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11 Dicembre 2020

Impianto eseguito male: l’onere della prova al dentista

Per la Cassazione incombe sull’odontoiatra la prova dell'assenza del nesso causale. Leggi la sentenza


La sentenza della Cassazione civile (Sez. III, 26/02/2020, n.5128) interviene sul ricorso di una paziente contro la sentenza della Corte di Appello di Bologna che aveva respinto la domanda di risarcimento del danno nei confronti del medico odontoiatra e della struttura sanitaria, che le avevano effettuato cure implantologiche, e le due compagnie assicuratrici che ne coprivano la responsabilità professionale. Motivo del ricorso il giudizio della Corte che ha respinto la domanda di accertamento della responsabilità contrattuale del medico per le lesioni ricevute, sull'assunto che non fossero stati sufficientemente allegati e provati sia la condotta negligente addebitata al medico dentista, che il nesso causale relativo al danno biologico conseguente, denunciando violazione degli oneri probatori in tema della responsabilità contrattuale. 

La Cassazione accoglie il ricorso proposto dal paziente.

In caso di negligenza nell’esecuzione di lavori di implantologia –spiega l’avvocato Enio Grassini sul sito Dirittosanitario.net-  è onere del medico dentista provare che le cure - per quanto inutili sul piano del recupero della funzionalità dell'apparato dentario coinvolto, e comunque denotanti una sua complessiva negligenza sotto il profilo dell'ars medica - non abbiano avuto alcun impatto sulla salute della persona rispetto alle condizioni pregresse di salute che egli stesso aveva potuto sin dall'inizio constatare e apprezzare, anche tenuto conto del principio di vicinanza della prova”.  

Sul sito Dirittosanitario.net, a questo link, gli abbonati ad Odontoiatria33 possono accedere al testo integrale della sentenza.  

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