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08 Ottobre 2015

Il Fisco a caccia di evasori accellera i controlli attraverso il Redditometro. Ecco cosa cambia dopo il decreto attuativo che ne aggiorna le procedure operative


E' da sempre lo strumento più criticato ed odiato dai contribuenti mentre l'Erario lo considera indispensabile per la lotta all'evasione fiscale soprattutto in questi ultimi mesi dell'anno che vedono impegnato il Fisco a scovare il numero massimo possibile di imposte non versate.

Il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre, aggiorna l'accertamento sintetico da redditometro a partire dal periodo d'imposta 2011.

"Con il decreto vengono aggiornate le regole da seguire negli accertamenti per le annualità successive (dal 2011 in poi), in sede di determinazione sintetica del reddito o del maggior reddito complessivo delle persone fisiche", spiega ad Odontoiatria33 Franco Merli (nella foto) Commercialista libero professionista e consulente fiscale ANDI Genova.

Con i nuovi aggiornamenti diventa sempre più importante il contradditorio tra Erario e contribuente e vengono accantonate le stime su base Istat che avevano creato molte polemiche.

Il contribuente selezionato sulla base delle discrepanze tra spese sostenute e reddito dichiarato, spiega Merli, "potrà dimostrare che le spese sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d'imposta, con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione dell'imponibile, oppure che le risorse sono arrivate da soggetti diversi dal contribuente".

In sintesi, le novità non intaccano il meccanismo su cui si basa il redditometro: le Entrate confrontano i redditi dichiarati e le spese sostenute nello stesso anno considerando le spese certe (quelle risultanti dai dati in possesso dall'Agenzia delle Entrate), spese per elementi certi, incremento partimoniale e risparmio.
Se la differenza tra quanto il contribuente ha speso e quanto ha dichiarato supera il 20% è molto probabile ricevere una richiesta di chiarimento.

Le due novità sostanziali introdotte con il Decreto -continua Merli- riguardano le spese certe considerate nel calcolo e queste sono, ad esempio, quelle inerenti beni di cui l'Agenzia delle Entrate conosce il possesso come immobili, veicoli, natanti, cavalli. Difficile invece che vengano considerate altre tipologie di spese come quelle per cene,viaggi, divertimenti.
Per quanto riguarda, invece, il risparmio accumulato nel corso dell'anno, questo influirà nella determinazione del reddito presunto solo per la parte non utilizzata per consumi o investimenti".

"Il consiglio -conclude Merli- è comunque quello di tenere traccia di tutti gli incassi e le spese sostenute, soprattutto per quanto riguarda i movimenti sui conti correnti aziendali e personali".

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