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11 Dicembre 2019

Manovra: il Governo ricambia idea sulle detrazioni sanitarie

Salta il limite sul redito mentre viene confermata, per il pagamento con i contanti, la differenziazione tra struttura sanitaria pubblica ed accreditata e privato 

Nor. Mac.

Dovrebbe approdare domani giovedì 12 dicembre, nel pomeriggio, in Assemblea a Palazzo Madama il Decreto Bilancio con le modifiche apportate dagli emendamenti approvati in Commissione.  

Tra queste la questione delle detrazioni fiscali per le spese sanitarie che in un primo momento il Governo voleva limitare introducendo un tetto massimo di reddito oltre il quale non era più possibile portare in detrazione le spese. Il tetto sarebbe stato modulare da 120 mila euro fino a 240 mila euro oltre il quale non era poi più possibile usufruire del beneficio fiscale.  Nel testo che approderà in Aula non ci sarà più la limitazione e si potrà, indistintamente al redito, continuare a detrarre il 19% delle spese sanitarie. 

Vengono invece confermate le modifiche introdotte sulle modalità di pagamento per ottenere le detrazioni fiscali sulle spese sanitarie. 

Queste potranno essere inserite nella dichiarazione dei rediti solo se pagate con strumenti tracciabili e non in contanti. Questo non vuole dire che il paziente non potrà più pagare la prestazione svolta dal dentista in contanti, lo potrà sempre fare nel limite dell’utilizzo (da luglio 2020 scenderà da 3 mila a 2 mila euro), ma non potrà portare in detrazione il 19% di quanto speso. 

Unica eccezione per le spese sanitarie effettuate nelle strutture pubbliche o private accreditate che potranno continuare ad essere pagate in contatti presentando la tessera sanitaria.   

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