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27 Novembre 2008

La ricerca scientifica alla base della qualità

di Margherita Bovari


Proseguono gli appuntamenti con l’attività della Sio, Società Italiana di Implantologia Osteointegrata (www.osteointegrazione.it) , presieduta dal professor Leonardo Trombelli. Sul numero 8 del Giornale lo stesso professor Trombelli anticipava il progetto della Sio di creare un panel di esperti per validare un processo che sancisca il concetto di qualità in terapia implantare, suddivisa poi in diversi ambiti, così da tracciare delle direttive circa il concetto di “qualità” nella ricerca scientifica, nel trattamento professionale e nel prodotto commerciale. Per seguire lo svolgimento del lavoro abbiamo intervistato il professor Eugenio Romeo, Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l’Università di Milano, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria presso l’Ospedale San Paolo e responsabile dell’Unità di implanto-protesi e, che in veste di chairman del panel sulla qualità della ricerca scientifica ci aggiorna su quanto è stato fatto finora.

Professor Romeo, come si articola il suo ruolo di chairman del panel “Qualità della ricerca scientifica”?
Il ruolo di chairman che ho il piacere e l’onore di svolgere, relativamente al panel della “Qualità della ricerca scientifica”, è quello di condurre e coordinare il lavoro dei partecipanti a questa sessione che ricordo essere: il Prof. Alberto Barlattani, il Prof. Matteo Chiapasco, il Prof. Massimo Del Fabbro, la Prof.ssa Elettra Dorigo, il Dott. Marco Esposito, il Prof. Luca Francetti, il Prof. Enrico Gherlone, il Prof. Luigi Guida, il Prof. Carlo Majorana, il Prof. Michele Nieri, il Prof. Adriano Piattelli, il Prof. Massimo Simion, il Prof. Cristiano Tomasi, e il Prof. Giorgio Vogel.
Ho richiesto ai partecipanti di produrre ed inviarmi un elaborato che analizzi i parametri più importanti relativi alla qualità della ricerca scientifica da me indicati. Il mio compito sarà quindi quello di provvedere, prima del Forum, che si terrà a Verona dal 15 al 17 novembre p.v., ad esaminare e raccordare i vari elaborati, producendo un position paper che possa essere l’integrazione di tutti quelli inviatimi.
Durante i lavori del working group, relativo alla nostra sessione, discuterò con tutti i componenti il position paper che verrà eventualmente modificato e approvato. L’elaborato definitivo costituirà, insieme agli elaborati prodotti dalle altre sessioni, il documento finale.
Quando e in che forma verranno resi pubblici i risultati del lavoro che state svolgendo?
Il Documento finale prodotto dalle tre sessioni, che comprendono i temi della “Qualità della Ricerca Scientifica, della “Qualità del trattamento impianto-protesico nell’ambito libero-professionale”, sessione di cui è chairman il Dottor Enzo Vaia e infine della “Qualità del prodotto commerciale e del servizio offerto al Professionista e al Paziente” di cui è Chairman il Professor Leonardo Trombelli, sarà stampato sotto forma di fascicolo e verrà successivamente distribuito e divulgato alla comunità odontoiatrica italiana nel 2009.
La distribuzione delle 65000 copie previste avverrà mediante invio postale a tutti gli indirizzi degli Odontoiatri Italiani e a molti operatori sanitari. Cercheremo inoltre di darne ampio risalto in tutte le manifestazioni scientifiche a riscontro nazionale, oltre ad enfatizzarne gli obiettivi e i risultati attraverso la stampa specializzata e i principali mass-media.
Come possiamo definire il concetto di qualità per chi fa implantologia?
Il Concetto di qualità, per chi utilizza la tecnica implantologica, non è molto differente dal concetto di qualità in tutta la Medicina e l’Odontoiatria. La qualità in Medicina non è altro che l’utilizzo delle migliori tecniche a nostra disposizione per la cura del nostro paziente perché questo torni in condizione di salute e che questa si mantenga nel tempo.
Nel nostro caso il concetto di qualità non può prescindere dal riconoscimento di quali siano i requisiti e le procedure fondamentali e imprescindibili alle quali deve riferirsi il clinico per offrire al paziente una prestazione di qualità.
Per prestazione di qualità si intende una soluzione affidabile, prevedibile, sicura, capace di garantire risultati funzionali ed estetici, in grado di soddisfare le aspettative sia del clinico che del paziente nel breve, medio e, soprattutto, lungo periodo.
Quanto è difficile per una società scientifica restare imparziale nella valutazione di prodotti merceologici?
E’ indubbiamente vero che la pressione del mercato è notevole, soprattutto nel settore dell’implantologia che oggi è molto rilevante dal punto di vista economico, ma a nostro favore c’è il fatto che tra gli sponsor della SIO ci sono quasi tutte le maggiori aziende internazionali produttrici di impianti che sono validate da studi scientifici, e ciò ci mette al riparo dal fare preferenze. La garanzia che la società non sia influenzata dalle sponsorizzazioni è data quindi dalla statura scientifica e dall’autonomia delle persone che ne fanno parte, in primo luogo il Presidente Professor Trombelli; non per caso proprio il professor Trombelli è chairman della sessione relativa alla qualità del prodotto commerciale.
A chi, secondo lei, saranno più utili i risultati di tale studio?
Ci auguriamo che il fruitore principale di questo Forum sia il cittadino, il paziente. Riusciremo a raggiungere il nostro scopo se riusciremo a sensibilizzare l’odontoiatra, sia di base sia specialista, ad applicare la tecnica implantologica secondo i principi dell’evidenza scientifica e non in base all’esperienza individuale.
Il nostro obiettivo non è quello di fornire delle linee guida su come si applica la tecnica, ma quello di sollecitare il clinico ad utilizzare questa innovativa metodologia scegliendo materiali e tecniche che siano validati da un supporto scientifico adeguato, per poter realizzare la mission di ciascun odontoiatra: cioè la salute del proprio paziente.
Troppo spesso vengono utilizzati impianti costruiti da aziende sconosciute e senza validazione scientifica (caratteristica peraltro solo italiana) con percentuali di insuccessi elevatissime; troppe volte vengono applicate senza successo tecniche chirurgiche non ancora sufficientemente studiate; troppo spesso vengono utilizzate tecniche protesiche non adeguate all’evoluzione della tecnologia.
Se riusciremo a realizzare questo nostro obiettivo, anche solo in piccola parte, avremo ottenuto un grande successo, quello di migliorare la qualità in implantologia e quindi la qualità della vita dei nostri pazienti.

GdO2008; 15

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