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10 Gennaio 2020

Investimenti in beni strumentali, le novità per il 2020

Cambia super ed iper ammortamento, si passa al credito d’imposta, agevolazioni anche ai forfettari. Le nuove regole per risparmiare investendo sulla propria attività


Tra le novità del 2020 introdotte dalla Legge di Bilancio anche le nuove regole che sostituiscono, o modificano, le agevolazioni previste dal super ammortamento sugli incentivi fiscali per gli investimenti in nuovi beni strumentali. 

La differenza sostanziale è quella che non sarà più prevista una maggiorazione del costo del bene, come avveniva con Super ed Iper ammortamento, ma un credito d’imposta per gli “investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, acquisiti a titolo di proprietà o in locazione finanziaria, in misura pari al 6% del costo di acquisizione, entro il limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro”. 

Secondo gli esperti la nuova agevolazione sarebbe lievemente meno conveniente del super ammortamento (il 6% rispetto al 7,2% per i soggetti Ires) ma ha il vantaggio che si può fruire in un tempo minore, ora è in 5 anni. 

Altra novità è che ora le agevolazioni fiscali sono utilizzabili anche dai “forfettari”, ovvero i contribuenti con un fatturato minore di 65mila euro, prima esclusi; almeno così sembrerebbe ma si dovrà probabilmente attendere le circolari delle Entrate che nelle prossime settimane andranno a meglio chiarire molte delle novità introdotte in tema fiscale dalla Finanziaria 2020. 

Come per il super ammortamento rientrano nel nuovo sgravio fiscale gli investimenti, effettuati nel corso del 2020, in beni materiali nuovi strumentali all'esercizio della professione, come riuniti ed arredi per studio e laboratorio e tutte le attrezzature funzionali all’attività nuove.

Per gli investimenti che rientravano nell’iper ammortamento il credito d’imposta è fissato nel 40% o 20% in base all’importo investito, mentre ne 15% per investimenti in servizi e software digitali Il credito spettante, come detto, è utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali di pari importo a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni.

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