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17 Aprile 2020

Incentivi per la sanificazione e l’acquisto dei DPI, ecco come funziona

I consigli del Consulente Fiscale AIO. Fiorile: ben vengano gli aiuti ma la Politica deve cambiare il sistema che oggi penalizza chi investe in sicurezza invece di incentivarlo a farlo


Introdotto dal Decreto “Cura Italia” ed ampliato con il Decreto “Liquidità”, il credito di imposta per le spese di sanificazione, e l’acquisto dei Dispostivi di Protezione Individuale (DPI) diventa utilizzabile anche ad odontoiatri igienisti dentali e laboratori odontotecnici, sia che esercitino come liberi professionisti come ditta (per esempio gli odontotecnici), in forma societaria Studi associati, StP o Srl.  

“Perché diventi operativo –spiega ad Odontoaitria33 il dott. Umberto Terzuolo (nella foto) dottore commercialista dello studio Terzuolo Brunero & Associati di Torino e Milano, consulenti fiscali AIO- si attende ancora l’emanazione di un Decreto interministeriale ad opera del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che doveva avvenire entro il 16 aprile, con cui verranno definiti i criteri e le modalità per la fruizione di questo credito di imposta. Ci si augura che in quella sede venga meglio definito il concetto di spese di sanificazione nell’accezione più ampia possibile e non si introduca il meccanismo del “click day” per poter beneficiare del credito.

Altra criticità è quella dei fondi messi a disposizione: 50 milioni di euro per l'anno d'imposta 2020, terminati i quali non potranno più essere erogate le agevolazioni”.  


Come funziona? 

Questa misura agevolativa ha validità per tutto l'anno 2020: dovrebbero pertanto rientrare nel bonus tutte le spese sostenute nell’anno in corso. Il credito di imposta è pari al 50% delle spese effettuate fino ad un massimo di 20.000 € e nel limite complessivo di fondi stanziati pari a 50 milioni di euro per l'anno d'imposta 2020. La speranza è che la dotazione complessiva venga rifinanziata in caso di (probabile) esaurimento. 


Cosa si intende per “spese di sanificazione”?

Sia il D.L. "Cura Italia" sia il D.L. "Liquidità" non hanno dato una definizione puntuale di "spese di sanificazione". Ci si deve quindi rifare al D.M. 274/1997 specifico per l'attività di pulizia dove, all'art. 1 lett. e) si definiscono quali attività di sanificazione "il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante controllo e miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l'umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l'illuminazione e il rumore". 

“In attesa di chiarimenti ufficiali –spiega il dott. Terzuolo- il nostro parere è che possano rientrare in tale agevolazione anche gli acquisti di macchinari per la purificazione dell'aria. Se così non fosse, infatti, sarebbero di difficilissima applicazione le procedure di sanificazione che sono state previste del Ministero della Salute per le attività che producono aerosol, ossia la sanificazione successiva alle dimissioni di ogni singolo paziente”. 


Qual è la novità del D.L. “Liquidità”?

La novità introdotta dal D.L. "Liquidità", rispetto alla prima versione definita nel Decreto “Cura Italia, consiste nell'estendere il credito di imposta anche per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) e degli altri dispositivi di sicurezza necessari per proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale.La Relazione Illustrativa al D.L.

“Liquidità” ha fornito delle esemplificazioni, confermate anche dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 9/E dello scorso 13 aprile, di quali sono i dispositivi di protezione individuale che possono essere agevolati.

Nello specifico, si fa riferimento a:

  • mascherine chirurgiche;
  • mascherine con certificazioni ffp2 e ffp3;
  • guanti;
  • visiere e occhiali protettivi, tute e calzari;
  • barriere e pannelli protettivi;
  • detergenti per le mani e disinfettanti.   


Le richieste alla Politica  

“Tutti gli aiuti che possono arrivare agli studi odontoiatrici in questo momento di emergenza sono benvenuti”, commenta ad Odontoiatria33 il presidente AIO Fausto Fiorile.

“Certamente per poter ripartire in sicurezza agli studi odontoiatrici italiani serviranno anche canali privilegiati di approvvigionamento, così come si dovrà vigilare per prevenire speculazioni sui prezzi. Ma sono sicuro che anche i nostri depositi si stanno organizzando e confido nel rapporto di lealtà che da sempre ci unisce”. 

“Ma dobbiamo andare oltre l’emergenza, il legislatore deve cambiare il paradigma con cui vengono considerati gli strumenti che lo studio acquista per proteggere i pazienti, il personale e noi stessi”, continua il presidente Fiorile.  

“Da sempre AIO sottolinea che questi non possono essere considerati al pari degli strumenti che ci servono per ‘produrre’, mi passi il termine. Le spese, gli investimenti che lo studio destina per la sanificazione, per acquistare macchinari che garantiscono la cura in sicurezza, per i DPI non solo devono essere detassati, esenti iva, il loro acquisto incentivato con sgravi fiscali, ma non devono neppure entrare tra le spese che vanno a comporre il nostro reddito presunto secondo i parametri ISA. Da sempre AIO cerca di fare comprendere che chi investe nella sicurezza dello studio non lo fa per ricavare più reddito, anzi, lo fa per garantire la sicurezza di chi frequenta i nostri studi e questo dovrà essere fatto ancora con più incisività ed attenzione in futuro. E’ un cambiamento di mentalità, interventi strutturali che come AIO chiediamo alla Politica, più dei piccoli e sporadici aiuti che ci stanno elargendo in questa fase”.

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EDRA spa (editore di Odontoiatria33), per favorire l’informazione in questo momento particolare anche per il settore, ha deciso di lasciare fruibili a tutti i contenuti prodotti. Se volete comunque sostenere la qualità dell’informazione di Odontoiatria33 

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