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20 Dicembre 2019

“Il Sistema ECM non ha mai funzionato”

Il dott. Mele commenta la decisione di voler rivedere il Sistema e della proroga di un anno della possibilità di raccogliere i crediti del triennio che si sta per concludere 


Gentile Direttore,

ho appena letto la notizia su Odontoiatria33 che il sistema ECM verrà revisionato e nel frattempo viene data ai colleghi la possibilità di raggiungere l’obiettivo dei 150 crediti utilizzando anche il prossimo anno.
Oggi, a giustificazione di questa decisione, si afferma che il meccanismo è datato e ha bisogno di una revisione e di un adattamento alla nuova realtà delle molteplici figure sanitarie.  

Sembra quasi un intervento di manutenzione programmata.  

In verità si è dovuto prendere atto che, nonostante le tante facilitazioni degli ultimi tempi, era notevole il numero dei colleghi che non arrivavano al tetto previsto dalle attuali norme. E la faccenda avrebbe creato non poche grane.
Ci vogliamo mettere la pigrizia, la superficialità, l’indifferenza dei colleghi, ma non possiamo negare che il sistema ECM non ha mai funzionato, e l’alternarsi di minacce e possibili premi non ha certo giovato alla causa. Per non parlare della sua burocratica complessità.  

Il recente articolo di Panorama ha fatto il resto, arrivando ad insinuare che il notevole ricorso alla “medicina difensiva” sia frutto della nostra consapevolezza di non essere adeguatamente preparati. Sappiamo bene, invece, che ne siamo le vittime e non i colpevoli. Purtroppo Panorama è arrivato a conclusioni sbagliate, ma partendo da dati corretti: i sanitari non sono a norma con l’aggiornamento.   

Prendere finalmente atto di questo storico insuccesso lo considero un atto di ammirevole seppure tardivo coraggio, tenendo anche conto delle ovvie critiche che ne deriveranno, ma ritengo che il vero coraggio andrà dimostrato sovvertendo tutto l’impianto del nostro aggiornamento e non semplicemente cambiandogli l’abito ed incipriandolo un po’.

Addio alla compilazione “collettiva” dei test finali, addio ai crediti di un quarto di punto, addio ai corsi inutili di fine anno sulla sola base dei punti assegnati. Addio, quindi, all’ipocrisia di tutti questi anni che oggi emerge in tutta la sua evidenza.

Mi farebbe piacere sapere che l’approccio al problema sarà di questo tipo.  

Come ho già detto, e dimostrato, ci sono esempi virtuosi che possono essere seguiti, seppure adattandoli alla nostra professione. Ce ne gioveremmo tutti: le istituzioni, i singoli iscritti, il prestigio della categoria. A rimetterci sarà una parte di quei “lavori inventati” che, nel frattempo, sono nati e si sono economicamente alimentati con il nostro ECM, a partire dal mastodontico e vorace controllo ministeriale. Ma questo è e deve rimanere un problema loro…. 

Dottor Renato Mele: Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione

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