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04 Febbraio 2015

Perdere anche un solo dente compromette la masticazione. Per la Cassazione giusto condannare il dentista per lesione colposa


Perdere anche un solo dente può equivalere ad un indebolimento permanente dell'organo della masticazione.
A sancirlo la Cassazione confermando la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Lecce di un dentista per aver provocato la completa avulsione traumatica di un incisivo superiore.

La vicenda risale al 2006 quando il dentista è stato condannato per lesioni colpose (art. 582 e 583 cod. pen.) per aver compromesso ed estratto un incisivo centrale.
Il ricorrente impugnava la sentenza sostenendo che  non vi era stato nessun "indebolimento di un organo, giacché le lesioni hanno solo provocato l'avulsione di un dente senza incidere sull'apparato masticatorio della persona offesa".

Di parere diverso la Corte di Cassazione che confermando la condanna, ritenendo che "una menomazione anche minima, purché apprezzabile, della potenzialità di un organo, sicuramente sussistente nel caso, come quello in esame, della rottura di un incisivo, appare sufficiente per aversi indebolimento permanente dell'organo della masticazione ai sensi dell'art. 583, comma primo, n. 2 codice penale".

Tale valutazione, continuano i giudici, "si colloca in un recente alveo giurisprudenziale, secondo cui, in tema di lesioni personali, deve ritenersi immune da censure la sentenza di merito che ha ravvisato l'aggravante dell'indebolimento permanente di un senso o di un organo in ipotesi di sublussazione e successiva devitalizzazione di un dente in conseguenza della condotta lesiva posta in essere dall'imputato".

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di Norberto Maccagno


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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