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08 Ottobre 2019

SUSO critico sull’accordo tra Invisalign ed ANDI

Chiarello: In ortodonzia il momento diagnostico è un elemento imprescindibile, non si deve ridurre alla semplice consegna di due mascherine


Caro Direttore, 

Comprendo le ragioni di marketing che una multinazionale debba necessariamente perseguire, ma non mi è chiara la logica del recente accordo fra una grande azienda commerciale che si impegni a non aprire negozi operanti in forma diretta sui pazienti ed un Sindacato di odontoiatria generale. In primis perchè l’impegno assunto dalla multinazionale suona come una contropartita inaccettabile ed inutile (essendo impensabile stringere accordi con tutte le aziende in considerazione di questa eventualità). 

Per quanto riguarda il Sindacato, invece, ritengo che la apparente convenienza economica per i suoi associati non possa competere con l'interesse dell'intera categoria. 

Per stabilire una linea condivisa da tutti, rivestita quindi della necessaria autorevolezza, noi riteniamo opportuno valutare insieme ad altre Associazioni se queste logiche commerciali possano confliggere con il ruolo diagnostico che caratterizza la nostra professionalità. 
Su questo tema abbiamo raccolto molte opinioni: ne è emerso un orientamento generale che considera il momento diagnostico come elemento imprescindibile, assolutamente necessario per formulare il piano di trattamento, attraverso un'attenta valutazione del paziente effettuata in prima persona, con visita accurata e ausilio di mezzi diagnostici ritenuti più opportuni. 

L’impegno dei Sindacati di Odontoiatria generale è contro chi vuole mettere in discussione le prescrizioni e i piani di trattamento redatti dai colleghi aderenti ai Fondi Integrativi, con dinamiche economiche che rischiano di sconfinare nell'esercizio abusivo professionale.  Simili battaglie noi le portiamo avanti contro chi non è abilitato e che, nell'illusione di facili guadagni, faccia commercio in luoghi privi di requisiti, di inadeguati presidi ortognato, essendo sprovvisti del necessario supporto diagnostico specialistico. 

Non si tratta di essere selettivi, ma di difendere i colleghi da facili illusioni e trappole con sequela di contenziosi legali (buona parte di quelli ortognato riguarda ormai gli allineatori).  Noi ortognatodonzisti non ci stiamo a classificare i casi in facili, medi, difficili secondo il numero e la posizione dei denti da "raddrizzare".

Noi non spostiamo denti, ma interagiamo con delicate regolazioni fisiologiche che determinano le funzioni vitali dell'organismo, impiegando, nel far questo, molti anni di studio e di impegno personale difficilmente comparabili con un piano di trattamento a distanza tramite fotografie. Tutto questo perché, banalizzando l'atto terapeutico, l'ortognatodonzia non si riduca per il paziente, alla semplice consegna di due mascherine "invisibili", come scritto sul sito: aggettivo decisamente improprio, perchè l'Ortognatodonzia non è un gioco di prestigio.  

Presidente Gianvito Chiarello, Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia (SUSO)   

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