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20 Settembre 2018

Sanare errori di inquadramento contrattuale per l’ASO

L’esperienza della CAO di Brescia può fare scuola

Norberto Maccagno

Tra i dubbi interpretativi che il nuovo profilo ASO, diventato operativo lo scorso aprile, c’è quello del corretto inquadramento contrattuale per vedersi riconosciuta l’attività pregressa ed evitare di conseguire l’attestato che sarà necessario per essere assunta come Assistente di Studio Odontoiatrico. 

l testo del Decreto che istituisce la figura professionale dell’ASO, indica che sono esentati dal conseguimento dell’attestato di qualifica i lavoratori che “hanno o hanno avuto l'inquadramento contrattuale di Assistente alla Poltrona, e possono documentare un'attività lavorativa, anche svolta e conclusasi in regime di apprendistato, di non meno di trentasei mesi, anche non consecutiva, espletata negli ultimi cinque anni antecedenti l'entrata in vigore del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri”.  

Il problema nasce dal fatto che negli anni, più per una non conoscenza del ruolo dell’assistente alla poltrona da parte dei consulenti del lavoro che per altro, molte lavoratrici sono state iscritte come impiegate o segretarie pur avendo mansioni da ASO.

Della questione si è interessata la CAO Nazionale attivando un tavolo congiunto e recentemente il SIASO ha interpellato il Ministero chiedendo chiarimenti. 

Una soluzione potrebbe essere quella analizzata dal dott. Luigi Veronesi presidente della CAO di Brescia e Coordinatore della Commissione nazionale: relazioni con l'esterno della CAO. 

“Il problema è molto sentito e rischia di vanificare il percorso lavorativo di molte delle Assistenti che da decenni affiancano l’odontoiatria in studio”, racconta ad Odontoiatria33 il presidente CAO Brescia Luigi Veronesi (nella foto). “Dopo aver analizzato la situazione ci siamo rivolti al Centro per l’Impiego locale con il quale ci siamo confrontati ed abbiamo concordato la possibilità di effettuare una sorta di modifica retroattiva delle mansioni delle assistenti alla poltrona che erano state inquadrate in maniera diversa”. 

Secondo quanto riporta il presidente Veronesi, il Centro per l’Impiego di Brescia evidenza la possibilità di sanare “l’errore” di comunicazione da parte di un consulente di tenuta paghe circa l'inquadramento mansionistico di un dipendente con una sorta di ravvedimento.

“Ovviamente –spiega il presidente Veronesi- il datore di lavoro dovrà eventualmente sanare la posizione INAIL, lasciando pure, perché non correggibile, la comunicazione precedente al sopra citato centro per l'impiego non osta il fatto che, invece, nel contratto di lavoro siano chiarite le reali mansioni. Unico vincolo che il contratto di lavoro a cui l’Assistente ha aderito comprenda la mansione di Assistente alla poltrona”.    

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