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03 Dicembre 2019

Assistenza anziani nelle RSA: in Toscana è stallo

Il presidente CAO Firenze Peirano: ‘’i progetti e la volontà della professione non manca, serve però una volontà politica che ad oggi sembra latitare’’


Gentile direttore

Ho letto con interesse il suo DiDomenica, sono riflessioni alle quali la categoria non può che dimostrare sensibilità, la stessa che però deve essere mostrata dagli organi politici chiamati urgentemente a decidere. La pianificazione sanitaria risulta essere influenzata in modo determinante dall'andamento demografico della popolazione, con particolare riguardo all'organizzazione dei servizi ed alla creazione di percorsi adeguati alle mutate esigenze assistenziali. 

La popolazione italiana sta presentando un rapido incremento della percentuale di soggetti che hanno perduto la capacità di far fronte, in modo autonomo, alla cura della propria persona. Si registra, da un’analisi dei dati ISTAT dal 2002 al 2017, un indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra ultrasessantacinquenni e popolazione con meno di 15anni) che è passato dal 131,7% al 165,2%. Si tratta di una tendenza che le previsioni danno in aumento anche per i prossimi 20-30 anni.  I dati del 2013 mostrano che 2.538.000, rispetto ai 3.167.000 disabili presenti in Italia, sono ultrasessantacinquenni. Questi pazienti hanno generalmente un livello di igiene orale molto modesto, con gravi ripercussioni su autostima, vita di relazione, alimentazione, salute psichica e sistemica. Sempre secondo i dati ISTAT, la quasi totalità degli anziani si rivolge al medico di famiglia almeno una volta l’anno, circa due anziani su tre fanno ricorso a medici specialisti nell’arco dei dodici mesi, ma solo uno su tre si reca dal dentista. Rispetto alla media dei Paesi europei, l’Italia presenta una percentuale di ricorso alle visite odontoiatriche molto più bassa da parte delle persone anziane: solo il 35,7% degli ultrasessantacinquenni si è rivolto al dentista, contro il 51,5% del dato europeo; la percentuale si riduce ulteriormente con l'aumentare dell'età, arrivando al 28,9% per gli over-75.  

Dati che sono stati rilevati ed approfonditi da un Gruppo di lavoro italiano tra cui mi piace ricordare le dottoresse Giuliana Mancini e Caterina Perra, hanno già definito con un scritto condiviso alcuni parametri da cui sono stati tratti alcuni spunti per un Progetto di assistenza domiciliare odontoiatrica   per anziani fragili, soggetti disabili, per residenti nelle strutture residenziali e semiresidenziali. Rimangono da capire i motivi di un così basso ricorso alle prestazioni odontoiatriche. Potrebbero essere riferibili a questioni culturali, con una mancata percezione dell’utilità dei controlli periodici e dell’igiene professionale, ricorrendo alle cure solo in caso di problemi acuti. 

Occorre ora continuare il lavoro, individuando il nomenclatore delle prestazioni che possono o meno essere effettuate, la dotazione minima necessaria sia tecnica che organizzativa la preparazione specifica del singolo professionista che potrebbe essere iscritto in apposito registro presso l’Ordine con frequenza di un corso di formazione specifico, formulazione di “Raccomandazioni Cliniche ed Assistenziali”. 

Le esperienze di Assistenza odontoiatrica domiciliare nel nostro Paese hanno subito un sostanziale incremento nell’ultima decade; un loro censimento è stato presentato nel corso del Quinto Convegno di Odontoiatria Assistenziale, nell’ambito del Congresso Amici di Brugg del 2011 “Odontoiatria Domiciliare in Italia” (Relazione E.Giovetti, C.Perra).  L’aumento esponenziale dei programmi di assistenza domiciliare ha spinto la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ad interessarsi attivamente dell’argomento: la stessa Presidenza nazionale CAO, con nota del 6 Maggio 2016 inviata a tutti i Presidenti regionali, auspica la creazione di reti di assistenza odontoiatrica domiciliare, purché aderenti alle normative regionali ed integrate nell’ambito della sanità pubblica. Come dicevo all’inizio dello scritto serve però anche una volontà politica.

 Mi permetto di fare l’esempio della Regione Toscana, la regione dove lavoro e risiedo, che negli anni ha tentato di creare un percorso virtuoso per dare risposte odontoiatriche agli ospiti delle RSA Aveva istituito una Commissione ad hoc, prevedendo anche la mia presenza come presidente CAO, proprio per normare l'accesso a domicilio e nelle RSA. Ma dopo un primo incontro la commissione si è arenata e nonostante le nostre sollecitazioni non ha ancora ripreso l’attività

Alexander Peirano, Presidente CAO Firenze    

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