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14 Gennaio 2016

Canone Rai. Le novità per studi, laboratori e ... cittadini


Tra le tante norme contenute nella legge di Stabilità 2016 anche quella che modifica il pagamento del canone Rai.

Nei giorni scorsi la Rai e l'Agenzia delle Entrate hanno diffuso un comunicato congiunto attraverso il quale fanno il punto sulla norma che modifica la modalità di pagamento per i privati.

Ma per gli studi odontoiatrici ed i laboratori odontotecnici cosa cambia?

Chi è obbligato a pagare?

Devono pagare il canone Rai Speciale (costo 203,70 euro iva compresa per chi detiene un solo televisore e si deve richeidere un bollettino apposito) "coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto".

Obbligo che se per i dentisti con la televisione in sala d'attesa è certo, sembrerebbe anche esteso al laboratorio odontotecnico in cui è presente un televisore, anche se in laboratorio non è un locale aperto al pubblico.

Per i computer niente canone se non è presente il sintonizzatore

Se studio e laboratorio utilizzano un computer collegato ad un monitor anche per vedere programmi televisivi utilizzando internet, il canone non è dovuto. E' invece dovuto se il computer è dotato di un sintonizzatore Tv oppure se si utilizza come monitor un televisore.

Secondo quanto precisato in una nota dal Ministero Sviluppo Economico (febbraio 2012) "solo apparecchi atti od adattabili a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare sono assoggettabili a canone TV. Ne consegue che di per sé icomputer, se consentono l'ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale digitale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone".

"Utilizzare internet per la trasmissione di programmi televisivi è il sistema che abbiamo adottato per diffondere nei nostri studi i programmi della Tv ANDI", ci spiega Alberto Libero Segretario sindacale ANDI.

"Basta istallare un monitor in sala d'attesa e collegarlo al computer per poter trasmettere i palinsesti appositamente realizzato per gli studi dei dentisti ANDI senza pagare il canone RAI".

Libero che ricorda, invece, come non sia dovuta la tassa sul diritto d'autore.

"Grazie al ricorso, vinto da ANDI presso la Corte di Giustizia europea tutti i liberi professionisti possono diffondere la musica in studio senza pagare i diritti alle case discografiche, in quanto non si tratta di luogo pubblico".

E per gli utenti privati?

La vera novità introdotta in finanziaria riguarda il pagamento del canone da parte dei cittadini tramite la bolletta della luce. Viene confermato l'obbligo per chiunque detenga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive.

Il pagamento del canone avviene mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica ma dal luglio 2016. Questo per permettere al gestore dell'utenza elettrica di adattare il sistema di fatturazione alla nuova norma, dal 2017 il pagamento sarà poi in rate bimestrali.

E' possibile, per chi non possiede un televisore chiedere l'annullamento del pagamento. Si dovrà inviare alla RAI una nota in cui si dichiara di non detenere apparecchi televisivi, la dichiarazione deve essere tassativamente resa nelle forme previste dalla legge, ha validità per l'anno in cui è presentata ed espone a responsabilità penale in caso dimendacio. Ma le modalità di presentazione della dichiarazione di non detenzione dell'apparecchio televisivo non sono ancora disponibili e saranno definite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Il canone è dovuto, spiega la RAI "una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica".

A luglio, comunque, potrà essere utile controllare sulla fattura dello studio o del laboratorio se "per sbaglio" è stato addebitato il costo della prima rata del canone.

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