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09 Dicembre 2019

ECM: nata male ed i tentativi di guarirla sono inutili ed imbarazzanti

Tre episodi alla base delle considerazioni del dott. Mele sull’obbligo verso l’Educazione Continua in Medicina in vista del termine del triennio formativo 


Gentile Direttore,

sosteneva Agatha Christie che "Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova." Ebbene, tre recenti episodi, proprio come tre indizi, provano, a mio giudizio, che l’Educazione Continua in Medicina è nata male ed i tentativi di guarirla si stanno rivelando solo inutili e talvolta imbarazzanti rattoppi. In passato più volte, anche dalle pagine di Odontoiatria33, ho contestato e criticato questo metodo di affrontare in maniera poco seria una questione che invece seria è: l’aggiornamento della nostra professione. Non mi sembra che le cose siano migliorate, anzi ne sono la prova i tre indizi che Le elenco.

Primo indizio

Sul portale della FNOMCeO da poco tempo compare un corso FAD su come ”riconoscere e disinnescare la violenza contro gli operatori della salute”. I punti ECM riconosciuti sono addirittura 50. In sostanza, completando questo seppure lodevole corso, peraltro gratuito, si può completare in un colpo solo tutto l’obbligo formativo dell’anno, mettendosi al riparo non solo dalle sanzioni disciplinari ordinistiche, ma anche, almeno così ci dicono, da eventuali problemi sul versante assicurativo. Magari facciamo esclusivamente implantologia e ci viene contestato il fatto di aver malposizionato una serie di impianti, ma il corso sulla violenza contro gli operatori della salute ci salva il fondoschiena.

Secondo indizio

Recentemente la FNOMCeO, attraverso la creazione di un cosidetto  “dossier di gruppo”,  ha letteralmente regalato a tutti gli iscritti agli Ordini 30 punti ecm validi per il triennio 2017-2019. La maggior parte dei colleghi neanche sa di questo gentilissimo cadeau. 

Terzo indizio

Dal 28 al 29 novembre di quest’anno, appena pochi giorni fa, abbiamo scoperto esserci il Black Friday anche per gli ECM, con offerte fino al 50% su tutti i corsi Fad offerti da un provider nazionale, al pari di una lavatrice al supermercato o di un giaccone invernale all’outlet.
Possiamo pensare che in questo modo “il Sistema ECM” tenti di sopravvivere ai suoi insuccessi (a parte quelli economici) con delle imbarazzanti iniezioni di crediti? 
E’ legittimo pensare che, alla fine, gli interessi commerciali in gioco ostacolino una semplificazione che tutti auspicano, ma che in verità nessuno vuole? 
Ne sono la riprova un Manuale di istruzioni sull’ECM di oltre 60 pagine e le recenti richieste di ulteriore personale per gestire il carrozzone amministrativo. Come se fossimo sempre ai tempi dei monaci amanuensi… 

Ma la madre di tutte le prove, la cosiddetta “pistola fumante”, ci viene dal paragone con altri professionisti obbligati, come noi, ad un aggiornamento continuo previsto dal rispettivo Codice Deontologico. Basta fare il paragone con gli Avvocati. E non mi si venga a dire che la nostra professione è particolare perchè la salute è un diritto previsto dalla Costituzione.
Potrei facilmente obiettare che anche il diritto alla difesa è tutelato dalla nostra Costituzione e pertanto gli avvocati hanno la nostra identica responsabilità nei confronti dei cittadini, anche attraverso una adeguata e costante preparazione. E’ stato mai fatto un paragone serio e documentato con il loro sistema?
Se avessimo il coraggio di farlo ci accorgeremmo di come lo stesso doverosissimo obbligo può essere declinato in maniera più semplice e, se mi permette, anche più seria. 

Dottor Renato Mele Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione

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