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25 Febbraio 2019

DiDomenica e chiusura del centro odontoiatrico. Ghirlanda (ANDI): non servono i complimenti, Anna è una collega normale che ha fatto il suo dovere


Gentile direttore

Sono nuovamente “costretto” ad intervenire riguardo al contenuto di un Tuo editoriale nella rubrica “DiDomenica”. E naturalmente, ma non sarà né la prima né temo l’ultima volta, non condivido la Tua interpretazione di quanto accaduto con la Dott.ssa Anna. 

Anna non è né la prima né l’ultima collega che ha preso posizione riguardo ai comportamenti che si tengono in alcuni centri di odontoiatria commerciale: se questa volta la vicenda ha ricevuto clamore mediatico essa non rappresenta per alcuno di noi una novità né un fatto “eccezionale”, tale da meritare i complimenti di qualcuno.

Si tratta semplicemente di un professionista che rispetta sè stesso, il proprio ruolo, la persona che ha di fronte e che deve essere tutelata, essendo bisognosa di cure e soggetto “passivo” rispetto all’ organizzazione alla quale si è rivolta. Tutto ciò si compensa in una sola parola: etica. Quella che tutti noi medici dentisti iscritti all’Albo professionale abbiamo ben presente nella nostra mente e alla quale tutti i giorni facciamo riferimento in ogni nostro atto clinico e comportamentale.

Ci risponderai: allora perché viene detto che molti medici non si comportano nello stesso modo e si piegano ai voleri della proprietà? Non c’è una risposta universale. Anche fra i giornalisti ne esistono molti che si chinano alle esigenze dell’editore o dello sponsor di turno. È l’animo umano, specie di coloro che le tentano tutte pur di trarre la propria convenienza, ma non è né può essere la regola, e certamente essa non lo è per la nostra categoria. 

Anna è una collega “normale”: l’eccezionalità è chi non si comporta come Lei.

E permettimi quindi di inviare allora i complimenti a tutti i dentisti italiani.

Carlo Ghirlanda Presidente Nazionale ANDI

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