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04 Settembre 2019

CTU e fatturazione al Tribunale, ecco come comportarsi

L’Ordine di Roma indica le modalità di emissione della fattura elettronica a seguito della liquidazione del Giudice del compenso spettante le operazioni peritali svolte in una causa civile


L’OMCeO di Roma, con una nota sul proprio sito, entra nel merito della modalità di fatturazione elettronica da parte del medico o odontoiatra per i compensi resi in qualità di CTU del Tribunale.

L’Ordine di Roma, nel dare indicazioni, si rifà a quanto aveva indicato la FNOMCeO riprendendo la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate sulla “corretta modalità di emissione della fattura elettronica a seguito della liquidazione del Giudice del compenso spettante le operazioni peritali svolte in una causa civile”.

OMCeO di Roma che sottolinea, in particolare, che l'Agenzia dell'Entrate ha rilevato che i compensi spettanti al CTU per le operazioni peritali svolte, cui è obbligata una parte in causa priva di partita IVA, non sono soggetti alla ritenuta d'acconto IRPEF.

Ricevuto il pagamento il CTU dovrà quindi emettere la fattura nei confronti dell'Amministrazione della Giustizia, nella quale dovrà essere evidenziato espressamente che la "la solutio avviene con denaro fornito dalla/e parte/i individuata/e dal provvedimento del giudice".

Pertanto, ai fini della ritenuta, l’OMCeO Roma chiarisce che

  • se la parte è ricompresa tra i soggetti che rivestono la qualifica di sostituto d'imposta, il CTU dovrà darne evidenza nella fattura trattandosi di compensi costituenti reddito di lavoro autonomo. In tali casi, infatti, la ritenuta dovrà essere versata all'Erario non dall'Amministrazione della Giustizia, ma dalla parte soccombente, titolare passivo del rapporto di debito nei confronti del CTU ed esposta all'obbligo di sopportare l'onere economico; 


  • se la parte non riveste la qualifica di sostituto d'imposta, la ritenuta d'acconto IRPEF non dovrà essere operata e, pertanto, non dovrà essere evidenziata in fattura dal CTU. 



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