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20 Gennaio 2021

DPI, non è stata rinnovata l’esenzione Iva: ora è al 5%

Dal primo gennaio aumenta l’Iva sui DPI utilizzati a protezione del Covid. Per gli studi l’imposta si somma al costo del bene


Dal primo gennaio le mascherine, i guanti, i camici e sovracamici e gli altri DPI utilizzati da odontoiatri, igienisti dentali ed ASO tornano ad essere gravati dell’Iva, non più al 22% ma al 5%.

Il Decreto Rilancio di maggio, proprio per agevolare i sanitari alle prese con la necessità di proteggersi dal Covid, aveva azzerato l’Iva per una serie di strumenti e DPI utilizzati per prevenire il contagio da Covid-19.Nonostante la situazione pandemica sia di fatto ancora la stessa del marzo scorso, il provvedimento non è stato prorogato, ed anche nelle bozze trapelate del decreto Milleproroghe e nel nuovo Decreto Ristori, non ci sarebbero ad oggi norme che vanno in questa direzione. 

Così, dal primo gennaio 2021, tutta una serie di dispositivi di prevenzione sono stati gravati dell’Iva al 5%. Che per il settore odontoiatrico, che fattura in esenzione si traduce in un costo ulteriore da aggiungere al prezzo di vendita del distributore. 

Un aumento dell’imposta che per il settore odontoiatrico può essere letto in due modi differenti.
La visione positiva, se si considera che fino a maggio 2020 l’Iva su guanti e mascherina era del 22%. 
Quella negativa è data dal fatto che il consumo di DPI in questo periodo di pandemia, e probabilmente per molto tempo anche quando l’emergenza sanitaria si chiuderà è decisamente aumentato, come i prezzi degli stessi DPI rispetto al 2019, nonostante la riduzione dell’Iva. 

Per poter dare qualche indicazione numerica, ci viene in aiuto Roberto Rosso, presidente dell’istituto di ricerca Key-Stone, che ci anticipa alcuni dati di una ricerca ancora in coso che indicherebbe in 20 milioni di euro la spesa di DPI sostenuta dagli studi odontoiatrici italiani nel 2019, mentre nel 2020 sarebbe intorno a 80 milioni di euro. 

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