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03 Gennaio 2019

La fatturazione elettronica: facciamo il punto per Dentisti, Igienisti dentali e Laboratori odontotecnici

Nor. Mac.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto fiscale 2019 entrano a regime anche le norme in tema di Fatturazione Elettronica. Norme che hanno modificato quanto precedentemente previsto soprattutto per chi tratta dati sanitari che devono essere inviati al Sistema Tessera Sanitaria.

Ne secondo giorno dell’obbligo, cerchiamo di fare il punto sui reali obblighi per li studio odontoiatrico, igienista dentale e laboratorio odontotecnico. 


La fatturazione elettronica 

È un documento informatico, in formato XML, trasmesso per via telematica al Sistema di interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate che dopo averlo verificato e validato, lo invia al destinatario. Solo le fatture emesse in questo formato, validate dal SDI e recapitate, saranno considerate valide. Salvo le esenzioni previste. 


Dentisti 

Il maxi emendamento proposto in extremis da Governo ha portato sostanziali semplificazione per i dentisti (ma anche per medici e farmacisti) che non dovranno (per tutto il 2019) emettere fattura elettronica per tutte quelle fatture i cui dati andrebbero inviato al Sistema Tessera Sanitaria. Quindi l’esenzione vale per tutte le fatture emesse nei confronti dei pazienti, compresi per quelli che si oppongono all’invio dei propri dati al STS. Per loro si dovrà emettere fattura nel formato che già si utilizzava in precedenza. Per queste non è sarà comunque possibile emettere le fatture anche in formato XML ed inviarle allo SDI, come imposto dal Garante della Privacy. Salvo non si rientri tra i soggetti che possono aderire alla Flat Tax, per tutte le altre tipologie di fatture che il dentista emetterà -per esempio quelle di consulenza verso altri colleghi, verso le società titolari dello studio con cui collaborano, per le consulenze come CTU etc.-, dovranno essere in formato elettronico XML ed inviate al SDI. 


Igienisti dentali 

Devono emettere fatturazione elettronica in formato XML ed inviarle allo SDI per tutte le fatture emesse ad eccezione se aderiscono al regime forfetario, allargato alle nuove regole della Flat Tax (ricavi non superiori ai 65 mila euro). Non è ancora chiaro come si devono comportare per le fatture che emettono nei confronti dei pazienti. La legge di Bilancio esonera l’invio per i soli soggetti tenuti all’invio dei dati al STS (gli igienisti dentali non sono tra questi) ma il Garante della privacy vieta l’invio dei dati sanitari al SDI. Il consiglio che un sindacato di categoria ci hanno dato telefonicamente è quello, in attesa di chiarimenti, di emettere fattura nel formato “analogico” ed eventualmente adeguarsi, in caso di indicazioni in tal senso, emettendo successivamente fatturazione elettronica (visto la normativa consente un periodo transitorio prima che scattino le sanzioni, vedi sotto) .   


Laboratori odontotecnici 

Dovranno emettere fatturazione elettronica in formato XML ed inviarlo allo SDI per tutte le fatture emesse ad eccezione se aderiscono al regime forfetario, allargato alle nuove regole della Flat Tax (ricavi non superiori ai 65 mila euro). Come per gli igienisti dentali non è chiaro come si devono comportare per le fatture che emettono direttamente ai pazienti, per esempio quelli che si rivolgono alle ASL e che prevedono la fatturazione differita.  


Ottenere l’accesso a “Entratel” 

Un passaggio meno immediato di quanto possa sembrare, almeno in termini di tempo, è quello dell’iscrizione ad Entratel Fisco online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Iscrizione che risulta fondamentale senza la quale né voi né il vostro commercialista potranno gestire ed archiviare le fatture emesse e ricevute. Se non l’avete ancora fatto (chiedete informazioni anche al vostro commercialista, magari ci aveva già pensato lui) dovete accedere a questa pagina e compilare il form a questo link.  Una vota completato l’accesso riceverete via mail le prime 4 cifre del PIN necessario per completare la registrazione, successivamente vi verranno inviate per posta le altre 6, insieme alla Password che servirà per il primo accesso. E’ anche possibile richiedere il PIN attraverso l’apposita App o direttamente ad un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.   


