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20 Febbraio 2015

Dal Parlamento novità fiscali in tema di "minimi", ecco chi può aderivi. Riviste anche le aliquote previdenziali per la gestione separata


Con l'approvazione, avvenuta oggi dalla Camera, il decreto "Milleprogore" porta alcune novità per le partite iva, novità che entreranno in vigore dopo l'ulteriore passaggio al Senato dove non dovrebbero essere previste ulteriori modifiche.

Regime dei minimi

Grazie ad un emendamento all'articolo 10 del decreto mille proroghe (D.L. n. 194/2014), è stato possibile estendere, per tutto il 2015, il "regime dei minimi" abrogato dalla legge di Stabilità e mantenere attivo anche il nuovo regime.

Queste le possibilità:

1) le nuove imprese e professionisti nati nel 2015, potranno scegliere se applicare il vecchio regime del minimi che prevede l'applicazione dell'aliquota del 5% se, oltre ad avere la dotazione minima di struttura prevista, dichiarano un volume di ricavi inferiore a 30 mila euro (cfr articolo 27 commi 1, 2 e 7 del D.L. n. 98/2011). La scelta varrà per 5 anni fino al raggiungimento dei 35 anni di età;

2) le restanti imprese e professionisti potranno beneficiare del nuovo regime dei minimi che prevede l'applicazione dell'aliquota del 15% se, oltre ad rispettare i requisiti di struttura, dichiarano un volume di ricavi inferiore ai limiti differenziati per attività, compresi tra 15 mila e 40 mila euro (cfr articolo 1, comma 54 e seguenti della legge n. 190/2014).

Continueranno, inoltre, ad applicare il vecchio regime dei minimi, che prevedeva l'applicazione dell'aliquota del 5% entro il limite di fatturato di 30 mila euro, anche tutti coloro che hanno maturato tale diritto aprendo la loro partita iva entro il 31 dicembre 2014.

Ma quale regime scegliere?

"Il regime agevolato, con imposta al 5%, è nato come vantaggio per l'imprenditoria giovanile", ricorda ad Odontoiatria33 Franco Merli (nella foto) dottore commercialista, consulente fiscale di ANDI Genova.
Come si ricorderà sempre la legge di Stabilità aveva abrogato una serie di regimi fiscali agevolati e
più precisamente: regime delle nuove iniziative produttive; regime di vantaggio per imprenditoria giovanile; regime agevolato per gli ex minimi.
"Questo regime agevolato con imposta al 5% -continua Merli- potrà essere applicato dai giovani odontoiatri le igieniste dentali con partita iva solo quando gli incassi sono pari od inferiori ad 30.000,00 euro ed inoltre le attrezzature non devono superare il valore di 20.000,00 euro".
"A mio parere-spiega Merli- questo regime può risultare conveniente per gli odontoiatri che non hanno uno studio proprio, in quanto le attrezzature superano sicuramente gli 20.000,00 euro e le igieniste con partita iva. Ricordo che coloro che si avvalgono di tale regime devono essere regolarmente iscritti all'ENPAM per i dentisti o alla gestione lavoratori autonomi dell' INPS per quanto riguarda gli igienisti dentali".

Secondo i dati forniti ad Odontoiatria33 dal Centro elaborazione Dati ENPAM sono 15.368 gli iscritti con un reddito inferiore ai 30 mila euro mentre gli under 35, che dichiarano meno di 30 mila euro, sono 2.805.

Aliquote contributive

Con il decreto Milleproroghe viene, anche, scongiurato l'allineamento delle aliquote contributive gravanti sui professionisti iscritti alla gestione sperata INPS, come gli igienisti dentali, che nel 2015 hanno visto aumentare la loro soglia contributiva a oltre il 30%.
Viene quindi "bloccato" al 27,72%, per tutto il 2015, l'aumento dell'aliquota contributiva e per gli anni successivi, salvo ulteriori proroghe l'aliquota dovuta dai titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata INPS, aumenterà con le seguenti percentuali:

• 28,72% nell'anno 2016;
• 29,72% nell'anno 2017.

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