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03 Settembre 2021

Società odontoiatriche non STP, per il Consiglio di Stato legittimo l’esercizio

Il raccordo tra società ed Albo a garanzia del rispetto dell’idoneità e sicurezza della struttura e della salute degli utenti

Nor.Mac.

Legittimo per una società odontoiatrica, anche se non iscritta all’Ordine, esercitare l’attività odontoiatria (ed ottenere l’autorizzazione sanitaria) purché le prestazioni siano erogate da un iscritto all’Albo degli Odontoiatri e le strutture siano dotate di un direttore sanitario. Può essere, molto in sintesi, questa la parte più importante della sentenza con la quale il Consiglio di Stato respinge l'appello proposto dalla CAO di La Spezia contro la sentenza del TAR, con cui veniva rigettata la richiesta di annullare l'autorizzazione sanitaria in capo a DP 13 Srl rilasciata dal Comune di La Spezia. La sentenza è definitiva e non appellabile. 

Ad avviso della CAO di La Spezia, una società di capitali non iscritta all’Albo degli odontoiatri (perchè non StP) non potrebbe svolgere l’attività odontoiatrica in quanto riservata ad una attività professionale protetta.

Nel ricorso la CAO, sempre sintetizzando, “lamenta che il centro odontoiatrico in questione, integrando uno studio dentistico tradizionale destinato ad offrire l’opera propria dell’attività professionale protetta, sarebbe illegittimamente gestito da una società non costituita secondo il modello della società tra professionisti di cui all’art. 10 della legge n. 183/2011 e al D.M. Giustizia 8.2.2013 n. 34, l’unico consentito dall’ordinamento per svolgere attività professionale protetta in forma societaria, nonché contro l’art.5, comma 2 del D.L.C.P.d.S. n.233/46 così come modificato dall’art.4 della legge n.2/2018, la cd Lorenzin, che prevede l’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo per poter esercitare, in qualunque forma giuridica”.  

Di parere diverso la Corte ritenendo invece l’esercizio sia legittimato dall’art. 1 comma 153 della legge 4.8.2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), “a mente del quale l'esercizio dell'attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409, che prestano la propria attività come liberi professionisti. L'esercizio dell'attività odontoiatrica è altresì consentito alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all'albo degli odontoiatri e all'interno delle quali le prestazioni di cui all'articolo 2 della legge 24 luglio 1985, n. 409, siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla medesima legge”. 

Giudici che sottolineano che la scelta del legislatore, attraverso l’articolo 1 comma 153 della Legge sulla Concorrenza, di indicare che le prestazioni odontoiatriche “siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla medesima legge” e di prevedere che la struttura sia dotata di direttore sanitario, sono elementi “di garanzia di idoneità della struttura”, e di “tutela della concorrenza con la sicurezza che le prestazioni vengano rese da soggetti idonei” anche “in relazione al rischio di un esercizio abusivo della professione e di sfruttamento dell’opera intellettuale in forme non compatibili con la dignità e autonomia dei singoli professionisti”. 

Quindi, per i Giudici, il direttore sanitario diventa “il raccordo con l’Albo professionale” a tutela della sicurezza del paziente.

Tra gli altri punti posti dalla CAO nel ricorso anche quello sulla differenza tra “esercizio di attività odontoiatrica protetta”, ed “esercizio di attività più complessa e trascendente di quella protetta” in termini di autorizzazione sanitaria. Anche su questo punto il Consiglio di Stato ha ritenuto infondate le motivazioni portate dalla CAO di La Spezia.  



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