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16 Settembre 2019

ASO: tra i problemi c’è anche quello del titolo di studio per accedere ai corsi

Di Fabio (ANDI Milano e Lodi): con la terza media è possibile fare il Ministro ma non l’Assistente di Studio Odontoiatrico


Sabato 7 settembre ho letto l’interessante articolo di Massimo Gramellini in prima pagina del Corriere, in cui si parlava delle qualità che si richiedono a un politico.
L’argomento era incentrato sul fatto che una neo-ministra avesse solo il diploma di terza media. Concludendo le sue argomentazioni il giornalista chiosava: “Si pretende che sappia (il politico) di cosa parla e che abbia accumulato un bagaglio professionale da mettere a disposizione della collettività”.Valutazione del tutto condivisibile.

Che nesso c’è tra quell’articolo e il fatto che il sottoscritto si sta occupando da tempo del nuovo profilo professionale delle nostre Assistenti di Studi Odontoiatrico?

Il DPCM che ha introdotto il profilo professionale delle ASO all’art. 6 specifica che i requisiti di accesso al corso che dà la qualifica sono l'adempimento al diritto dovere all'istruzione e formazione professionale ai sensi della normativa vigente, quindi la licenza media non è sufficiente.
E allora per governare la politica di un paese come l’Italia è sufficiente essere in possesso della licenza media e per accedere a un corso di formazione che qualifichi a ottenere un profilo professionale lo stesso titolo non basta? Si impone “l’adempimento ai sensi della normativa vigente” anche a coloro che hanno iniziato questa attività più di venti anni fa, quando assolvere all’obbligo scolastico significava avere la licenza media. 

Il paragone è certamente provocatorio, so bene che nel 2006 l’obbligo scolastico è passato dalla terza media all’acquisizione di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale e so anche che alcune Regioni, non la Lombardia, hanno previsto di riconoscere il vecchio ordinamento in determinati casi. 

Così come so bene che una Assistente alla poltrona con 20 anni di lavoro alle spalle è esentata dall’acquisire l’attestato, se ha le caratteristiche previste dal DPCM, ma una cinquantenne che ha perso il posto di lavoro e vorrebbe riqualificarsi lavorando come ASO? 

In questo momento di crisi del mondo del lavoro sono proprio i politici che dovrebbero intervenire per evitare che un’intera categoria professionale corra il rischio di perdere il diritto al lavoro.

Credo si possa e si debba confidare nella sensibilità di tutti i politici e soprattutto di quelli che “hanno combattuto battaglie sindacali importanti gestendo migliaia di crisi aziendali”, anche se ora si occupano di altro. 

Domenico Di Fabio: Presidente ANDI Milano Lodi

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