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08 Maggio 2019

Confermata la sospensione dell’autorizzazione del Centro odontoiatrico senza il nome del direttore sanitario. Per il TAR rimane centrale la terzietà CAO


Il TAR Liguria, con sentenza n. 384/2019, nel confermare l'ordinanza di sospensione, per sei mesi, dell'autorizzazione sanitaria ad un centro odontoiatricodi un noto marchio nazionale, per violazione delle norme sulla pubblicità sanitaria, affronta, respingendole, nuove‎ eccezioni sollevate dai legali della società sanzionata, basate sulla legittimità del ruolo svolto dall'Ordine e sul profilo costituzionale degli artt. 4 e 5 della legge 175/92. 

La vicenda prende il via da un esposto, inviato dalla CAO della Spezia al Comune di Santo Stefano di Magra, mediante il quale si evidenziava che un centro odontoiatrico effettuava pubblicità omettendo di indicare il nominativo ed i titoli del Direttore Sanitario. Il Comune avviava l'iter amministrativo nel corso del quale la società odontoiatrica titolare dell'autorizzazione procedeva alla cessione del ramo d'azienda in favore di altra società.  

Il Comune, non ritenendo valide le giustificazioni addotte dalla società, concludeva il procedimento comminando la sanzione della sospensione dell'autorizzazione sanitaria ad entrambe le società

Dopo un primo passaggio nel quale il TAR Liguria respingeva, in sede cautelare, il ricorso proposto dalla società, il Consiglio di Stato ordinava al TAR di sentenziare su tutti i motivi addotti dalla difesa della società.  Tra questi, la società lamentava il ruolo svolto dall'Ordine che, a suo dire, essendo inquadrabile come una "associazione di imprese" non sarebbe dotato delle caratteristiche di terzietà necessarie, anche perché il Comune non aveva provveduto a verificare direttamente la violazione segnalata.Inoltre lamentava la costituzionalità della norma che prevede una sanzione molto grave (la sospensione dell'autorizzazione da sei mesi ad un anno) a fronte di una "infrazione minore" (l'omessa indicazione del direttore sanitario, pur esistente). 

“Il TAR –sottolinea ad Odontoiatria33 il presidente CAO La Spezia Sandro Sanvenero(nella foto)- dopo aver motivatamente  respinto per ‘manifesta ‎infondatezza’ l'eccezione di incostituzionalità della norma, ha inoltre ritenuto la Commissione Albo Odontoiatri dotata di quelle caratteristiche che, anzi, le sono derivate ex Legge, in quanto le spetta di "concorrere con le autorità locali nell'attuazione di provvedimenti che comunque possano interessare la professione" della quale ha la "rappresentanza esponenziale" e, continua Sanvenero, “il concetto del concorrere riveste un significato che va oltre la semplice collaborazione”. 

Il TAR ha quindi ritenuto ammissibili ed utilizzabili le prove fotografiche e documentali (volantini) portate dalla CAO al Comune, che dimostravano come  né i pieghevoli in questione, né l’insegna all’esterno dei locali in cui si svolge l'attività professionale recassero l’obbligatoria indicazione del medico responsabile della direzione sanitaria.

Importante evidenziare, conclude Sanvenero, “come il TAR abbia riconosciuto corretto il comportamento del Comuneche aveva esteso la sospensione anche alla società subentrante, perché, se così non fosse stato, si sarebbe realizzata una forma di elusione dell'apparato sanzionatorio e che abbia escluso, nel caso di specie, l’applicabilità del cosiddetto ‘errore scusabile’”.   

Il legali del Centro hanno chiesto ed ottenuto una sospensione di 30 giorni dell’Ordinanza di chiusura per dar modo di terminare le cure, ove possibile, e di organizzare la gestione dei pazienti le cui cure non possono essere concluse a breve.  

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