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14 Febbraio 2018

Regione Campania, cambiano le regole per l'autorizzazione sanitaria. Più veloce ottenerla ma per la sua applicazione, i tempi rischiano di non essere brevi


Sarà presentato sabato 17 febbraio a Salerno dal Governatore della Campania Vincenzo De Luca (nella foto) il nuovo regolamento sulle autorizzazioni sanitarie delle attività degli studi professionali e degli ambulatori odontoiatrici, medici e delle altre professioni sanitarie, emanato con il decreto numero 10 e firmato il 9 febbraio scorso.

La novità più importante contenuta nel provvedimento è che il rilascio dell'autorizzazione avverrà attraverso la SCIA e che la struttura potrà iniziare l'attività senza attendere il via libera del Comune.

Nello specifico, si legge nel decreto, "L'esercizio in regime privatistico delle attività sanitarie da parte degli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente, individuati ai sensi del comma 4 dell'art.8-ter D.L.vo n.502/1992, nonché da parte delle strutture esclusivamente dedicate ad attività diagnostiche, svolte anche a favore di soggetti terzi, è subordinato a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) secondo la disciplina dell'art.19 L. n.241/1990".

In particolare sono soggette a SCIA:

a) gli studi medici, odontoiatrici e delle altre professioni sanitarie, singoli o associati, polimedici o società tra professionisti regolamentate nel sistema ordinistico, ai sensi dell'articolo 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, che utilizzano apparecchiature elettromedicali e/o esercitano attività o procedure chirurgiche;

b) ambulatori medici, odontoiatrici e delle altre professioni sanitarie che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, anche riabilitativa e di diagnostica strumentale, che non rientrano in casi descritti nel decreto e che riguardano la diagnostica di alta tecnologia, prestazioni di diagnostica di laboratorio e la procreazione assistita.

La SCIA dovrà essere presentata per "l'inizio dell'attività, l'ampliamento, la trasformazione ed il trasferimento degli studi professionali medici, odontoiatrici e delle altre professioni sanitarie, nonché l'autorizzazione all'esercizio degli ambulatori medici, odontoiatrici e delle altre professioni sanitarie".

Il legale rappresentante dello studio o dell'ambulatorio presenterà al Comune, e per conoscenza all'ASL, la SCIA unitamente alla dichiarazione sostitutiva che certifica di essere in possesso dei requisiti strutturali e tecnologici previsti dalla normativa vigente, allegando la planimetria del locale dove si intende svolgere l'attività sottoscritta da un tecnico abilitato con indicazione della destinazione d'uso dei locali nel rispetto della normativa vigente, e la relazione descrittiva delle modalità di sterilizzazione dello strumentario necessario.

Una volta presentata SCIA e documentazione, sarà possibile iniziare l'attività senza aspettare il via libera da parte del Comune. Successivamente, entro trenta giorni dalla presentazione della SCIA stessa, l'Azienda sanitaria locale effettua la verifica dei requisiti e comunica gli esiti della verifica al Comune.

Il Comune entro sessanta giorni dalla presentazione della SCIA, acquisita la comunicazione della verifica tecnica da parte dell'ASL, in caso di accertata carenza di requisiti potrà imporre il divieto di prosecuzione dell'attività chiedendo la rimozione degli eventuali effetti dannosi o, con atto motivato, "prescrive le misure necessarie a rimuovere le carenze dei requisiti riscontrate, fissando un termine di trenta giorni per la loro adozione". In assenza di comunicazioni da parte del Comune, la struttura continuerà a lavorare senza ulteriori adempimenti.

Se con il provvedimento viene semplificata, e di molto, "la pratica" dell'autorizzazione sanitaria all'esercizio dell'attività sanitaria per studi professionali e ambulatori, per questi ultimi serberebbero rimanere i vincoli per l'apertura necessari per ottenere l'autorizzazione alla realizzazione della struttura (non richiesta per gli studi professionali), rilasciata in base al fabbisogno regionale, vincolo che in questi anni ha di fatto limitato l'apertura nella Regione Campania dei centri odontoiatrici legati ai grandi marchi, ma che una recente sentenza avrebbe messo in discussione.

La norma, per ora, non è in vigore e lo sarà solo dopo le firme dei ministeri competenti ai quali il decreto è stato inviato.

Nor.Mac.

 



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