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08 Ottobre 2020

‘’Ecco perché dico che non conviene convenzionarsi con i Fondi’’

Il dott. Usoni si è fatto i calcoli di quanto costa trattare un paziente proveniente da un fondo. Calcoli alla mano lui, sembra, non starci dentro. Questo il suo racconto 


Puntualizzo che non ho riferimenti esatti per questa premessa: Nella prima decade degli anni duemila un accordo nazionale tra sindacati e le controparti permetteva alle imprese di dare benefit sanitari in luogo di aumenti sugli stipendi, da li noi dentisti iniziammo a sentir parlare di convenzioni. In una riunione in ANDI, già allora, il grande professor Guastamacchia tuonava contro… ma, come successe a diversi di noi, alcuni nostri pazienti storici ci avvisavano che, pur a malincuore, si sarebbero rivolti a dentisti convenzionati.

E allora, senza pensarci nemmeno molto, anche io per non perdere intere famiglie di pazienti mi convenzionai con UniSalute. Era l’inizio, anche loro dovevano aggiustare il tiro sulle tariffe, e chi si convenzionò tra i primi spuntò prezzi bassi ma che davano l’idea di poterci “star dentro”. Il primo agosto uscivo sul mio blog con un articolo che analizzava dal 2011 l’andamento della copertura delle spese orarie di Unisalute e evidenziava come dal 2013 le tariffe d UniSalute non riuscivano nemmeno a coprire le spese, al termine dell’articolo concludevo con la volontà di telefonare in UniSalute per chiedere un adeguamento delle tariffe ferme da 4 anni. 

Evidentemente qualcuno di UniSalute lesse l’articolo perché a settembre un loro incaricato mi chiamò più volte, anche con tono non proprio rassicurante, dicendomi che il direttore della sezione odontoiatrica avrebbe voluto parlarmi.  Ricordo che preoccupato chiamai in ANDI per chiedere se avessero un avvocato, temendo di aver scritto qualcosa di compromettente, l’avvocato ANDI mi tranquillizzò, ma il tizio UniSalute chiamò altre volte, l’ultima volta, molto gentile e rassicurante, mi chiedeva se ero disposto a incontrarmi a Bologna con l’allora direttore di UniSalute Odontoiatrica che avrebbe avuto il piacere di confrontarsi con me sull’andamento dell’odontoiatria. 

Lo stupore era tanto ma la curiosità era superiore, mi recai a Bologna nel palazzo Unipol al ventesimo piano al cospetto del dirigente con tre segretarie, per oltre un’ora ci confrontammo su percentuali: quanto incidevano i materiali, quanto il laboratorio, i dipendenti ecc.  
Ricevetti i complimenti perché i mie dati erano praticamente i loro, io esposi i dati e l’opinione del gestore di una struttura medio piccola e per contro ebbi un’anteprima sul futuro che incombeva sulla nostra categoria, nel 2014 erano già in grado di abbassare i compensi, selezionare i nuovi richiedenti avendo cinquemila strutture in attesa, sottoponevano questionari ai pazienti al termine delle cure per vigilare sulla qualità del servizio, avevano un’idea precisa del ruolo dei loro competitor (Prontocare ecc.) e di come agire, una potenza di fuoco impressionante. 

Tornando a casa pensai all’analisi di Guastamacchia di sei anni prima, la nostra categoria era finita, non saranno le catene, il turismo odontoiatrico, tantomeno i (finti) low-cost, ma la potenza economica e politica delle assicurazioni. 

Nel 2016 il mio studio, dopo la separazione da un collega, tornò mio ma, per UniSalute, avendo cambiato denominazione, ero un nuovo entrato e attivarono le nuove tariffe, del 25-30% inferiori.

Non mi restava che analizzare l’andamento e il risultato fu questo. Iniziamo dalle ore lavorate.

Con il gestionale, a patto di usare l’agenda elettronica, posso sapere quante ore ho lavorato in un periodo e posso dividerle persino per tariffario. Nel 2017 per Unisalute, lo studio Usoni ha lavorato il 19,8% del tempo (342,5 ore), nel 2018 il 17,2% (340,5 ore).Il programma è in grado anche di dirci i costi fissi e variabili di quei periodi, e lo fa istantaneamente (se avete compilato la prima nota cassa banca).I miei costi orari fissi nel 2017 erano 77,40 e nel 2018 sono stati 77,66 euro. Moltiplicando questi valori per le ore vediamo che i costi fissi riferiti a UniSalute dal 2017 al 2018 sono stati di 52.952,90 euro.I miei costi orari variabili nel 2017 erano 71,23 e nel 2018 sono stati 73,86 euro. Moltiplicando i valori per le ore dedicate a Unisalute dal 2017 al 2018 otteniamo 49.545,30 euro. Sommando costi fissi e variabili per il periodo 1-1-2017…31-12-2018 riferiti al tempo utilizzato per eseguire i lavori dei pazienti UniSalute otteniamo 102.497,70 euroDal gestionale ricaviamo ora il fatturato per UniSalute per il periodo 1-1-2017…31-12-2018…..e troviamo, incredibilmente 78.096,59 euro!

Vuol dire che io e miei collaboratori abbiamo lavorato 683 ore pari a 85 giorni lavorativi di 8 ore per generare una perdita di 24.401,11 euro! Ottantacinque giorni della nostra unica vita passati a generare una perdita!!! 

I colleghi che non hanno gli strumenti di misura o non si prendono la briga di controllare, non se ne accorgono. Lavorano come matti, studio pieno e il conto in banca è, nel migliore dei casi, stazionario, a patto che i pazienti convenzionati non superino il 30% del totale. 

Chi spinge per i convenzionamenti, asserisce che è un sistema per generare nuovi contatti che alimentano il passaparola, falso, è un passaparola legato ai prezzi bassi e non alla qualità del vostro lavoro, vi portate in casa solo altra zavorra che affonda il vostro studio. 

A Gennaio 2019 ho chiuso con UniSalute, mi rimane solo il FASI come convenzione e sto facendo i calcoli per vedere se confermarla, visto che hanno abbassato i tariffari del 10% con decisione unilaterale. 

Se siete convenzionati e avete strutture più agili della mia, potrete avere meno perdite, se usate tempi stretti e “tirate via” sulla qualità del lavoro forse potreste andare in pari (non guadagnare) ma vi sarete relegati in una fascia di odontoiatria di basso livello con una clientela per nulla interessata alla qualità del lavoro ma solo al singolo euro risparmiato. 

Le vittime in questo scenario non sono gli studi che ne hanno “solo” un danno economico, sono i pazienti. I pazienti subiscono un calo di qualità di prestazioni, di qualità dei materiali, di durata delle cure e qui non si tratta di soldi ma di salute!  
Per i pazienti che continuano a vedere il dentista come il ricco professionista e credono nella assicurazione benefattrice, ricordo che dal loro stipendio i soldi vengono prelevati tutti i mesi in ogni caso, cure si cure no…. 

Dott. Germano Usoni

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