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18 Febbraio 2020

Allineatori trasparenti ed aliquota Iva: il punto dal SUSO

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta sul tema facendo distinguo soprattutto sui dispositivi proveniente da paesi extra UE. I chiarimenti del Consulente Fiscale SUSO


Ultimamente si è sviluppato il tema sull’aliquota IVA applicabile nella fornitura di allineatori invisibili. La problematica è diventata d’attualità a seguito della Risposta n. 223 del 3 luglio 2019 resa dall’Agenzia delle Entrate ad un interpello presentato da una società estera su un dispositivo medico ortodontico, munito di batteria ricaricabile. Nella fattispecie l’Agenzia delle Dogane ha inserito il dispositivo fornito nella voce doganale 9019 tra “gli apparecchi di meccanoterapia, apparecchi per massaggio”.  

Per questa tipologia di beni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’aliquota IVA applicabile deve essere quella ordinaria del 22%. 

 Ma per gli allineatori trasparenti che vengono importati da paesi non UE, quale è l’aliquota iva da applicare

“Questo tipo di allineatori trasparenti –dice ad Odontoiatria33 il dott. Maurizio Tonini (nella foto) consulente fiscale SUSO- rientrano, invece, nella voce doganale 9021 per i quali è applicabile l’IVA agevolata del 4%”.

“Posso affermare –continua- che sia condivisibile la comunicazione resa da Align Technology agli odontoiatri sull’applicazione dell’IVA del 4% agli allineatori trasparenti forniti”. “Sul tema, occorre anche tenere in considerazione –continua- la risposta del 4/11/2003 resa dall’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Lombardia ad un interpello proposto da INVISALIGN nella quale viene stabilito che le cessioni di apparecchi in polimero trasparente con la funzione di allineatori dei denti siano da assoggettare all’aliquota IVA ridotta del 4%”. 

Diverso, invece, il trattamento Iva se il dispositivo è realizzato dal laboratorio odontotecnico su diretta prescrizione del clinico. In questo caso il dispositivo ortodontico sarà esente Iva secondo l’art. 10 n. 18 del D.P.R. 633/72 in quanto rierta tra le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni ed arti sanitarie soggette a vigilanza”.   

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