoli, al c.d. Progetto Quadrifoglio che nel frattempo l’ENPAM stava sviluppando e ci invitò a riflettere bene prima di approvare la proposta.
Peccato che il Progetto Quadrifoglio non prevedesse niente di simile, a meno che non si parli della polizza sanitaria a pagamento, mentre la nuova indennità  è cosa diversa e soprattutto verrà sostenuta dai contributi che già versiamo. Anche perchè avevo non dico dimostrato, ma perlomeno spiegato, che le coperture finanziarie lo consentivano.
Dopotutto anche io ho passato lo stesso numero di anni in ENPAM, seppure in posizioni più defilate, e qualcosa ho imparato. La svolta decisiva fu data dal Presidente Oliveti che si disse invece convinto e chiese agli uffici di trasformare la mia proposta in un progetto definitivo.
La Consulta approvò. I tempi tecnici che il dottor Pracella illustra con tanta dovizia dimostrano altresì la mancanza di una visione d’insieme che è stata la vera causa di questi ritardi, pur non potendo negare la lentezza ministeriale. Infine, in questi quattro anni non mi risulta che i nostri rappresentanti in seno al CdA si siano adoperati sulla questione più di tanto, ma forse mi sbaglio, dopotutto sono gli unici Verbali che non ho a disposizione…

Dottor Renato Mele: Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione  

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