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04 Marzo 2016

Job Act e studio odontoiatrico. Le implicazione per la collaborazione tra studio ed igienista dentale


Nella scorse settimane Odontoiatria33 ha approfondito le novità portate dal Job Act alle collaborazioni anche all'interno dello studio odontoiatrico.

All'avvocato Silvia Stefanelli, esperto di diritto sanitario in Bologna, abbiamo voluto capire se attraverso le nuove norme, il lavoro di un collaboratore - ad esempio l'igienista dentale che collabora con un solo studio/struttura odontoiatrica - possa rischiare di trasformarsi in lavoro dipendente.

La risposta a questa domanda, dice l'avv. Silvia Stefanelli (nella foto), è oggi cambiata alla luce della nuova disciplina introdotta dal Job Act (D.Lgs 81/2015)

Andiamo per ordine.

Il passaggio da lavoro autonomo di un professionista a lavoro subordinato (con tutte le rilevanti conseguenze di natura economica) è stato da sempre terreno d'azione della giurisprudenza: più esattamente che nel corso degli anni i giudici hanno elaborato vari criteri (subordinazione gerarchica, rispetto orario, rispetto organizzazione ecc..) in presenza dei quali il lavoro "autonomo" si trasformava in lavoro "dipendente".

Tali indici avevano poi applicazione più stretta o meno stretta in ragione anche del minore o maggiore contenuto intellettuale della prestazione.

Ora il quadro giuridico è completamente cambiato.

L'art. 2 del D.Lgs 81/2015, titolato Collaborazioni organizzate dal committente così stabilisce:

1. A far data dal 1° gennaio 2016, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro

2. La disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione con riferimento:

b) alle collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali;

Ricapitolando: la norma stabilisce tre requisiti - personalità, continuità ed etero-organizzazione in presenza delle quali il lavoro autonomo si trasforma in lavoro dipendente; la nuova regola trova applicazione anche per le professioni intellettuali senza albo (l'esclusione infatti è prevista solo per quello con l'Albo).

Per il settore odontoiatrico la norma può avere una portata dirompente.

L'igienista dentale (professione intellettuale senza albo) eroga infatti all'interno dello studio odontoiatrico una prestazione senza dubbio di natura personale, solitamente con continuità e con un'organizzazione che è quella del dentista. L'igienista dentla,e nel caso abbia una sola collaborazione, si trova perciò nella "perfetta" posizione perché in sede di accertamento gli organi di controllo dichiarino la sussistenza del lavoro subordinato.

Circa l'applicazione della norma il Ministero del Lavoro è poi già emanato la Circolare 3/2016 del 1 febbraio 2016 con la quale, annunciando la volontà di avviare specifiche campagne di controlli, chiarisce anche alcuni aspetti applicativa della norma stessa.

In particolare rileva la precisazione secondo cui per etero-organizzazione deve intendersi etero-direzione, vale a dire sottoposizione anche di natura direzionale. Qui può aprirsi una strada difensiva, che passa attraverso una corretta organizzazione del lavoro ma anche attraverso un contratto che aiuti le parti a dare prova di come funziona, nei fatti, il rapporto di collaborazione.

A cura di Avv. Silvia Stefanelli

Per chi volesse approfondire l'argomento segnaliamo questo evento, vedi al link

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