Gli strumenti per emettere la fatturazione elettronica

Innanzitutto bisogna avere la PEC attiva e funzionante, ed il cassetto fiscale presso l’Agenzia delle Entrate, che può essere aperto autonomamente dal contribuente o dal commercialista.Per compilare la fattura elettronica serve un software che permetta di redigere la fattura in formato Xml e un Pcun tablet smartphone. E’ possibile demandare al proprio commercialista anche la compilazione ed invio della fattura elettronica ma questo sistema potrebbe risultare poco pratico. Consigliato confrontarsi con il proprio consulente fiscale prima di decidere strumenti e modalità da adottare. Per quanto riguarda il software, sono molti quelli in commercio con costi diversificati a seconda delle dimensioni dell’azienda e delle necessità. Si parte da poche decine di euro per quelli che consentono la sola compilazione, invio e archiviazione delle fatture elettroniche (emesse e ricevute), fino a costi più significativi per programmi gestionali che integrano anche la creazione, invio ed archiviazione della fatturazione elettronica. Anche alcune associazioni di categoria di settore hanno messo a disposizione software dedicati il cui costi variano a secondo del numero di fatture emesse.


Tre le possibilità per realizzarle gratuitamente: 

1) Via Web. Collegandosi al portale "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia delle Entrate attraverso le credenziali utilizzate per i servizi telematici dell'Agenzia (Fisconline e Entratel). Una volta entrati, si può utilizzare il servizio "Fatturazione elettronica" che guida l'utente passo dopo passo alla compilazione della e-fattura. Basta inserire i propri dati, quelli del cliente e quelli relativi alla fattura (descrizione, importo, numerazione e data). Verrà generato il file in formato Xml e potrà essere inviato tramite il Sdi. La grafica non è “spettacolare” ma comunque è un servizio funzionale e gratuito. Ovviamente per utilizzare questo sistema è necessario essere collegati ad internet. 

2) Software per PC. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche un software per compilare le fatture elettroniche. Lo potete scaricare da questo link: agenziaentrate.gov.it. In questo caso si potranno predisporre le fatture senza essere collegati ad Intenet, anche se poi la connessione serve per l’invio alla piattaforma SID. A questo link la guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate per l’utilizzo del software. 

3) APP. L'Agenzia delle Entrate ha predisposto anche un APP qualora il contribuente non fosse dotato di PC o preferisca compilare la fattura elettronica dal proprio Smartphone o Tablet. L’APP si chiama “FatturaE” ed è scaricabile dagli store Android o Apple. Anche in questo caso, per predisporre la fattura bisogna essere connessi ad Internet. 

questo link tutti gli strumenti predisposti dall’Agenzia delle Entrate e le informazioni utili sulla fatturazione elettronica.  


Fatture ricevute 

Tutti i soggetti con partita Iva (ma anche i privati) riceveranno dai propri fornitori fatture in formato elettronico, salvo questi non siano esonerati dall’emetterla (ad esempio il laboratorio o l’igienista dentale o l’odontoiatra che aderisce alla Flat Tax e che fattura allo studio dentistico).Tutti i soggetti devono comunicare i propri fornitori dove vorranno che le fatture elettroniche vengono recapitate: in una casella PEC oppure nel gestionale comunicando il codice di destinazione. Nel caso non comunichiate né casella di PEC o il Codice di Destinazione, la fattura sarà recapitata nel vostro cassetto fiscale nella vostra area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate (Entratel).I fornitori potranno consegnare, per praticità, al cliente una copia cartacea della fattura emessa ed inviata al SDI.  


Conservazione elettronica 

La gestione delle fatture elettroniche comporta la necessità di conservare elettronicamente il documento nel tempo, 10 anni (ma anche su questo non sembra vi sia univocità di interpretazione della norma). L’obbligo di conservazione elettronica riguarda, per ora, solo le fatture elettroniche e non anche i registri contabili e fiscali che restano vincolati alle precedenti regole di gestione.  


Sanzioni 

Per il primo trimestre 2019 non si applicano sanzioni se la fattura è emessa con modalità elettronica entro il termine della liquidazione periodica dell’IVA (mensile o trimestrale). Nel caso in cui la fattura sarà emessa tardivamente, ma entro il termine della liquidazione IVA del periodo successivo, le sanzioni saranno applicate con riduzione dell’80%.

Dal primo luglio 2019 si avrà la possibilità di trasmettere le fatture elettroniche entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione.     

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